di Giulia Caligiuri 27 Novembre 2013
Eataly Chicago

Save the date: lunedì 2 dicembre la Grande Mela non sarà più sola. L’America avrà un secondo Eataly. E a metterci la faccia – e i denari – non è solo Farinetti, ma soprattutto tale Joe Bastianich e il fido cuoco Mario Batali, che controllano il marchio negli Usa.

Anche l’Illinois si sente pronta per un’evoluzione del gusto al grido di localizziamo il non localizzabile e se la presenza di buongustai, hipster, gastrofighetti, presenzialisti della gola non avrà l’impatto di New York (dove Eataly fattura oltre 0 70 milioni di dollari l’anno, raccogliendo  7 milioni di visitatori) i numeri sono importanti.

Esploriamoli con asservito spirito di cronaca, Eataly Chicago è:

– 28 milioni di dollari, 6.000 metri quadrati di cibi e bevande, un grandissimo open space senza troppi corridoi o angoli nascosti: trasparenza, nessun labirinto, solo due piani, anche se più ampi rispetto al fratello newyorkese. Volete darci un’occhiata approfondita: beccatevi la gallery. 

– un ristorante separato, Baffo, che aprirà il 10 dicembre. 65 posti a sedere, tovaglie bianche, menù con pasta fresca, salumi e altri prodotti tipici ideati da Batali. Lo stereotipo dell’italiano negli USA, che tanto piace oltreoceano.

Eataly Chicago Nutella bar

– il Nutella bar, che sta facendo impazzire gli americani (Italiani: ormai pizza, pasta e Nutella, addio mandolino). Si tratta di un bar dove i clienti, rigorosamente in piedi, possono ordinare i vari “piccoli spuntini” con crema di nocciole, come ad esempio crepe e pane tostato. Un Paese dei Balocchi, quasi.

– poi, ragazzi, non dimentichiamo le due ore di parcheggio gratuito per chi acquista da Eataly. C’è una soglia di spesa minima che però non mi è ben chiara.

– e una scuola di cucina che aprirà a Febbraio, almeno così dicono le indiscrezioni.

Insomma, se il colosso di Farinetti funziona a meraviglia da noi, dove si respira il puzzo della morte economica a ogni vicolo, difficile immaginarsi un tonfo in terra americana. Al netto, però della variabile Chicago che non ha le stesse caratteristiche di New York, corpo alieno nel territorio Usa.

Di sicuro il nuovo emporium, così come lo chiamalo negli Stati Uniti, pare destare la curiosità del popolo americano. Un evento come pochi, quello atteso con ansia per lunedì prossimo.

La domanda è piuttosto se reggerà anche sul lungo termine? Non c’è il rischio che questo massiccio numero di aperture venga a noia e inflazioni il brand? O ce piace troppo magnà? In Italia come in America.

AGGIORNAMENTO: Soprattutto dopo quanto Farinetti ha detto alla Zanzara, la trasmissione di Radio24:

A settembre lascio Eataly ai miei figli, lascio in mano a persone che sono più brave di me. Ognuno di noi ha dei limiti“. E poi, per ribadire il fatto di essere un grande elettore del sindaco di Firenze: “Anche Renzi dirà che in Parlamento si sta 10 anni e punto. Poi si lascia“.

[Crediti | Link: Eater, Kitchen Times, Il Secolo XI, immagini: Eater]