di Prisca Sacchetti 3 Giugno 2015
Massimo Bottura, Refettorio Ambrosiano

Carlo Petrini è stato perentorio come quando non deve mediare con questo o quello per portare vantaggi alla sua creatura, Slow Food. “Expo 2015? Un’opportunità persa, mancano i contenuti”.

Il Refettorio ambrosiano voluto con ostinazione da Massimo Bottura [le descrizioni tra parentesi diventano chilometriche quando c’è di mezzo Bottura: chef della modenese Osteria Francescana, appena consacrata dalla 50 Best Restaurants come numero 2 del pianeta, in procinto di dar vita al primo spin-off europeo del suo ristorante con una versione pop-up che aprirà nella galleria d’arte della casa d’aste Sotheby’s a Londra dal 27 al 29 Giugn] è il contenuto principale messo in campo finora dall’esposizione universale.

Immaginate la zona Greco, una delle più povere della periferia di Milano, in Piazza Grego, nello spazio che fu del teatro omonimo. Ecco lì sta per aprire il nuovo Refettorio ambrosiano.

Massimo Bottura al lavoro nel refettorio ambrosiano

refettorio ambrosiano, massimo bottura

refettorio ambrosiano, massimo bottura

Bello come un ristorante stellato, tutti i santi giorni durante Expo 2015 la speciale mensa sfamerà 90 poveri (96 i posti a sedere) richiamando infine il tema che sia la Caritas sia la Diocesi ritengono essenziale per l’esposizione: nutrire il pianeta garantendo il cibo al più alto numero di persone.

Vediamo gli spazi.

C’è la cucina a vista attrezzata di tutto punto, poi, vicino all’ingresso, si trova una grande panetteria, quindi i tavoli d’autore (tutti disegnati da archistar del calibro di Mario Bellini, Antonio Citterio, Pierluigi Cerri, Fabio Novembre, Piero Lissoni, Michele De Lucchi, Aldo Cibic) le sedie di Kartell, le lampade Artemide oltre a opere d’arte come il portale di Mimmo Paladino; il banco per la distribuzione del pane del designer Terry Dwan; le nicchie interne e la boiserie di Matteo Thun, la scultura sul tema dell’acqua di Gaetano Pesce.

refettorio ambrosiano, massimo bottura

refettorio ambrosiano, massimo bottura

refettorio ambrosiano, massimo bottura

Aperto sia a pranzo che a cena il Refettorio ambrosiano sarà gestito dai volontari della Caritas che lo lascerà in eredità alla città di Milano, con la benedizione del cardinale Angelo Scola.

Nei mesi dell’esposizione 20 chef italiani e 20 stranieri tra i migliori del mondo, questo è il progetto, cucineranno gli avanzi alimentari recuperati ogni giorno all’Expo, che invece di essere buttati verranno trasformati in piatti di alta cucina rispettosi delle norme sulla sicurezza alimentare.

Si sono già fatti i nomi di Moreno Cedroni e Mauro Uliassi, Davide Scabin e Enrico Crippa, Davide Oldani e Andrea Berton. Tra gli stranieri prevista la presenza di Rene Redzepi, Alain Ducasse e Mario Batali.

Anche per questo ringraziamo Massimo Bottura e il regista Davide Rampello, che hanno ideato il progetto del Refettorio ambrosiano.

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Repubblica Milano]