Expo 2015: Massimo Bottura apre il Refettorio Ambrosiano, bello come un ristorante stellato

Carlo Petrini è stato perentorio come quando non deve mediare con questo o quello per portare vantaggi alla sua creatura, Slow Food. “Expo 2015? Un’opportunità persa, mancano i contenuti”.

Il Refettorio ambrosiano voluto con ostinazione da Massimo Bottura [le descrizioni tra parentesi diventano chilometriche quando c’è di mezzo Bottura: chef della modenese Osteria Francescana, appena consacrata dalla 50 Best Restaurants come numero 2 del pianeta, in procinto di dar vita al primo spin-off europeo del suo ristorante con una versione pop-up che aprirà nella galleria d’arte della casa d’aste Sotheby’s a Londra dal 27 al 29 Giugn] è il contenuto principale messo in campo finora dall’esposizione universale.

Immaginate la zona Greco, una delle più povere della periferia di Milano, in Piazza Grego, nello spazio che fu del teatro omonimo. Ecco lì sta per aprire il nuovo Refettorio ambrosiano.

Massimo Bottura al lavoro nel refettorio ambrosiano

refettorio ambrosiano, massimo bottura

refettorio ambrosiano, massimo bottura

Bello come un ristorante stellato, tutti i santi giorni durante Expo 2015 la speciale mensa sfamerà 90 poveri (96 i posti a sedere) richiamando infine il tema che sia la Caritas sia la Diocesi ritengono essenziale per l’esposizione: nutrire il pianeta garantendo il cibo al più alto numero di persone.

Vediamo gli spazi.

C’è la cucina a vista attrezzata di tutto punto, poi, vicino all’ingresso, si trova una grande panetteria, quindi i tavoli d’autore (tutti disegnati da archistar del calibro di Mario Bellini, Antonio Citterio, Pierluigi Cerri, Fabio Novembre, Piero Lissoni, Michele De Lucchi, Aldo Cibic) le sedie di Kartell, le lampade Artemide oltre a opere d’arte come il portale di Mimmo Paladino; il banco per la distribuzione del pane del designer Terry Dwan; le nicchie interne e la boiserie di Matteo Thun, la scultura sul tema dell’acqua di Gaetano Pesce.

refettorio ambrosiano, massimo bottura

refettorio ambrosiano, massimo bottura

refettorio ambrosiano, massimo bottura

Aperto sia a pranzo che a cena il Refettorio ambrosiano sarà gestito dai volontari della Caritas che lo lascerà in eredità alla città di Milano, con la benedizione del cardinale Angelo Scola.

Nei mesi dell’esposizione 20 chef italiani e 20 stranieri tra i migliori del mondo, questo è il progetto, cucineranno gli avanzi alimentari recuperati ogni giorno all’Expo, che invece di essere buttati verranno trasformati in piatti di alta cucina rispettosi delle norme sulla sicurezza alimentare.

Si sono già fatti i nomi di Moreno Cedroni e Mauro Uliassi, Davide Scabin e Enrico Crippa, Davide Oldani e Andrea Berton. Tra gli stranieri prevista la presenza di Rene Redzepi, Alain Ducasse e Mario Batali.

Anche per questo ringraziamo Massimo Bottura e il regista Davide Rampello, che hanno ideato il progetto del Refettorio ambrosiano.

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Repubblica Milano]

Avatar Prisca Sacchetti

3 Giugno 2015

commenti (9)

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  1. Avatar razmataz ha detto:

    immagino anzi sono ragionevolmente certa che le forniture siano state gratuitamente. ma le archistar hanno prestato la loro opera per firmare i tavoli l’hanno fatto altrettanto gratuitamente? mi auguro di sì perchè se si sono cacciati soldi per pagare architetti famosi per progettare tavoli di cui, parliamoci chiaro, dubito interessi qualcosa a chi usufruirà della mensa direi che gli stessi soldi potevano essere cacciati per cose più utili tipo sacchi a pelo, coperte, abiti o comunque qualcosa di più necessario per gli utenti.

    detto questo il posto è bello e se tutti hanno lavorato gratuitamente che dire, complimenti

    1. Avatar alcool duro ha detto:

      usualmente le collaborazioni di questo tipo (l’archistar, lo stellato etc) sono a titolo gratuito, almeno così ho riscontrato in tutti i casi in cui ho avuto a che fare con opere di carità.

      tieni presente che l’esperienza del bello, comunque, è necessaria e di conforto.

  2. Avatar alcool duro ha detto:

    la cappa in rame l’ha fatta un mio amico, è un capolavoro.

    le eccedenze alimentari di expo vengono già recuperate da Banco Alimentare, che more solito le stocca a norma e poi le gira a associazioni e enti tra cui Caritas.

    1. Avatar Paolo ha detto:

      mmmhhh. sei sicuro del coinvolgimento del Banco, alcool? A me risultano due circuiti differenti: B.A. raccoglie scorte alimentari, ma non quelle in scadenza.
      Anche la giornata del B.A., che si tiene a fine novembre, è orientata specificamente alla raccolta di prodotti non freschi, non deperibili
      Le cibarie in scadenza (tipicamente da GdO) hanno come referente il Last Minute Market, che lavora appunto sul prendi-e-utilizza. I destinatari finali sono sempre gli stessi, cioè le varie forme di mensa delal solidarietà; diversa la filiera di alimentazione

    2. Avatar Alcool duro ha detto:

      Banco alimentare raccoglie anche il fresco. Raccoglie anche le rimanenze della ristorazione e il fresco della gdo, tramite il programma siticibo.

      Sei fai una piccola ricerca, anche tramite la pagina FB del banco vedrai della loro attività in Expo.

    3. Avatar Paolo ha detto:

      Da queste parti, come ti dicevo, le due attività sono gestite da soggetti differenti, con progetti differenti.
      Essendo una organizzazione territoriale è ragionevole che altrove si occupino anche della parte del fresco, se non vi sono soggetti specifici.

    4. Avatar alcool duro ha detto:

      Banco alimentare è in tutta Italia, so che per le rimanenze di fresco dalla GDO e i piatti pronti della ristorazione raccolgono circa 5.000 tonnellate all’anno, un decimo della raccolta complessiva (http://www.bancoalimentare.it/it/risultati).

      cmq ben vengano le iniziative contro lo spreco.

  3. Avatar razmataz ha detto:

    alcool, con me sfondi una porta aperta. sono d’accordissimo che mica perché uno vive per strada non debba aspirare al bello. ci mancherebbe. esprimevo le mie perplessità circa un eventuale compenso e/o rimborso spese. in quel caso privilegerei l’utile al bello.