di Tanya Gervasi 6 Maggio 2014
Tanya, Dominique Ansel

Ciao, mi chiamo Tanya Gervasi e faccio la modella a New York. Dicono che sia bella, non dicono mai che ho fatto studi gastronomici e amo mangiare bene. Una passione che racconto nel mio blog, Gastromodel, e ora a voi lettori di Dissapore.

Oops I did it againDopo la prima volta da Dominique Ansel, origini francesi, proprietario dell’omonima bakery newyorchese di Soho e inventore dei cronut, un goloso ibrido tra croissant francese e ciambella americana (doughnut), oggetto di un tragicomico martellamento stampa (gugolare per credere), con file davanti alla porta come neanche Grom e mercato nero –non sto scherzando– che ha portato il prezzo delle ciambelle sino a 40 rispettabili dollari, sono tornata per dire la mia sulla nuova creazione del pasticcere di culto.

Chocolate Chip Cookie Shots

Chocolate Chip Cookie Shots.

Pasticceria dominique ansel, clienti

Non ero sola nemmeno questa volta. Oltre alla mia fidata compagna Nina, c’erano Clementine e Chloé, due modelle francesi. Clementine è una cuoca provetta – per Pasqua ha fatto una Quiche Lorraine indimenticabile – e tiene un blog molto interessante. Chloé, invece, è una parigina con la passione de buon cibo. Chi meglio di loro?

Pasticceria Dominique Ansel

Ho dato appuntamento a tutte davanti alla pasticceria alle 12:30. La distribuzione dei cookie shot inizia alle 15 e come da copione bisogna arrivare 2 ore prima per non trovare una coda chilometrica. Nel dubbio sono arrivata a mezzogiorno: non c’era nemmeno il cartello che indica il punto dove ci si può accodare: no comment!

Tanya e Nina, Dominique Ansel

Entro fingendomi di passaggio per non rendere esplicito che sono lì anzitempo per il famoso biscotto. E invece: “Oh, per il chocolate chip cookie shot basta arrivare quindici minuti prima o, se proprio vuoi essere sicura, alle 14:30”. Ottimo! Chi lo dice ora alle mie compagne di avventura? Arriva Nina e ci sediamo sotto un albero fuori dalla pasticceria.

Ore 13: Ci raggiungono Clementine e Chloé, decidiamo di ripiegare sullo shopping per ammazzare l’attesa. Hey, questa è Soho!

Dominique Ansel - le prime della fila

Ore 14:30: Siamo le prime della fila (quasi me ne vergogno)! Dietro di noi c’è una ragazza francese residente a New York e due turisti da Londra. Dopo quindici minuti ci stupiamo di essere ancora meno di dieci. Non capendo il perché, alla ragazza sorge un dubbio: “Non sarà per quell’incidente… quel video col topo?…”  L’inglese incalza: “Ah sì sapevo che la pasticceria è stata costretta dall’Ufficio d’igiene ad abbassare le serrande, infatti c’è il cartello Grade Pending fuori dal negozio… magari la gente ha perso fiducia, voi cosa pensate?”.

La ragazza francese non ha dubbi, di sicuro ci sarà lo zampino di qualche concorrente invidioso. E poi si tratta di un topo, non di un esercito, può capitare. C’è da dire che Dominique Ansel è osservato al microscopio, motivo per cui i successi sono amplificati, così come i problemi.

I locali a NY hanno tutti un cartello esposto fuori che dichiara Grade A, Grade B, ecc… oppure Grade Pending, nel caso ci siano accertamenti in corso dal punto di vista igienico (il che, di solito, non è una cosa proprio positiva, visto che i clienti prestano molta attenzione a questa graduatoria). Tuttavia non mi pare il cartello abbia impedito ai clienti di entrare e gustarsi la pasticceria unica di Dominique Ansel. Tutti, ma proprio tutti quelli a cui ho chiesto, sono rimasti più che soddisfatti e tornano periodicamente per i vari dolci e croissant.

Dominique Ansel, commesso distribuisce madeleine

Ore 14:50: Come da tradizione, uno dei commessi esce a spiegarci come “funziona” e, ringraziando per l’attesa, distribuisce delle madeleine appena sfornate. Cholé e Clementine confermano che sono deliziose e io e Nina… ne vorremmo altre.

Dominique Ansel - Cookie ShotDominique Ansel, Cookie shot, laboratorio

Ore 15: Entriamo e ordiniamo un cookie shot a testa. Finalmente li osserviamo da vicino: sono biscotti a forma di bicchierino da chupito. La particolarità sta nel fatto che, invece di inzuppare il biscotto nel latte, accade il contrario.

Cookie shot, latte versato nel biscottoCookie shot

Il latte viene versato direttamente nel biscotto. Prima si beve il latte (leggermente zuccherato secondo me), poi si mangia il biscotto, che a quel punto si è ammorbidito e il cioccolato si è sciolto.

Dominique Ansel - ressa

È il momento di assaggiare, ma c’è talmente tanta calca che nel tempo necessario a prendere il mio bicchierino questo ha fatto “latte da tutte le parti”. Chiedo di cambiarlo, ma non me ne danno uno nuovo, viene semplicemente rabboccato il bicchiere della quantità di latte finito nel piattino.

Dominique Ansel- terrazzaDominique Ansel , terrazzaDominique Ansel, terrazzaCookie shot in terrazza

Ore 15:15: Siamo sedute in terrazza a gustarci i nostri shot quando Clementine esordisce: “Bah, non è niente di che… anzi non mi piace”, e ne lascia metà nel bicchiere. Io e Nina ci guardiamo perplesse perché ne vorremmo altri dieci. Cholé concorda con Clem, c’è tanto burro e gli ingredienti, bisogna ammettere, sono buoni. Ma l’unica cosa veramente speciale di questo biscotto è… il marketing.

Dominique Ansel, laboratorio

È così che funziona a New York: basta inventare una cosa apparentemente banale ma molto appetitosa, darle un nome particolare che includa tante parole e poco significato (nel senso che non te lo puoi immaginare, quindi crei mistero), renderlo limitato e boom!

Non voglio essere del tutto negativa, a me è piaciuto, forse perché sono golosa e potrei vivere di biscotti inzuppati nel latte. Buono è buono, purtroppo trattasi di piacere troppo breve. Le mie amiche non escono pienamente soddisfatte così mi sento un po’ in colpa per l’aspettativa che ho creato.

Dominique Ansel - macaron

Prima di andare via, passo a prendere quattro macarons, che la volta precedente non mi avevano deluso. ”

“Buoni davvero, ma nessuno batte Pierre Hermé a Parigi”. Parola di Chloé.

waffogato

P.S. terminato questo post, un amico newyorkese mi manda un link sulla nuova creazione di Dominique Ansel: il Waffogato! Ehm, stavolta passo, magari tra qualche mese cambierò idea. Non è ancora tempo di gelato a New York, l’affogato può attendere. Con o senza W davanti.