di Giorgia Cannarella 21 Maggio 2013
nutella

Una piccola celebrità tra i foodblogger della prima ora per il diario online Ms Adventures in Italy, nel 2007 Sara Rosso, nata in California ma residente da tempo a Milano, ha lasciato che la passione per la Nutella la travolgesse.

E siccome prima ancora che Facebook e Twitter esistessero era già un tipo molto social (su Twitter qualcuno l’ha maliziosamente ribattezzata una “Wonderwoman del marketing”) s’è inventata la Giornata Mondiale della Nutella (World Nutella Day) radunando intorno alla crema spalmabile della Ferrero un planetario stuolo di fans.

Come sanno tutti i golosi, il culto della Nutella non è recintabile: gli adepti sono trasversali per età, provenienza e gusti, perciò ogni 5 febbraio, ormai da sei anni, i Nutella Boys postano foto, ricette e caloriche dichiarazioni d’amore sul blog ufficiale della festa.

Ebbene, qual è l’inatteso epilogo per questo romanzo di gola e amore?

Da qualche giorno nel sito del World Nutella Day campeggia un messaggio:

“Il 25 maggio 2013 oscurerò il sito della Giornata mondiale della Nutella, e ogni presenza sui social media (Facebook, Twitter) in conformità al decreto ingiuntivo ricevuto dagli avvocati che rappresentano Ferrero Spa (produttori della Nutella)”

Decreto ingiuntivo??? Ma che gli è preso alla Ferrero?

Manda un decreto ingiuntivo alla più devota delle fan, che molto ha fatto (gratis ci risulta) per l’aspetto sociale di Nutella, peraltro sotto attacco da parte di molti nutrizionisti per il contenuto non esattamente salutare?

E mentre il caso Ferrero vs. Sara Rosso assume dimensioni planetarie –dall’Huffington Post all’australiano News.com tutti commentano la decisione-autogol, tanto incomprensibile che sembra suggerita dal Pd– mentre i 7000 follower su Twitter e gli oltre 39000 likers su Facebook del World Nutella day insorgono, proponendo di ribattezzare il 5 febbraio la “Giornata della crema che non deve essere nominata”, anche Dissapore ha rivolto alla Ferrero la domanda che tutti si stanno facendo:

perché, Ferrero, perché?

Disperato bisogno di riprendersi il controllo del proprio marchio, o cosa?

Per il momento nessuna risposta.

[Crediti | Link: WND, Corriere, Huffington Post, News.com]