di Giulia Caligiuri 17 Ottobre 2013
Nutella

Dopo Alitalia e Telecom, anche i marchi seri rischiano passaggi in mano estere. Oggi Repubblica scrive che la Ferrero avrebbe ricevuto una proposta indecente. Pare che gli svizzeroni della Nestlè abbiano esposto le proprie intenzioni di acquisire il colosso italiano, noto soprattutto per la Nutella, proprio a Michele Ferrero, il suo patron.

Scoop o grossa bufala? Non arrivano voci di conferma, mentre la smentita è nettissima: “Ferrero non è in vendita nel modo piu tassativo e assoluto” ha dichiarato un portavoce del gruppo di Alba. Ma potrebbe essere un virgolettato di rito, normale nel gioco delle parti.

Siamo possibilisti e analizziamo cosa succederebbe nel momento in cui ciò dovesse realmente accadere?

Ferrero è un gigante del mercato dolciario, non solo in Italia. I suoi numeri migliori provengono infatti dall’estero, tant’è che nel Belpaese i ricavi ammontano solo al 20% del totale.

L’azienda italiana fattura 7,8 miliardi di euro, poco lontani dagli 8,3 della rivale Nestlè. E che quindi non ha bisogno di visibilità internazionale, tantomeno di nuovi espedienti per allargarsi.

A seguire gli esperti di economia, quindi, Ferrero potrebbe tenere in seria considerazione l’offerta per un solo fondamentale motivo: per un’azienda che conta 23mila dipendenti e che è intenzionata a crescere, due sole persone alla guida risultano essere poche. Dopo la morte del figlio maggiore Pietro nel 2011, Michele Ferrero, oggi 88enne, ha dovuto infatti riprendere in mano parte delle redini del gruppo, mentre il secondogenito Giovanni è rimasto l’amministratore delegato. Pochi, ma buoni, sì. Però le difficoltà gestionali non sono irrilevanti.

Quindi, poter diventare il primo azionista del colosso mondiale Nestlè, sarebbe anche un modo per garantire a Nutella&Co un futuro certo e brillante.

La questione è delicata. Certo è che per un’azienda che ha improntato tutta la propria storia sul concetto di conduzione famigliare, questo potrebbe essere un grande cambiamento. Che porterebbe non poche trasformazioni.

Anche dal punto di vista dei consumatori? Vi cambierebbe qualcosa se la Nutella non fosse più italiana?

[Crediti | Link: Il Salvagente, Il Sole24Ore]