di Prisca Sacchetti 9 Aprile 2014
E'vviva - La sala ristorante con il lungo tavolo in cucina

Quando scriviamo la recensione di un ristorante nuovo, un bistrot, una pizzeria, una panineria creativa, dovremmo pensare alla possibilità che quella recensione resti per sempre, e venga letta anche quando gli elogi sperticati e irrazionali della prima volta, tallone d’Achille del recensore entusiasta, cadono come da copione nel dimenticatoio.

Perché diciamolo, sostenere che quel posticino appena aperto è il migliore in circolazione, poi mollarlo nell’indifferenza per correre dietro al nuovo miracolo è il vero difetto di noi sgamatoni del cibo.

Dissapore si autodenuncia, e da oggi propone una nuova rubrica: il migliore locale di sempre… per i prossimi 5 minuti.

Iniziamo con E’vviva.

E'vviva - Ingresso visto da fuoriE'vviva - lo staffE'vviva - pasticceriaE'vviva - Vista dell'ingresso della sala dalla pasticceria

1. E’vviva è un format nuovo, “anticipatore dei tempi”. Lo dicono loro, quelli di E’vviva, un bar caffetteria, una pasticceria, una rosticceria, un ristorante, una foresteria per giovani chef, un orto, uno spazio espositivo in collaborazione con una galleria d’arte. Tutt’insieme.

2. E’vviva è il bistrot di Andrea Muccioli, che Letizia Moratti ha estromesso con lite furiosa due anni fa da San Patrignano, la comunità fondata dal padre.  

3. E’vviva è la rivincita di Andrea Muccioli su Sampa, questo dicono i giornali, dove il cibo è stato protagonista con il rito annuale di Squisito e continua a esserlo con la pizzeria chic O’Malomm e Vite, il ristorante voluto proprio  da Muccioli.

4. E’vviva è anche il bistrot di Franco Aliberti, da Scafati, vicino Pompei, già chef di Vite e già collaboratore di Massimo Bottura, Gualtiero Marchesi e Massimiliano Alajmo. I lettori di Dissapore lo conoscono per un dolce abbastanza prodigioso: Millefoglie di foglie.  

5. E’vviva è il Grand Hotel di Riccione. O meglio, la vecchia lavanderia del Grand Hotel, per anni in disuso e destinata a essere abbattuta. 

6. E’vviva è, tra interni anni Trenta rispettosamente restaurati, sedie e tavoli costruiti con materiali di recupero, un posto dove per un pasto completo si spendono in media 35 euro.

E'vviva - TintoriaE'vviva - Riso, sgombro, agrumi, mandorle, cipolle rosseE'vviva - Scala ventunesimo gradino con vista sull'ingresso dalle scaleEvviva - Basilico olio pomodoro e lampone

E’vviva è il bistrot con un messaggio. Chi lo desidera può chiedere allo chef come cucinare a casa senza sprechi, Franco Aliberti sarà prodigo di consigli. Sul modello di Fifteen del telechef britannico Jamie Oliver, la struttura si propone si sostenere e avviare alla professione di chef giovani tra i 16 e i 22 anni che abbiano vissuto situazioni di dispersione scolastica o disagio sociale.

Avviato con 15.000 euro investiti da ciascuno ai due soci, E’vviva è anche il primo locale che dichiara il costo totale del progetto: 186.000 euro. Per ora dà lavoro a 9 persone, motivatissime, ma all’inizio è scontato.

E'vviva - BriocheE'vviva - ortoE'vviva - cestini per il pane

La prima impressione è che il bistrot appena visitato sia il migliore di sempre. Quali recensori entusiasti saremmo altrimenti. Chissà se tra 5 minuti, volubili come pochi, ci ricorderemo ancora come si chiama.

[Crediti | Link: San Patrignano, Italia Oggi, Dissapore. Immagini: Giorgio Salvatori]