di Riccardo Campaci 27 Aprile 2015
Mattarella, Cracco

Tanto paghiamo noi !!! Cracco, perché non vai anche alla mensa dei poveri ? Le nostre tasse, per chi le paga in questo paese di m…, finiscono in queste ca**ate oltre a corruzione, costi della politica appunto!

Queste sono le parole che chiunque può leggere su Facebook a commento della più recente fotografia pubblicata da Carlo Cracco sul suo profilo, in compagnia di Sergio Mattarella e Dario Franceschini. Il “popolo della rete” (da intendersi ormai come massa di utenza che vomita insulti, improperi e opinioni sui social network) pare non aver apprezzato e non avere alcuna voglia di celebrare Cracco e la sua esperienza “presidenziale”. 

Lo chef era stato invitato all’inaugurazione di ETR100, il Frecciarossa 1000 che unisce la tratta Torino-Napoli, per preparare il pranzo a Sergio Mattarella e altri invitati, fra questi Dario Franceschini e anche Graziano del Rio.

Nell’immagine, pubblicata da Cracco sul suo profilo Facebook, si vede il cuoco vicentino inginocchiato: non sta confessando i suoi peccati a Mattarella, ma è intento ad autografare quello che dovrebbe essere un libro (probabilmente il suo) al Presidente della Repubblica.

Questo invece è il menù presidenziale su rotaia:

  • Insalata di riso allo zafferano, verdure croccanti e gamberi rossi di Sicilia
  • Lombo di vitello tonnato, sedano e capperi
  • Mini cannoli di ricotta e tagliata di frutta fresca
  • Caffè Illy

Mancavano inspiegabilmente le patatine San Carlo.

Pranzo speciale a bordo del nuovo ETR1000 #carlocracco

Posted by Chef Carlo Cracco on Sabato 25 aprile 2015

 

La pubblicazione dell’immagine ha distolto la maggior parte dei frequentatori di Facebook dai festeggiamenti del 25 Aprile, scatenando una gragnuola di insulti, critiche e offese nei confronti di Cracco, reo di essersi (letteralmente) abbassato a livello dei vari politici e politicanti, oltre – ovviamente – a diverse considerazioni economiche degne del solito Totò d’annata.

“E io pago! E io pago!” urlano gli utenti su Facebook,  sostenendo la tesi secondo cui il pagamento dei servigi di Mister Cracco derivino direttamente dai contributi dei cittadini.

“Ma chi e’ Mattarella? E io pago. Parassita!” dice un utente; c’è chi ci va più pesante con “Cracco è una delle persone più str*nze e villane che conosco. Mi sembra giusto che faccia comunella con chi gli è simile”, un insulto che include ovviamente anche i politici immortalati nell’immagine; oppure “solo in italia un cuoco DEL CA**O diventa GESUCRISTO !!!!!”  Non proprio solo in Italia…

La lista degli insulti e delle lamentele è molto ricca anche se poco varia e ogni tanto qualcuno tenta di spezzare una lancia e difendere lo chef con qualche ragionamento un po’ più sensato e meno populistico:

“Penso la colpa non sia di Cracco, se foste al suo posto fareste la stessa cosa, non state qua a fare i moralisti, pensate a ciò che dite. Mattarella se fosse un bravo presidente non avrebbe prenotato una cena così di lusso, Cracco sta solamente facendo il suo lavoro”, mentre qualcun altro invita nuovamente Cracco ad andare a cucinare gratis alle mense dei poveri invece di autografare i suoi libri ai potenti.

Difficile immaginare che Cracco non potesse prevedere queste reazioni tutt’altro che stupefacenti. D’altra parte non possiamo nemmeno chiedere Cracco o a qualunque altro personaggio pubblico di limitare le sue attività online per evitare il popolo della rete, ritirandosi a vita monastica al Polo Sud.

L’immagine, e le reazioni, confermano le ultime tendenze mediatiche e sociologiche sempre più chiare giorno dopo giorno, post dopo post.

La rete si conferma come il luogo in cui la massa è in grado di esprimere ogni tipo di frustrazione collettiva; haters gonna hate si dice, e ci riescono alla grande: chi vuole esprimere odio e risentimento riesce a farlo al meglio online, sfoderando armi di gran classe come populismo, qualunquismo, e “gombloddismo”, nascondendosi dietro all’intangibilità virtuale.

Carlo Cracco – ma comunque gli chef in generale – è sempre più al centro dell’attenzione, ormai ruba la scena, nel bene e nel male, anche a personalità istituzionali che in teoria dovrebbero avere peso mediatico superiore; ma così non è e vediamo quindi un Sergio Mattarella che chiede un autografo al Presidente Cracco, e non certo il viceversa.

Con il senno di poi, Silvio Berlusconi sbagliò alla grande il suo storico slogan; invece di un presidente operaio, avrebbe dovuto impersonare un presidente chef.

Ora sarebbe, al peggio, al posto di Mattarella in quella foto. Al meglio, al posto di Cracco.

[Crediti | Link: Giornalettismo, Ansa, immagine: Facebook]

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