Cracco, patatine e la pubblicità

Ne abbiamo parlato come il punto di non ritorno. E non una volta sola. Ma ieri è bastato rilanciare sulla pagina Facebook di Dissapore la foto di un cartellone pubblicitario griffato con il proverbiale miscuglio di ironia, affetto e ostilità noto come disincanto romano per scatenare la mattanza social. Retweet, centinaia di Mi piace e altrettante condivisioni segnalano che la ferita è ancora aperta. Ai voltafaccia degli chef non ci si abitua facilmente, e ripensando al Cracco di un tempo, quello che per fare il figo usava lo scalogno, i nostri lettori masticano amaro.

Tutti tutti? Non proprio.

Sì, ovvio, il commento che riassume meglio l’opinione generale è questo:

Certo che tra Cracco e la San Carlo non so chi ne esce peggio da questa operazione! Perché se è vero che, nel bene o nel male, è importante che se ne parli, temo che in questo caso non se ne parli proprio, le immagini sono sufficienti a coprire tutti di ridicolo“.

 Pure questo non scherza:

Gliel’hanno servita su un piatto d’argento ai romani… anzi, su una patatina“.

(Beninteso, il nostro preferito resta “eauhueahaeuhaeuhaeuhaeuhaeuhaeuhaeuhaeuaeh“).

Cracco - Segheria- Patatine San CarloCracco - Patatine San Carlo - ricetta

Tuttavia c’è anche chi non è d’accordo con il comune sentire. Leggete qui:

Al di la delle scelte personali e dei ritorni economici, Cracco rimane uno degli chef italiani piu talentuosi degli ultimi vent’anni. In Francia ho visto un certo Joël Robuchon (chef di grande prestigio, ndr) firmare piatti pronti venduti a meno di due euro nei peggiori supermercati, roba molto peggiore rispetto alle patatine San Carlo. Ma certo non è stato uno scandalo come per Cracco in Italia“.

Non basta. Ecco un altro punto di vista interessante.

Concordo, almeno in parte. Le scelte personali di uno chef che sa vendere la sua immagine non si discutono se non si è invidiosi. Per un pezzetto di popolarità che ha Cracco certa gente si venderebbe la madre, quindi silenzio.

È molto più scandaloso che ci siano testate giornalistiche anche di settore che arrivano a dare una valenza reale a questa iniziativa che è solo pubblicitaria, ci sono media che davvero vorrebbero dimostrare che la patatina san carlo é una cosa da gourmet. Questo è lo scandalo.

Cracco puo fare quello che vuole, sono gli addetti ai lavori che ne devono trarre le somme e fare il loro lavoro. Detto ciò lo chef rimane un grande professionista e in molti gli possono solo affilare i coltelli, quindi ripeto, silenzio.

Se poi vogliamo dire che un grande chef non dovrebbe pubblicizzare prodotti di questo tipo che al contrario rappresentano la mediocrità, c’è da dire che la gente mangia al Lidl contenta, anche se si vede tutte le puntate di Masterchef, quindi non è certo Cracco a dover fare il Messia, è tutto il mondo ristorazione che deve rendersi più capace di comunicare un messaggio“.

Diamine, ognuno fa quello che vuole della sua carriera, ci mancherebbe.

Ma allora siamo noi, che come l’anonimo romano moderno Pasquino temiamo un grave processo di decadimento delle facoltà intellettive di Cracco, a essere fuori rotta?

[crediti | Link: dissapore, Facebook, immagine via Glocal.mo] 

Avatar Prisca Sacchetti

21 Maggio 2014

commenti (28)

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  1. Avatar noname ha detto:

    Io non ho capito tutto questo clamore per due patatine fritte che tutti mangiamo da sempre e che seppur mediocri e industriali e quant’altro sono comunque fatte con 3 ingredienti, patate olio e sale. Cracco ha semplicemente creato dei fingers rendendole più interessanti e che in ottica stuzzichino per l’ aperitivo possono anche risultare piacevoli.

    1. Avatar Antonio ha detto:

      Sono d’accordo, tanto clamore per nulla.

    2. Avatar Corrado ha detto:

      Forse le emangerai tu ste patatine. “Tutti” chi? Attorno a me non ho mai visto alcun essere umano comprarle o mangiarle. Forse ne ho mangiate tra i 10 e i 14 anni, quattro o cinque volte. E ringrazio iddio misericordioso di aver avuto genitori che mai han ceduto a queste schifezze e amici altrettanto intelligenti e mai schiavi del facile salato industriale del piffero.

  2. Avatar Paolo ha detto:

    La domanda finale sorge forse da un [malizioso] qui-quo-qua inserito ad arte nell’ultimo commento citato:
    ” c’è da dire che la gente mangia al Lidl contenta, anche se si vede tutte le puntate di Masterchef, ”

    Il trucco è nell’espressione “anche se”
    Anche se? ANCHE SE??? MA ANCHE NO, scioccherello!!! 🙂
    Ma che diavolo di “anche se” stai blaternado? Guarda che MC è infinitamente più falso e costruito di un prodotto alimentare LIDL, che almeno ha una etichetta a norma di legge con tutti gli ingredienti e il luogo di produzione.
    Guarda, mio raffinato illuso, che alla LIDL se leggo in etichetta che la mozzarella è prodotta in Baviera, non c’è scritto a grandi lettere “mozzarella di bufala campana made in ITaly”.
    Mentre a MC si monta la puntata su sceneggiatura precostruita dagli autori, e l’unica volta che hanno fatto una diretta per dimostrare la genuinità del prodotto TV, l’Itaglia intera si è messa a ridere della falsità che colava fuori dallo schermo [poi ridevano anche a Malta, ma per altre questioni…]
    Cracco faccia quello che commercialmente rende di più, si chiama mercato, niente da ridire.
    Ma non si può leggere “anche se” riferito ad uno sciò televisivo più artificiale delle tette di Pamela Anderson, ovvia!
    Anche se… ma anche no!

  3. Avatar Elisa ha detto:

    Che Cracco rimanga, almeno per me, un grandissimo chef è indubbio. Non sarà questa pubblicità a farmi cambiare l’opinione che in questi anni mi sono fatta di lui e che, per inciso, è molto positiva, a prescindere da ogni critica che gli si può muovere come personaggio televisivo.
    Eppure la scelta di svendersi per le patatine mi ha lasciata a dir poco perlpessa: lui che da anni parla di materia prima di alta qualità, lui che strabuzzava gli occhi davanti a una Parodi che da Fazio affermava di impanare con le patatine, ecco un po’ di dubbio lo fa venire. E che non si parli di invidia perché è veramente assurdo che ormai non si possa più dissentire su un punto che si vien subito etichettati come rosiconi.
    Ripeto, mi piace Cracco, proprio per la sua filosofia sulla materia prima, mangio pure le patatine quando capita (ma no, non le uso per cucinare), ma sentirgli dire “in cucina bisogna essere audaci, purché si scelgano prodotti di qualità” mentre abbina patatine e piatti gourmet, mi ha dato fastidio. E questa foto mi ha fatto ridere molto! 🙂

    1. Avatar viola ha detto:

      nella vita ciascuno fa quello che vuole; Cracco fa bene a massimizzare la popolarità che gli viene dalla tv ecc e rimane comunque un grande chef.
      però, tra i miei valori, c’è anche quello che si chiama “coerenza”; ricordo anch’io in tv un Cracco inorridito davanti alla parodi che impanava con le patatine e sinceramente sono meno contenta di dargli 200 euro per una cena nel suo ristorante
      so che è una cosa irrazionale e che di questi tempi i valori con contano più, ma a me da fastidio questa cosa….

    2. Avatar Gillo ha detto:

      Viola,
      “so che è una cosa irrazionale e che di questi tempi i valori con contano più, ma a me da fastidio questa cosa….”

      Ma, se tu vedi, già a questo punto del dibattito, molti la pensano come te.Vabbè, Noname, si sa, che è schierato con Cracco: è l’eccezione che ci puo’ stare. 🙂
      Dissapore viene spesso criticata per la “leggerezza”, io non lo penso.

    3. Avatar Ida ha detto:

      Sono totalmente d’accordo con Elisa. La questione non si pone perchè Cracco è un grande chef, ma perchè nelle tante trasmissioni tv – ok, falsissime, ma quanti lo capiscono? – a cui partecipa fa il giudice inflessibile che rompe facendo cazziatoni assurdi se non hai usato il fegato fresco di foca monaca o lo scalogno invece della cipolla.

  4. Avatar alterx ha detto:

    Ammettiamolo una volta per tutte: il secondo decennio del nuovo secolo conduce all’esasperazione del marketing, al rilancio dell’immagine studiato a tavolino dagli esperti di comunicazione e media, all’imposizione diretta o più o meno occulta di un determinato prodotto, alla competizione senza esclusione di colpi (parlo in generale) tra professionisti di ogni settore. Mors tua vita mea, tanto per citare una locuzione latina.
    Cracco con le patatine può fare quello che vuole, anche perchè i consumatori non sono così stupidi da non comprendere l’operazione/messaggio commerciale che viene sbandierata nei mega cartelloni stradali. Direi, anzi, che il fattore “simpatia” potrebbe, in certi casi, rivelarsi un boomeang. Pecunia non olet, nemmeno di fritto.

    1. Avatar alterx ha detto:

      Postilla in tema di finger-food: un paio di giorni fa ho comperato un bel pezzotto di gorgonzola fatto con tutti i crismi allo scopo di creare un piatto di pasta “laido e corrotto” (come dice Giorgione Barchiesi). Poi, un taglietto di qua e uno di là, accompagnati da grissini fatti in casa, ne ho sbafato tanto che non ce n’era più per il condimento 😀 .
      Sono ritornato in negozio assalito da sensi di colpa, che per la cronaca si sono volatilizzati in un attimo.
      Faccio per dire, le patatine in sacchetto non le scambierei mai con quella piccola virata peccaminosa che mi costringerà a qualche chilometro supplementare di corsa, da questa sera, sul lungomare di Cervia. Macchissenefr…!

  5. Avatar Andrea ha detto:

    La cosa mi sembra abbastanza semplice. La San Carlo ha scelto Cracco perché in questo momento ha una grandissima visibilita ed in piu é anche legato al mondo della ristorazione. Quindi chi meglio di lui in questo momento per pubblicizzare un prodotto alimentare di massa? E Cracco ovviamente non puo che parlarne bene: é pagato per farlo e neanche poco, suppongo. E ricordiamo che in quanto a patatine Cracco ha un predecessore. Uno Che la domenica all ora di pranzo con le famiglie riunite a tavola sventolava ai quattro venti l importanza della materia prima, della sua stagionalità e della sua genuinità. Era il signor Gianfranco Vissani. Un altro cuoco immenso, Che per primo fece da immagine ad una marca di patatine. Ma Come non vidi niente di scandaloso per lui allora, non lo vedo neanche adesso con Cracco. Anzi al contrario, se queste pubblicita aiutano a mantenere le porte dei loro ristoranti aperte Ben vengano.

    1. Avatar Paolo Parma ha detto:

      Il re degli chef italiani(senza ironia) è sponsorizzato da Lavazza, che non mi sembra un produttore artigianale, certo non ne fa la pubblicità in tv, ma solo perché non lo riconoscerebbe quasi nessuno ….

  6. Avatar mari ha detto:

    Suvvia un po’ di originalità, un po’ di inventiva…è l’ennesimo post su Cracco e le patatine, e basta!

  7. Avatar Laura Vassallo ha detto:

    E già sta storia è già trita ritrita. Ma poi per le patatine lasciamo fare agli intenditori della patatina! Affidiamoci a Rocco, che è meno snob e sicuramente più esperto del genere! Viva l’Eldorada su cui non dobbiamo mettere per forza alcun patè!