di Adriano Aiello 16 Giugno 2014
Vini calabresi

Preparate palato e mascelle perché domani sera,  17 giugno, dalle 19.30 non si fanno prigionieri: si beve e si mangia indefessamente all’enoteca La Cieca di Via Vittadini  6, a Milano. Una serata speciale, ad alto tasso di Calabria, che regaliamo ai 20 lettori più brillanti a commentare il post, rispondendo a una domanda ad alto tasso di cultura gastronomica.

Avete presente quella sensazione di ineluttabile opulenza, piccantezza, agonismo e attacco al fegato che avvertite quando vi sedete a tavola con qualche calabrese doc, nei suoi luoghi d’origine? Tipo quando siete seduti a tavola da qualche ora mentre fuori ci sono 42 gradi all’ombra e osate dire: “Signora, davvero sono sazio: ho mangiato 16 piatti”. Ecco, l’idea della serata è quella: importare un mood. E negare l’accesso a salutisti con il ventre inutilmente piatto.

Partiamo dai fondamentali beveraggi: durante la serata il nostro sponsor Casa Comerci ci innaffierà con i suoi vini di Nicotera, in provincia di Vibo Valentia. Una realtà in grande crescita qualitativa, con 27 ettari (di cui 15 vitati) di proprietà della famiglia Silipo, legata a questi luoghi da una storia centenaria.

Parliamo di una terra ricca di cantine sociali e conferitori: storicamente avara di eccellenze, ma dal grande potenziale qualitativo, troppo spesso mal espresso. Con la riscoperta dei vitigni autoctoni, e con la nuova centralità assunta dal vino naturale, Casa Comerci è diventata, in breve tempo, una delle ambasciatrice della New Wave calabrese.

E si è presa come consulente uno dei personaggi centrali di questa rinascita: Francesco De Franco della cantina ‘A Vita, l’uomo più corteggiato dalle fiere enologiche italiane.

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In queste terre, fastidiosamente incantevoli, Casa Comerci produce un rosso, un bianco e un rosato.

Il primo, il Lìbici, è il cavallo di razza dell’azienda: un vino di  grande eleganza e freschezza, versatile a tavola e capace di invecchiare benissimo, senza essere mai particolarmente scontroso da giovane. Un rosso da uve Magliocco canino, in purezza; antichissimo vitigno che divide con il Gaglioppo la fama di miglior vino della regione. Domani sera verranno assaggiate l’annata 2007 e la 2011: un salto temporale molto significativo per mostrarne le notevoli potenzialità.

Sempre Magliocco canino per l’apprezzatissimo rosato, il Granutu, profumato e beverino, con un insistito ricordo di melograno e una grande energia. Bevetelo e poi leggete la gradazione: rimarrete molto sorpresi.

Infine, l’azienda produce il bianco Réfulu, da uve Greco bianco di recentissimo impianto. Se l’annata 2012 scontava un’eccessiva grassezza dovuta soprattutto all’annata molto calda, il 2013 promette davvero tantissimo.

Lo assaggeremo in anteprima assoluta, prima che sia etichettato, ma vi assicuro che il salto qualitativo è davvero sorprendente.

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Ma come promesso la Calabria finirà in abbondanza nei vostri piatti, anzi nei vassoi sul bancone de La Cieca, dove il caos regnerà sovrano e il concetto di autogestione alimentare ritroverà finalmente senso. Perché è giusto così e perché l’unica funzione che assolveranno i gestori del locale sarà quella di abbordare i clienti di qualsiasi sesso, per rispettare un loro personale codice etico in materia sessuale.

Insomma, poche scuse mondiali e climatiche, tanto la peggiore mattanza meteorologica ce la siamo lasciata alle spalle. Mettete da parte qualsiasi proposto salutista e preparatevi a un bel tour a base di ‘nduja, satizzu, sopressata, pancetta e formaggi di capra e di pecora. Pane casareccio ovviamente, come se piovesse.

Conoscete perfettamente queste specialità? Sicuri? Bene, allora la domanda a cui rispondere per partecipare gratuitamente alla serata è la seguente: Che cos’è il satizzu?

I 20 commenti più brillanti (fantasia al potere) a nostro insindacabile giudizio bevono e mangiano a sbafo.

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