di Riccardo Campaci 27 Maggio 2015
Sashimi di fugu

Expo2015: nutrire il pianeta, avvelenare i visitatori. E’ una provocazione ovviamente, ma qualche visitatore dell’esposizione universale potrebbe averlo pensato di fronte al fugu, offerto ieri in assaggio nel padiglione del Giappone. E oggi alle 15 si replica.

Il fugu altro non è che il pesce palla, pacioso abitante del mare che dietro al suo aspetto serafico nasconde una sostanza meno simpatica, la tetrodotossina, veleno 100 volte più potente del cianuro capace di porre fine alla nostra nostra esistenza con una dose da un milligrammo.

Viste le premesse, la commercializzazione del fugu è vietata in Italia e in Europa, per assaggiarlo bisogna volare in Giappone. Quest’anno però, grazie a Expo, il Giappone è volato da noi portando con sé una prodigiosa deroga che consente al padiglione nipponico di servire il sashimi di fugu, disposto come vuole la tradizione nelle tipiche composizioni artistiche, dopo aver superato il divieto Europeo e sfidato gli ospiti del suo padiglione a gustare la prelibata pietanza esotica potenzialmente letale.

(Nel padiglione della Thailandia si potranno provare scorpioni ricoperti di cioccolato, larve giganti, termiti disidratate, vodka allo scorpione e cavallette, il vino di serpente in quello cinese e forse la carne di coccodrillo).

Expo 2015, degustazione di fugu

Expo 2015, degustazione di fugu

Expo 2015, degustazione di fugu

Nel Paese del Sol Levante il fugu è diffuso soprattutto nella zona di zona di Yamaguchi; un piatto di questa specialità può costare fra i 20 e i 50 euro e gli chef, per poterlo cucinare, necessitano di una speciale licenza che si consegue dopo almeno 10 anni di studio, pratica ed esperienza.

Tutti possono mangiare fugu in Giappone, tranne l’Imperatore, cui il consumo è proibito per la sua stessa sicurezza.

Nel corso degli anni i casi di avvelenamento sono costantemente diminuiti: a oggi i rischi di restarci secchi in un ristorante sono bassissimi e i pochi episodi mortali riportati negli ultimi anni sono dovuti soprattutto all’atteggiamento sprovveduto di alcuni pescatori, che avevano deciso per il “fai da te” gastronomico, decisamente sconsigliato per il pesce palla.

Expo 215 showcooking di fugu

La paura però supera le statistiche e ieri all’Expo non tutti i partecipanti alla preparazione del fugu se la sono sentita di sfidare la sorte, anche se i temerari sono stati la maggioranza, e hanno apprezzato il gusto e la delicatezza del pesce palla. Lo show nipponico verrà ripetuto oggi alle ore 15 al padiglione Giappone: se volete sfidare anche voi la tetrodotossina affidandovi alle esperte mani degli sfilettatori giapponesi, sapete dove andare.

Se invece non avete tempo e volete rimandare il vostro tête-à-tête con la morte a data da destinarsi, nessun problema, il vostro affezionato Dissapore non solo vi suggerisce 20 cibi strani da mangiare ma aggiunge altre cinque pietanze che sono “la morte sua”. Anzi, vostra.

Rabarbaro

RABARBARO

Pensavate che il rabarbaro fosse solo un banale ingrediente per torte, marmellate, dolci, caramelle e liquori.

Questa pianta erbacea è nostra amica finché si usano solo gli steli; diventa un pericoloso nemico se decidiamo di usare e consumare anche le foglie verdeggianti, che contengono acido ossalico, una sostanza che può causare problemi respiratori dall’esito letale se ingerita in dosi eccessive.

Cassava

CASSAVA

Poco conosciuta da noi, la Cassava, detta anche yuca, manioca o tapioca, è una radice tipica dei paesi tropicali caratterizzata da diverse varietà, molto consumate in diversi modi, da cui si ricavano anche delle gustose chips.

La varietà “amara” della Cassava richiede però un’attenzione maggiore: contiene infatti alcuni composti in grado di combinarsi in acido cianidrico, i cui sali sono meglio conosciuti con il nome poco rassicurante di cianuro.

Anche se vi piace amaro, meglio evitare di addentare una cassava cruda come se fosse una carota; basterà trattarla in maniera adeguata, ad esempio con una lunga bollitura, e la cassava sarà perfettamente commestibile.

SANNAKJI

Ricordate cose vi diceva la mamma da bambini? “Mastica bene!”. Ecco, è proprio quello che dovete fare con il Sannakji, un piatto tipico sudcoreano che consiste in una varietà di piccolo polpo, mangiato vivo nella sua interezza o tagliato a pezzetti e subito servito con l’apposita salsa.

Che si tratti di polpi interi o a tocchettini, il rischio che i tentacoli divincolanti si attacchino con le ventose alle parti interne di gola e bocca è molto elevato, con un potenziale pericolo di soffocamento.

Gli appassionati sostengono che il piacere del piatto sta proprio in quella sensazione di resistenza dei tentacoli che si dimenano fino all’ultimo, ma forse è meglio perdersi questo piacere. Masticate, gente. Masticate.

Ackee

ACKEE

Il frutto e la pianta del Ackee sono di origini africane, ma hanno conquistato fama indiscussa in Giamaica, dove il frutto è molto popolare.

Può essere mangiato crudo, o mescolato con piatti tradizionali, ma occhio ai grandi semi neri all’interno del frutto, che contengono l’ipoglicina, un veleno che se ingerito provoca un serie di sintomi conosciuti come jamaican vomiting sickness: vomito, disidratazione, convulsioni e in scenari peggiori, il coma o addirittura la morte.

casu marzu, formaggio, sardegna

CASU MARZU

Dai, qui giochiamo in casa, la sfida è a portata d’Italia. Il Casu Marzu è il famigerato formaggio sardo realizzato con l’ausilio della mosca casearia e delle sue larve, che sguazzano prima nel formaggio e, dopo aver contribuito alla riuscita del prodotto, finiscono poi nella nostra bocca, ancora vive.

Visto il procedimento di realizzazione, abbastanza lontano dalle norme igieniche, la produzione del Casu Marzu è stato dichiarata illegale dall’Europa, mentre nel 2009 è stato inserito ne Guinness dei primati come il formaggio più pericoloso del mondo. Secondo alcune teorie infatti le larve della mosca casearia potrebbero superare lo stomaco e prendere alloggio nel nostro intestino con conseguenti spiacevoli, potenzialmente letali.

Tutto chiaro? Ora sta a voi scegliere di che morte cibo morire.

[Crediti | Link e immagini: Corriere Milano, Repubblica Milano, Dissapore, I love cheese]