di Andrea Soban 28 Maggio 2012
piazza santa maria novella, festival del gelato 2012, firenze

Siccome è possibile che facciate parte della tribù di italiani e non, sempre più numerosa, che voleva invadere le piazze di Firenze, Strozzi, Repubblica e Santa Maria Novella, dove nel weekend ha folleggiato la terza edizione del Festival del Gelato, ho pensato di condividere la mia personale lista di gusti e disgusti. Il classico Mi piace – Non mi piace per dirla con Mr Facebook Mark Zuckemberg Zuckerberg, in Italia pure lui nel weekend ma ahimé non per il gelato. Pronti? Iniziamo.

Simone Rugiati, festival del gealto, firenze

NON MI PIACE

1. PREZZO DEL BIGLIETTO. Troppo alto. 15 euro per 5 assaggi, un gelato cocktail, una borsa con palloncino, un bicchiere (senza) acqua, alcune cialdine, l’ingresso alle mostre e alla lezione della Carpigiani University sono troppi. Le successive “ricariche”costavano meno, come pure le degustazioni per i bambini, ma sono giustamente piovute le critiche.

2. VINCITORI. Tutti rigorosamente non italiani. Per carità, bravissimi e meritevoli, ma possibile che tra tanti gelatieri italiani non ce ne fosse uno all’altezza dei premi principali andati a un canadese, James Coleridge, per il gusto Noce Pecan con sciroppo d’Acero, e a un israeliano per il gelato al Caffè Corsini Malawi Mapango?

3. SEGNALETICA. Punti d’informazione questi sconosciuti. Segnaletica di qualsivoglia tipo o foggia non pervenuta. Prevista una ricca guida bilingue italiano/inglese consegnata però solo al momento dell’acquisto della Gelato card.

gelato azoto, festival del gelato, firenze

4. TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE. Bisognerebbe fare una scelta o dividere meglio gli espositori. Al Festival ci sono tutti, dal piccolo artigiano esclusivo alle catene tradizionali (Grom o Venchi) o di gelato-soft (Titto) fino all’industria del gelato (lo sponsor della rassegna Sammontana). Alla fine si assaggia a casaccio con i gelatieri che si guardano in cagnesco.

5. RACCOLTA INDIFFERENZIATA. Mentre oggi a Torino si è presentato il Salone del Gusto a più basso impatto ambientale di sempre, il Festival non era esattamente ecosostenibile. Solo coppette monouso in plastica per l’assaggio dei gelati, con cucchiaini imbustati uno a uno gettati regolarmente a terra. Tra l’altro, i tifosi del cono ci sono rimasti male.

ice bau, festival del gelato, firenze, cani

MI PIACE

1. SUCCESSO. Il primo sguardo è sempre rivolto all’affluenza. E da questo punto di vista il Festival è stato un piccolo caso. Stranieri e italiani avidi non solo di assaggi, anzi, in preda alla fregola di conoscere le diverse realtà del gelato. La tecnica, la scienza, il gusto, le tendenze. Gelatieri, ve lo lascio immaginare, in brodo di giuggiole.

2. ORGANIZZAZIONE. La scelta logistica di piazza Santa Maria Novella per il villaggio degli artigiani, con il laboratorio di produzione a ridosso degli stand, è stata una scelta azzeccata. Una volta prodotto il gelato era subito disponibile per la vendita, nessun problema di consegna o approvigionamento.

festival del gelato, firenze, gelato fior fiore coop

3. LE MOSTRE.
In occasione del Festival, fedele all’immagine di città artistica per eccellenza, Firenze ha offerto splendide mostre incluse nel prezzo della Gelato card. Dalle fotografie di “Obiettivo Gelato” presentate da Alinari24ORE alla preview del Gelato Museum che la fondazione Carpigiani aprirà a luglio ad Anzola dell’Emilia (Bologna). La migliore per gli appassionati di storia del gelato?  “Un Secolo e 7” dedicata al Premio Fabbri per l’arte.

4 SHOW COOKING.
Poche chiacchiere (seminari e conferenze) e moltissime dimostrazioni regolarmente prese d’assalto dal pubblico. Incredibile, inteso nel senso che più vi aggrada, l’interesse per l’uso del gelato in cucina nello show cooking di Simone Rugiati, volto noto di Cuochi e Fiamme su La7. O per le creazioni a base di azoto della scuola Apicius. Ma a rubare la scena è stato Roberto Lobrano, inventore di un gelato ipoallergenico, ipocalorico e senza zucchero adatto (anche) all’apparato digerente dei cani. Nome? Ice- Bau.

[Crediti | Link: Festival del Gelato, immagini: Andrea Soban, L’Espresso Food & Wine]

commenti (15)

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    1. Avatar mafi ha detto:

      Ha rubato la scena a Rugiati? Avrei assaggiato il suo gelato anche se c’avesse messo il Ciappi.

  1. Avatar razmataz ha detto:

    mi chiedo cosa spinga una persona a buttare consapevolmente per terra un cucchiaino di plastica anzichè buttarlo nel cestino. a me l’hanno insegnato credo a un anno e l’ho preso come un dogma. mah.

    1. più che i cucchiaini, che si buttano con le coppette, “volavano” via le singole bustine che li contenevano

  2. ammazza che morti de fame!
    Alle nostre mostre/eventi ci stanno solo posate, piatti, coppette, eccetere tutti in fibra naturale di non so che.
    Compostabili comunque.

  3. avevo un sacco di pregiudizi e alla fine mi è piaciuto molto.
    non sono una gran gelatofila per cui adesso ho la nausea da gelato, ma mi passerà. peccato che quando sono passata dalla tua postazione non c’eri perché mi avrebbe fatto piacere conoscerti di persona.
    per me un plauso speciale al gelato (salato) al parmigiano di Arturo Dori, Show Cooking del venerdì.

  4. Grazie Andrea! Ti aspettiamo a luglio all’inaugurazione del Gelato Museum Carpigiani! Riceverai presto l’invito! Un pensiero da Anzola Emilia, dove superiamo il terremoto a ritmo di gelato! Think positive, make (and eat) gelato!

    1. Un caro saluto e un abbraccio a tutti gli amici, ai colleghi e a tutte le persone delle zone colpite dal terremoto.

  5. Non è ancora arrivato Kicco a spiegarci che il gelato lo sa fare solo lui, che il mondo fa schifo, che sono tutti ignoranti e che è in grado di capire la bontà di qualcosa senza assaggiarla?

    1. Avatar Mario ha detto:

      …no, ma sei arrivato tu a dire la solita cazzata… bravo betullino, continua così!