di Massimo Bernardi 18 Giugno 2012
Flavio Briatore, Billionaire, Oscar Farinetti, Eataly Roma

— Oscar Farinetti è di Novello, provincia di Cuneo.
— Flavio Briatore è di Verzuolo, provincia di Cuneo.

— Oscar Farinetti sta per aprire Eataly Roma. Roba da ricchi, senza esagerare.
— Flavio Briatore sta per chiudere il Billionaire a Porto Cervo. Roba da ricchi.

— Il lusso perbene.
— Il lusso permale.

— Al Billionaire di Porto Cervo lavorano (in estate) 240 persone.
— A Eataly Roma lavorano 557 persone.

— Per Flavio Briatore il modello è Marrakesh. Il Billionaire è un night terrazzato con piscina ottagonale decorato in stile etnico, genere harem. “Simbolo imperituro di cafonaggine internazionale”, ha scritto ieri sul Corriere Aldo Grasso.
— Per Oscar Farinetti il modello è il bazar di Istanbul. Sapori, profumi e armonia. Mescolato con la praticità e il senso per l’economia del Salone del Gusto di Carlin Petrini.

— A proposito, l’altro giorno il fondatore di Slow Food, che guarda caso è di Bra, provincia di Cuneo, ha detto: “Mentre un cuneese apre Eataly, un altro cuneese chiude il Billionaire. Non so per cosa essere più felice”.

— Eccitato dalla bellezza Farinetti ha detto che con Eataly Roma punta all’orgasmo.
— Ma Briatore ha sempre puntato all’orgasmo.

— Con il Billionaire Briatore ha scolpito l’idea del vuoto: parvenu, mezze calzette, cafonerie, volgarità, tronisti, arrampicatrici, soldi facili e trash. Per qualcuno la quintessenza del berlusconismo.
— Del resto, il figlio di Briatore si chiama Flavio Nathan Falco, quelli di Farinetti Nicola e Francesco.

— A destra, di questo grandioso dibattito tra l’alfa e l’omega del lusso –Briatore vs. Farinetti– dicono che chiude un posto per ricchi cafoni e ne apre uno per ricchi e colti bon vivant. Insomma, prima c’erano “i soRdi”, ora c’è “il denaVo”.
— A sinistra rispondono che Briatore ha costruito la carriera da imprenditore su sponsor, amicizie politiche e mignotte.

— A destra fanno intransigenti considerazioni sul brodo di cultura di Farinetti: Slow Food, la gauche caviar, il pesante sostegnodella costellazione Coop. Ma quale salvaguardia del territorio, quale cultura enogastronomica, quale difesa del lavoro dei contadini. E’ solo business.
— La sinistra sbatte in faccia all’accusa l’impegno di Farinetti, con la testa, il cuore, la passione, l’intelligenza. I soldi soprattutto. Lui non scappa all’estero per paura delle tasse.

— Già, perché per Flavio Briatore il nemico è la burocrazia.
— Anche per Oscar Farinetti è il nemico: politici incompetenti creano burocrati onnipotenti.
— Solo che il marchio Billionaire continuerà a vivere a Montecarlo, Marbella, Istanbul, Ibiza e perfino Bodrum, in Turchia, e “presto anche Dubai e Las Vegas”, ma non in Italia.
— Mentre Eataly è a Torino, Roma, e “presto a Milano”.

Ma prima di fare carne di porco dell’uno o dell’altro avrei una cosa da chiedervi. Dobbiamo concludere che essere pro Farinetti o pro Briatore dipende dall’occhio di chi guarda più che dalle cose che si vedono?

O questa volta possiamo dire che è diverso. Che tra l’uno e l’altro ci sono effettive differenze. E allora, cos’ha Briatore che manca a Farinetti e cos’ha Farinetti che manca a Briatore?

[Crediti | Link: Dissapore, La Stampa, Corriere]