Sashimi di fugu

Expo2015: nutrire il pianeta, avvelenare i visitatori. E’ una provocazione ovviamente, ma qualche visitatore dell’esposizione universale potrebbe averlo pensato di fronte al fugu, offerto ieri in assaggio nel padiglione del Giappone. E oggi alle 15 si replica.

Il fugu altro non è che il pesce palla, pacioso abitante del mare che dietro al suo aspetto serafico nasconde una sostanza meno simpatica, la tetrodotossina, veleno 100 volte più potente del cianuro capace di porre fine alla nostra nostra esistenza con una dose da un milligrammo.

Viste le premesse, la commercializzazione del fugu è vietata in Italia e in Europa, per assaggiarlo bisogna volare in Giappone. Quest’anno però, grazie a Expo, il Giappone è volato da noi portando con sé una prodigiosa deroga che consente al padiglione nipponico di servire il sashimi di fugu, disposto come vuole la tradizione nelle tipiche composizioni artistiche, dopo aver superato il divieto Europeo e sfidato gli ospiti del suo padiglione a gustare la prelibata pietanza esotica potenzialmente letale.

(Nel padiglione della Thailandia si potranno provare scorpioni ricoperti di cioccolato, larve giganti, termiti disidratate, vodka allo scorpione e cavallette, il vino di serpente in quello cinese e forse la carne di coccodrillo).

Expo 2015, degustazione di fugu

Expo 2015, degustazione di fugu

Expo 2015, degustazione di fugu

Nel Paese del Sol Levante il fugu è diffuso soprattutto nella zona di zona di Yamaguchi; un piatto di questa specialità può costare fra i 20 e i 50 euro e gli chef, per poterlo cucinare, necessitano di una speciale licenza che si consegue dopo almeno 10 anni di studio, pratica ed esperienza.

Tutti possono mangiare fugu in Giappone, tranne l’Imperatore, cui il consumo è proibito per la sua stessa sicurezza.

Nel corso degli anni i casi di avvelenamento sono costantemente diminuiti: a oggi i rischi di restarci secchi in un ristorante sono bassissimi e i pochi episodi mortali riportati negli ultimi anni sono dovuti soprattutto all’atteggiamento sprovveduto di alcuni pescatori, che avevano deciso per il “fai da te” gastronomico, decisamente sconsigliato per il pesce palla.

Expo 215 showcooking di fugu

La paura però supera le statistiche e ieri all’Expo non tutti i partecipanti alla preparazione del fugu se la sono sentita di sfidare la sorte, anche se i temerari sono stati la maggioranza, e hanno apprezzato il gusto e la delicatezza del pesce palla. Lo show nipponico verrà ripetuto oggi alle ore 15 al padiglione Giappone: se volete sfidare anche voi la tetrodotossina affidandovi alle esperte mani degli sfilettatori giapponesi, sapete dove andare.

Se invece non avete tempo e volete rimandare il vostro tête-à-tête con la morte a data da destinarsi, nessun problema, il vostro affezionato Dissapore non solo vi suggerisce 20 cibi strani da mangiare ma aggiunge altre cinque pietanze che sono “la morte sua”. Anzi, vostra.

Rabarbaro

RABARBARO

Pensavate che il rabarbaro fosse solo un banale ingrediente per torte, marmellate, dolci, caramelle e liquori.

Questa pianta erbacea è nostra amica finché si usano solo gli steli; diventa un pericoloso nemico se decidiamo di usare e consumare anche le foglie verdeggianti, che contengono acido ossalico, una sostanza che può causare problemi respiratori dall’esito letale se ingerita in dosi eccessive.

Cassava

CASSAVA

Poco conosciuta da noi, la Cassava, detta anche yuca, manioca o tapioca, è una radice tipica dei paesi tropicali caratterizzata da diverse varietà, molto consumate in diversi modi, da cui si ricavano anche delle gustose chips.

La varietà “amara” della Cassava richiede però un’attenzione maggiore: contiene infatti alcuni composti in grado di combinarsi in acido cianidrico, i cui sali sono meglio conosciuti con il nome poco rassicurante di cianuro.

Anche se vi piace amaro, meglio evitare di addentare una cassava cruda come se fosse una carota; basterà trattarla in maniera adeguata, ad esempio con una lunga bollitura, e la cassava sarà perfettamente commestibile.

SANNAKJI

Ricordate cose vi diceva la mamma da bambini? “Mastica bene!”. Ecco, è proprio quello che dovete fare con il Sannakji, un piatto tipico sudcoreano che consiste in una varietà di piccolo polpo, mangiato vivo nella sua interezza o tagliato a pezzetti e subito servito con l’apposita salsa.

Che si tratti di polpi interi o a tocchettini, il rischio che i tentacoli divincolanti si attacchino con le ventose alle parti interne di gola e bocca è molto elevato, con un potenziale pericolo di soffocamento.

Gli appassionati sostengono che il piacere del piatto sta proprio in quella sensazione di resistenza dei tentacoli che si dimenano fino all’ultimo, ma forse è meglio perdersi questo piacere. Masticate, gente. Masticate.

Ackee

ACKEE

Il frutto e la pianta del Ackee sono di origini africane, ma hanno conquistato fama indiscussa in Giamaica, dove il frutto è molto popolare.

Può essere mangiato crudo, o mescolato con piatti tradizionali, ma occhio ai grandi semi neri all’interno del frutto, che contengono l’ipoglicina, un veleno che se ingerito provoca un serie di sintomi conosciuti come jamaican vomiting sickness: vomito, disidratazione, convulsioni e in scenari peggiori, il coma o addirittura la morte.

casu marzu, formaggio, sardegna

CASU MARZU

Dai, qui giochiamo in casa, la sfida è a portata d’Italia. Il Casu Marzu è il famigerato formaggio sardo realizzato con l’ausilio della mosca casearia e delle sue larve, che sguazzano prima nel formaggio e, dopo aver contribuito alla riuscita del prodotto, finiscono poi nella nostra bocca, ancora vive.

Visto il procedimento di realizzazione, abbastanza lontano dalle norme igieniche, la produzione del Casu Marzu è stato dichiarata illegale dall’Europa, mentre nel 2009 è stato inserito ne Guinness dei primati come il formaggio più pericoloso del mondo. Secondo alcune teorie infatti le larve della mosca casearia potrebbero superare lo stomaco e prendere alloggio nel nostro intestino con conseguenti spiacevoli, potenzialmente letali.

Tutto chiaro? Ora sta a voi scegliere di che morte cibo morire.

[Crediti | Link e immagini: Corriere Milano, Repubblica Milano, Dissapore, I love cheese]

commenti (12)

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  1. Avatar Il Giova ha detto:

    Mi sa che morirò prima a causa dei vostri post noiosi… altro che fugu.

    1. Dissapore Dissapore ha detto:

      Se non sei un troll o qualcuno della concorrenza ti dispiacerebbe argomentare meglio?

  2. Avatar razmataz ha detto:

    io invece ho trovato il pezzo molto interessante.

    sul commento di giova direi (parafrasando una giornalista che amo molto): ti citofono per dirti che non uscirei mai con te.

  3. Avatar Itrofnoc ha detto:

    La faccenda del fugu è ormai quasi una leggenda metropolitana. La quasi totalità dei fugu venduti oggi sono d’allevamento, e non sono velenosi perché non mangiano una particolare alga che trovano solo nel mare.
    Ma capisco che la leggenda venga alimentata: senza di essa il pesce avrebbe poco interesse. Di simpatica consistenza (quasi croccante) e di solito ben presentato, non ha un particolare sapore.

  4. Avatar Roberto ha detto:

    Tre anni fa vicino ad Osaka andai in un ristorante specializzato in fugu: una cena dal sashimi allo “zuppone” con verdure e fugu bollitofino al fritto di fugu. Esperienza indimenticabile.

  5. Avatar Graziano ha detto:

    “per poterlo cucinare”
    Per poterlo tagliare e mettere nel piatto direi, visto che i fornelli manco li accendono 😀

  6. Forse Vago-Rettore s’è mangiato il fugu e illustra progetti collider drogati di soldi(roba da 7 miliardi).
    1.Lavoro:la priorità ai giovani.
    Nel mio Progetto Post Expo il target operativo è 60.000 giovani e per le altre 20 Resilience Smart Communities in 20 Regioni è 800.000 giovani.
    Nessuno in Italia aveva mai concepito un piano jobs cosi’ consistente non imputando tutti i costi allo Stato come vorrebbero i sindacati con 300.000 assunzioni nel pubblico o certi Rettori elitari con città della Scienza proposte per i loro interessi,invece che per dare lavoro ai giovani e poi per laureati posti per non farli emigrare.
    2.Imprese:l’export non basta.meno burocrazia.
    Questo è il punto dolente che non capisce la vecchia visione della Confindustria (solo Energia Fossile e Acciaio)che non vuole decarbonizzare.Sono genovese nel dna, come Gozzi Presidente di Federacciai e dico chiaramente che sbaglia a non far pulire l’acciaio come ormai fanno tutti nel mondo.Dopo dice allo Stato di spendere per ripulire l’Ilva ma non riconosce che il modello di acciaio dei Riva era sbagliato perchè barattavano acciaio sporco con piu’ lavoro pagato poco che accontentava i sindacati,la Regione e chi avrebbe dovuto controllare come Clini che mi diceva che ero io un cretino a chiedere energia dal mare a Taranto a poco e acciaio pulito con sistemi Siemens.Con piu’ forza dico che sbaglia la vecchia Confindustria Energia fossile-Acciaio sporco, che si batte contro la decarbonizzazione e digitale collegato che sarebbero i motori veri verso i 4 milioni di posti che assicurano insieme decarbonizzazione e digitale.Tedeschi e francesi gia’ la attuano per non parlare di USA e Svezia con i paesi asiatici che sono all’avanguardia.
    3.Innovazione:i troppi spread della tecnologia.
    Oggi il Corsera a pp.3 dei commenti sulla Relazione Bankitalia,specifica che piu’ delle infrastrutture fisse trasporti,ci giochiamo il futuro e gli investimenti esteri su banda ultralarga,venture capital e start up.Poi in fondo pagina 3 Corsera di oggi 27.5.15, c’è una intervista a Rocca-Presidente Assolombarda che dice di puntare molto su ingegneri ma contemporaneamente avverte di non considerare le aziende come un problema per l’ambiente e sicurezza.Come dire non fate la decarbonizzazione.Poi sul digitale applicato al manufacturing,Rocca insiste sulla silicon valley.Rispondo che l’Italia non ha soldi per creare a Milano una silicon da 20 miliardi di investimenti e non ha i 20 labs trainanti che servono per far girare l’innovazione.Allora che fare?Consiglio a Rocca che è intelligente, di fare come Cesare che vinse i galli con poderose macchine del genio italico,cioe’ diminuiamo i costi in entrata dell’energia che serve sempre di piu’ per far girare le nuove tecnologie digitali ed usiamo quelle che ci servono per digitalizzare la nostra industria che si fa, non per atti di governi ma creando 20 città del digitale in ogni regione e magari 20 Confindustrie Regionali.Il test sarà il mio Post Expo di Milano dove confluisce il meglio del digital manufacturing del mondo.
    4.Scuola e Università.
    L’unica vera riforma che i sindacati non faranno mai, ma serve invece per dare lavoro o mentalità di lavoro ai giovani e il 5° o 6° anno obbligatorio in fabbrica come in Germania. Sulle Università dico che le città della scienza proposte dai Rettori come Vago o i colliders del prof.Rossi sono ricerche costose a lungo termine che andranno a regime industriale tra 15-20 anni,mentre invece abbiamo bisogno di un digital manufacturing che non è quello proposto da Vago che è di vecchia impostazione IBM.
    5.Cultura e Museo Digitale.
    Il mio Post Expo è una vera industria digitale con 20 labs e 50 incubatori solo industriali e non ha niente a che fare con eventi culturali che lascio alla Triennale
    o Fiera.Ma ho inserito nel mio progetto il primo Museo Digitale Italiano che si rifà all’esperienza dei migliori Musei Digitali al Mondo.A dire il vero l’avevo ideato per Genova ed era piu’ bello e moderno di quello in auge a Marsiglia.Poi ho capito che alla Regione Liguria e Comune Genova non interessava ed alloro lo sposto a Milano facendo perno su vie d’acqua romane 1000 anni prima dei navigli di Leonardo.
    6.La città della Scienza non deve impoverire un quartiere di Milano come città Studi dove sono le Facoltà attuali.
    L’errore vero del Progetto Vago-Rossi avvallato dal Comune e Regione è la speculazione edilizia per costruire al Post Expo le Facoltà che non sono nuove ma traslochi per 650 milioni che provocherebbe danni per 1 miliardo all’economia di Città Studi.Questa oprazione disennata fatta passare sulla testa dei residenti senza nemmeno interpellarli è nefasta perchè capirei a Rho la costruzione dei labs e incubatori mancanti,ma non capisco a cosa serve traslocare Facoltà senza innovarle.

    1. Avatar Dissidente ha detto:

      Scusa ma… cosa c’entra con il fugu?

    2. Avatar Paolo ha detto:

      Stava pulendo la tastiera e gli è scappato un copiaincolla che teneva in canna… 🙂

    3. Avatar MAurizio ha detto:

      Come che c’entra ?
      E’ un esempio dei possibili effetti tossici … 😉

  7. Piu’volte in Giappone mi hanno detto di assaggiare il Fogu che poi è un pesce palla velenoso la’ in tutto eccetto un pezzo dove ti insegnano all’Università del fogu ad estrarlo.Noi si potevano pescare i pesci palla del Tigullio,ma nessun pescatore lo mangiava ed io li carezzai.Ho fatto una similitudine(vedi Omero) che paragona il fogu mortale alla cattiva scienza interpretata in Italia da cattivi rettori.Quando sento Vago e Rossi dire di mettere sotto il Post Expo dei collider dico che sono dei pazzi da 7 miliardi,il Fel 2 miliardi.A questo punto il fogu mi sembra piu’ intelligente del rettore ma dato che il fogu si fa pagare caro…per morire,il rettore pretende che paghi lo Stato.Certo che ama twittare non conosce le similitudini: allora Vago Rettore crazy colliders#fugu killer.