Carlo Cracco: convento gratis per Expo 2015, storia di una polemica annunciata

Potremmo chiamarla “storia di una polemica Annunciata” quella che sta investendo l’omonimo ex convento di Abbiategrasso e il buon Carlo Cracco, il cui nome ultimamente sembra spuntare come il prezzemolo, ovunque, nel bene e nel male. Forse più nel male. Dopo il precedente scandalo dell’appalto senza gara concesso a Oscar Farinetti, ecco Cracco inciampare sull’Expo […]

Cracco, convento dell'Annunciata

Potremmo chiamarla “storia di una polemica Annunciata” quella che sta investendo l’omonimo ex convento di Abbiategrasso e il buon Carlo Cracco, il cui nome ultimamente sembra spuntare come il prezzemolo, ovunque, nel bene e nel male. Forse più nel male. Dopo il precedente scandalo dell’appalto senza gara concesso a Oscar Farinetti, ecco Cracco inciampare sull’Expo 2015.

Cosa ha fatto di male questa volta Cracco? In realtà lui nulla, è il comune di Abbiategrasso che ha concesso alla Associazione Maestro Martino (di cui Cracco è presidente) l’utilizzo in comodato gratuito dell’ex convento dell’Annunciata, per una serie di eventi previsti il prossimo maggio, in occasione dell’apertura di Expo 2015.

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L’obiettivo del sindaco democratico Pierluigi Arrara è anche quello di sfruttare il nome e il richiamo mediatico dello chef per attirare turisti e rivitalizzare non solo l’uso dell’ex convento, già adibito ad altri eventi, ma anche la cittadina stessa, a pochi passi da Milano.

Non l’avesse mai fatto: l’accusa, da parte delle opposizioni è quella di regalare “l’utilizzo gratis di un bene pubblico a un milionario”. Parole durissime.

Quest’opposizione trova la “strana” convergenza politica di Forza Italia, il cui consigliere comunale Valter Bertani non esclude “di ricorrere alla Corte dei Conti Perché questo comodato produrrà solo spese ulteriori per il Comune”, e della lista di sinistra Cambiamo Abbiategrasso, capeggiata da Domenica Finiguerra, secondo cui il restauro dell’ex convento sarebbe costato ai contribuenti 11 milioni di euro.

“A chi vuole celebrare i matrimoni lì, il Comune chiede 500 euro e poi viene dato gratuitamente a Cracco, con affidamento diretto e senza bando? Questo è l’immobile più importante della città e la decisione ci lascia perplessi. Andremo fino in fondo”. E una volta raggiunto il fondo, inizieranno a scavare.

Convento dell'annunciata

In realtà l’amministrazione comunale non avrà spese aggiuntive perché le utenze verranno comunque pagate dall’Associazione Maestro Martino; la pietra dello scandalo resta dunque l’usufrutto a titolo gratuito di un bene pubblico, che nel caso specifico sembra essere al centro della tipica strumentalizzazione politica all’italiana.

Anche il vicepresidente dell’Associazione Maestro Martino, Massimo De Maria, ribadisce l’importanza di favorire turismo e pubblico sfruttando il nome di una personalità di richiamo.

“Gli eventi saranno aperti al pubblico, soprattutto ai turisti stranieri che cercheremo di portare ad Abbiategrasso per avvicinare alla cucina d’autore lombarda. Alcune di queste iniziative, infine, saranno organizzate proprio insieme al Comune di Abbiategrasso”.

D’altronde quando Ligabue o Vasco Rossi tengono un evento pubblico, non viene loro chiesto di vincere un bando di gara o di pagare l’utilizzo della locazione, giusto? Lo è per il sindaco di Abbiategrasso Arrara che replica:

“Il nome di Cracco è un’attrazione e questo è innegabile. È dal 2007 che è stata inaugurata l’Annunciata e da allora nessuno ci ha mai fatto una proposta reale per la sua gestione. Adesso che c’è un’opportunità, perché no?”. Questo ragionamento è ovvio nell’ottica di chi vede l’iniziativa come uno spettacolo attrattivo, non di chi invece ci vede un’espressione di clientelismo o subordinazione alla celebrità e al magna magna (in ogni senso).

Risalente al 1466 ed eretto dal duca Galeazzo Maria Sforza, il convento fu concesso all’Ordine dei Frati Minori Osservanti, per poi essere trasformato in un ospedale nel 1810, poi abbandonato in uno stato di degrado fino 1997, quando il Comune acquistò il complesso ed iniziò i restauri, durati dal 2003 al 2007.

Ora vogliamo ovviamente conoscere il vostro parere: è giusto cedere gratuitamente l’uso di un bene pubblico ad una star per valorizzare il territorio e attirare i turisti? Oppure Cracco, a maggior ragione, dovrebbe pagare per poter avere il privilegio di sfruttare i locali di una locazione culturale?

[Crediti | Link: Corriere Milano, Fanpage, immagine: Oggi/Corriere Milano]

Carlo Cracco chef Expo
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