9 ricette che non sono mai state italiane, anche se vogliono farvelo credere

Abito in una città turistica, e se nel menu di un’osteria vedo scritto “spaghetti bolognese” giro i tacchi e me ne vado. Infatti gli spaghetti alla bolognese non esistono, se non nella cucina di qualche studente fuori sede che scongela il ragù di mamma. Ma questa è solo una delle licenze poetiche sulla cucina italiana: alcune vanno bene solo per non morire di fame, altre sono ingenue e direi quasi commoventi.

Qui ne trovate elencate un po’, noi ci siamo divertiti a riproporvele.

spaghetti e polpette

Spaghetti e polpette.
Sì anche io ho sognato di essere Lilli e di trovare il mio vagabondo con cui condividere lo stesso spaghetto, mentre con il naso mi avvicinava l’ultima polpetta del piatto perché ne godessi io. Ma non è un caso che Lilli e il vagabondo vivessero negli Stati Uniti.

Mi permetterei anche di suggerire che avere gli stessi gusti di un cane non fa di voi proprio quel che si suol dire un raffinato gourmet.

pasta col pollo

Pasta col pollo.
Suprema sintesi del concetto per cui la pasta all’estero non è un primo piatto, ma un contorno. E in omaggio a questa coerenza ci inchiniamo dicendo che magari se il pollo invece di tagliarlo a tocchi da 10 cm l’uno ci fai un ragù bianco.

La cosa può anche avere un suo senso.

carbonara

Carbonara.
La carbonara è un piatto per puristi, se volete sapere come si fa davvero ve lo abbiamo detto noi. Ma come succede con tutte le cose belle, tutti provano a farsela. Nei miei viaggi all’estero ho visto volti festosi porgermi piatti di sedicenti carbonare che mi avrebbero fatto sentire subito a casa. Sì certo, a casa di Dracula.

Credo vi bastino 3 parole: uovo strapazzato, panna, yogurt. Credo che anche Benedetta Parodi ci metta la panna: lo farà per dirci che è una grande viaggiatrice?

alfredo sauce

Fettuccine Alfredo.
Alfredo Di Lelio nel 1914 vendeva ai turisti americani la pasta al burro come un grande piatto nazionale. Come non possiamo farne un eroe della Patria?

Se vi capita di passare al reparto offerte di un supermarket americano so che non mancherete di fare la scorta di Alfredo sauce in simpatici barattoli di vetro troverete burro e formaggio addensati con un bel cucchiaione di amido.

pineapple pizza

Pineapple Pizza.
Quando ero all’università lavoravo in una pizzeria per asporto che preparava la pizza con il prosciutto cotto e l’ananas in scatola.

Ora è fallita.

marinara sauce

Marinara sauce.
Tra gli americani Marinara Sauce è il nome che si dà a un sugo di pomodoro preparato con un soffritto di sedano, carota, cipolla, aglio e un bouquet garni, quanto più garni possibile.

Ora se arriva lo zio d’America e vi chiede gli spaghetti alla marinara sapete cosa preparargli (no, non intendevo le valige per tornare a casa).

cicken parmigiana

Cicken parmigiana.
L’idea di friggere il petto di pollo al posto delle melanzane per farci la parmigiana non vi sembra male?

Bene abbiamo dato vita a una join venture con gli States, Marchionne sarebbe fiero di voi.

garlic bread

Garlic bread
In questo sito si dice addirittura che un buon piatto di spaghetti non è nulla senza il suo accompagnamento di garlic bread. Come non poter essere d’accordo? Dicesi garlic bread una simil bruschetta fatta con una baguette (pane tipicamente italico) spalmata di un burro pomata al parmigiano (gli americani hanno di sicuro un problema col parmigiano) e aglio schiacciato, che poi si fa tostare in forno.

Se vi sembra interessante pensate a cosa direste a un amico che vi presentasse una bruschetta fatta col burro.

italian dressing

Italian dressing.
Siamo sinceri: il mondo si divide in cose giuste e cose sbagliate. L’olio evo sull’insalata è una cosa giusta.

La poltiglietta colorata delle bottigliette di condimenti è una cosa sbagliata. Fatevene una ragione: se nel vostro condimento ci sono più ingredienti che nella vostra insalata c’è qualcosa che non quadra.

Sono curiosa: a voi cosa hanno spacciato per piatto tipico italiano che vi avrebbe fatto ricordare mamma in un paese lontano?

 [foto crediti: swide, mejer, girlfriendscoffeehour, hallnesting, iherb]

Laura Cantarelli

19 marzo 2014

commenti (71)

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  1. A Madrid, tanti anni fa, in una catena di ristoranti chiamata Ciao Madrid!, dove ero stata mio malgrado condotta da un gruppo di simpatiche ragazze basche, una , ovvero parmigiana di melanzane, che era una specie di moussaka senza carne, dove le melanzane non erano a fette, ma ridotte a un informe ragù, probabilmente passato al forno. Ma non so se questo sia un piatto consolidato della cucina pseudoitaliana.

  2. Nella famosa “Pizza Pepperoni” non c’è traccia di peperoni, è solo la traduzione americana di “salame piccante”! Vegetariani avvertiti 😉

    1. Anche perche i peperoni in inglese sono peppers.
      PEPPERONI è il salame piccante…

    2. Pepperoni nei paesi anglosassoni è il nome dato al salame piccante…

  3. Riso in bianco lessato, poi messo al forno senza alcun condimento insieme a zucchine e peperoni.
    Dei francesi in terra tedesca ce lo fecero passare per risotto di verdure.

  4. In un ristorante/pizzeria di Nizza sul piatto con gli spaghetti “alla carbonara” ci mettevano (non so se lo facciano ancora)mezzo guscio d’ uovo con dentro il tuorlo, alla faccia della salmonella.
    Fatevene una ragione: nel 90% dei ristoranti, anche capitolini, nella caerbonara CI METTONO LA PANNA.

    1. Una notizia del genere, degna di quei pilastri dell’informazione in Italia che sono “Libero” o “Il Giornale”, vorrebbe la fonte… …di carbonare a Roma ne ho assaggiate due o tre (che è un eufemismo per dire venti o trenta), e non mi è mai stata servita con panna!

    2. vai alla Pergola; Beck la usa per i suoi straordinari fagottelli

    3. Ma mica te ne accorgi: se ne usa poca, giusto quel tanto che basta a rendere l’ intingolo cremoso e senza l’ effetto frittata. Se vuoi toglierti il dubbio, la prossima volta portati un sacchetto di plastica (quelli per freezer vanno benissimo) e infilaci due o tre spaghetti. Poi falli analizzare…

    4. lo so, infatti non me ne ero accorto fino a che qualcuno non me lo ha fatto notare 🙂

    5. Ma dove mangi?A Roma la panna si mette sul gelato.

    6. Era per Giovanni non per carlo59.

    7. e scommetto che non si paga…

  5. Tanto per ridurre il tasso di provincialismo, non sarebbe male un post che ricordi i piatti o i prodotti, di origine non italiana, massacrati alle nostre latitudini.

    Suggerisco un primo parziale elenco:

    – wurstel di tutte le marche, se non fatti a bolzano
    – groviera
    – fontal
    – zuppa di cipolle fatta con uno dei formaggi di cui sopra (o col pecorino…)
    – il 90% dei croissant che trovo al bar

    Vogliamo continuare?

    1. Ecco, iniziamo a smontare una balla. La zuppa di cipolle è una ricetta toscana, chiamasi Carabaccia, importata in Francia da Caterina de’ Medici, come tutto quello che i francesi conoscono di decente della cucina. Prima probabilmente mangiavano selvaggina e erbe selvatiche.

    2. Sono d’accordo i wurstel italiani non sono buoni, però mi è capitato di far assaggiare uno dei tanti (ottimi) tipi di wurst tedeschi a degli italiani che sono rimasti perplessi. L’abitudine (anche la peggiore) è una brutta bestia.

    3. Ma non lo vendiamo come cibo tedesco o cibo francese. Sono semplicemente una rivisitazione all’italiana di un cibo estero. In Germania anche la nostra salsiccia sarebbe un würstel, dato che in Germania la parola würstel identifica solamente una tipologia di insaccato, sarebbe come da noi andare in alimentari e chiedere dell’affettato.

  6. In Francia a Lione in un ristorante italiano dove lavora mia cognata fanno la carbonara con la panna… ed al posto del pecorino\parmiggiano mettono il gruviera a julienne

  7. Però a me il pane all’aglio e il pollo alla parmigiana a quest’ora mi fanno venire ‘na fame…

    1. Perchè, quegli spaghetti alla bolognese no? 😉

  8. Londra, primavera 2002. Pizzeria in zona Earl’s Court.
    L'”Italian pizza” che servivano lì era una specie di focaccia tonda e dura, con pomodoro e formaggio gratinato e, sopra questa devastante delizia, un gomitolo di spaghettoni lessi, scotti, bianchi, freddi.

    Al mio via, pronti con i “macosavaiaLondraamangiarelapizza”! Via! 🙂

  9. Ah, qui a Bruxelles abbiamo carbonara e 4 Formaggi in barattolo. Molto più pratica!!

    Ho pure fatto delle foto dato che ha un aspetto disgustoso (tipo maionese con dentro robetta scura)

  10. Non so cosa darei per un piatto di spaghetti con le polpettine al sugo che preparava mia nonna Anita. Che non conosceva Walt Disney.Yap yap

    1. anche da me,nonne, mamma, parenti, in paese e praticamente in mezza regione,calabria, ho mangiato la pasta con polpettine al sugo.
      la pasta era declinata per famiglia, chi la faceva in casa, le candele, rigatoni, lagane, e … spaghetti.
      tanti ricordi bellissimi e buonissimi.
      oggi è un piatto più raro, le polpette più erano piccole e meglio era, ci vuole troppo tempo.
      e sicuramente nn si sapeva che negli usa l’avevamo esportata.

    2. Nella mia famiglia, ‘a pasta china (la pasta ripiena :)) è IL piatto che viene fatto ad ogni pranzo insieme. La mia mamma (64 anni, relativamente giovane quindi) prepara le polpettine-ine-ine, le frigge e le mischia alla pasta insieme al sugo, la provola, il salame e… oh mamma…

    3. Claudiù…. mio padre mi chiama così 🙂

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