di Prisca Sacchetti 15 Ottobre 2015
Dispensa Magazine

È uscito il nuovo di Dispensa, il numero 4, ma di fatto è il quinto se consideriamo l’uscita numero zero di due anni fa. Le vite delle iniziative editoriali sono come quelle dei cani: un anno vale sette. Dispensa, dunque, ha solo due anni ma ne ha fatta di strada. Chi avrebbe scommesso su una rivista di carta, l’ennesima rivista di cibo, per giunta fatta di articoli di approfondimento, storie di strani personaggi – quasi mai i soliti noti, nessuna ricetta, nessuna recensione, nessuna apologia di chef?

Lo ha fatto Martina Liverani, non dimenticata penna di Dissapore, ma lo hanno fatto in molti, soprattutto i lettori, che acquistando Dispensa sostengono il progetto privo di sponsor e pubblicità. Dispensa si finanzia con le copie vendute e grazie a progetti editoriali collaterali, come la serie di Monografie speciali realizzate con il supporto di aziende perspicaci che si impegnano a diffondere la cultura di un prodotto, o di una storia.

Questo è il prezzo che si paga a essere una rivista anticonvenzionale, o forse solo un po’ allergica alle dilaganti approssimazioni, a ogni forma di editoria fatta per l’inserzionista e non per il lettore, e alla sciatteria infestante: che sia la copertina, i titoli, le foto, i testi, Dispensa rappresenta una piccola resistenza artigianale nel rispetto dei lavori di qualità.

Attorno a Dispensa si è creato un forte senso di appartenenza, dicevamo, e uno zoccolo duro di lettori che aumenta a ogni uscita.

“Sei quello che leggi”, hai scritto Tyler Brûlé (fondatore di Monocle) in uno dei suoi editoriali “gli editori devono offrire ai lettori un messaggio chiaro: noi produciamo giornali e riviste che i lettori sono orgogliosi di esibire”.

E i lettori di Dispensa la esibiscono, eccome, specie su Instagram.

copertina dispensa #4

Dispensa #4, foto di copertina: Lea Anouchinsky

Ecco gli inevitabili indizi che possono far pensare a te come un lettore di Dispensa:

1. Hai considerato quell’idea di mangiare lumache, ghiri e rane dopo aver letto il Numero 1

2. La carta non morirà mai, tu lo sapevi già

3. Hai provato a contattare la Coop Canedo dopo il pezzo di Sara Porro sugli allevamenti

dispensa #4

4. Collezioni scatolette di sardine vintage e ti ritrovi spesso a fissare muri scrostati con grande intensità

5. Ti piace accarezzare le cose e la tua pila di libri sul comodino sta crescendo

6. Hai iniziato a guardare le mani delle persone al mercato

dispensa #4

7. Ti sei commosso anche tu leggendo il racconto di Gabriele Zanatta su Aimo Moroni

8. Programmi le tue prossime vacanze in uno sperduto paesino abruzzese a bordo di un pullmino verde acido

9. Sai chi sono: Mathota Arachchilage Gunaratne Nirosha Sanjaya (detto Sanji), Dario Zidarich e Tecla Di Domenicantonio

Dispensa #4

10. Ti sei fatto un giro nel Delta del Po per sapere come si pescano le anguille

11. A casa hai un arredo shabby chic, e Dispensa si abbina perfettamente al colore del tuo divano

12. Hai riscoperto la pazienza di attendere il postino che ha un pacco per te

Dispensa #4

13. Hai una tazza da abbinare a ogni copertina di Dispensa

14. Ti mangi le mani perché non hai comprato il numero 0 e ora non si trova più

15. Non vuoi più fare lo stesso errore e sai esattamente che puoi rimediare.