Fotografie: 25 modi di dire Festa a Vico 2013

Vi abbiamo chiesto come raccontare Festa a Vico che, arrivata ormai alla decima edizione, è stata descritta in ogni modo possibile. Su cosa puntare dunque, per non procurarvi una letale botta di sonno e anzi, ottenere la vostra attenzione?

Tra le molte risposte spicca la richiesta di fotografie, come non essere d’accordo. Ecco dunque 25 foto-highlight di Festa a Vico 2013, la tre giorni gourmet di primavera organizzata dallo chef Gennaro Esposito, chef della Torre del Saracino.

A proposito, come promesso regaliamo la cena per due persone nel suo ristorante stellato di Vico Equense a uno di voi, Francesco C, buon appetito.

Estensioni. Festa a Vico si è integrata nei negozi del paese con “Repubblica del Cibo”, questo il nome della domenica sera con gli chef emergenti. Molta partecipazione e piatti mica male.

Divismi. Anche Antonella Clerici rende più famoso uno chef. “Non fare il cattivo”, dice una signora a David Scabin mentre un bambino gli chiede l’autografo. Effetti collaterali di un programma trasversale come la Terra dei Cuochi.

Nuove star. Alba Esteve Ruiz in appena 3 mesi di apertura di Marzapane a Roma si è conquistata sicurezza e consenso. Una ventata di fresco ottimismo.

Delirio gastronomico. La sintesi di Festa a Vico è nella frase di Gianluca Gorini scritta sulla giacca della manifestazione. Vince la competizione poetica di Scatti di Gusto e da chef emergente cucinerà insieme agli stellati nell’edizione 2014.

Packaging. “Carbonara in the box”, ovvero la carbonara che ritorna negli USA come una razione K di sopravvivenza gastronomica. E’ dello chef Dino de Bellis del Salotto Culinario di Roma.

Hamburger. Facendo il percorso contrario il simbolo del cibo americano si trasforma e diventa Mediterraneo. Come il panino di Roberto Allocca, del Relais Blu di Massa Lubrense.

Caciocavallo podolico. Dal Gargano arriva il formaggio che fa innamorare i grandi chef. Sbanca il banchetto proposto dall’accoppiata pugliese  Panificio Sammarco / Piccola Osteria Utz in un supermarket di Vico.

Cucine affollate. Quella della Torre del Saracino diventa un crocevia. Le stelle (Michelin) si contano a decine.

Ritorni. Salvatore Tassa, cuoco del ristorante Le Colline Ciociare di Acuto ritorna a Festa a Vico con l’insalata di cipolla bruciata e uovo marinato che mi aveva fatto stravedere. E prende l’applauso dei colleghi e dei tavoli.

Istrionico. Massimo Bottura spiega il suo risotto cacio e pepe. Convince tutti ancor prima di affondare il cucchiaio. Un ambasciatore per la cucina italiana di spessore.

Fico. Registrate il vostro vocabolario gastronomico e alla voce glamour che di più non si può mettete il gelato di Valeria Piccini, Da Caino a Montemerano. Maremma, che buono!

Cilento. Costiera Sorrentina, Costiera Amalfitana e Costiera Cilentana. Il Fiano di Paestum Pietraincatenata 2011 di Luigi Maffini (Castellabate, quello di Benvenuti al Sud) fa quello che promette: ti incatena al bicchiere.

Comfort food. Con il maglione a Festa a Vico non era mai capitato. Poco male, una misteriosa signora di Seiano scodella la zuppa di alici con patate. Lacrima di commozione per la bontà.

Street food. Il panino del tristellato chef Enrico Cerea fa andare di matti tutti i partecipanti alla Festa a Vico. La versione con i peperoni è fantastica.

Musica. Non solo cibo a Festa a Vico. C’è Nicola Piovani, premio Oscar 2009 per le musiche de La vita è bella di Benigni, e l’incasso della serata del lunedì (quella che era dedicata agli emergenti) va sempre in beneficenza.

Pizza. Primi accenni di pizza con quella di Pasqualino Rossi della pizzeria Elite. Una “portafoglio” da asporto che piace.

Gelato. La cremeria Gabriele è una presenza rassicurante che gioca in casa. Nel dopo concerto si scatena con la brioche ripiena di gelato ricotta e fichi con panna. Ed è subito standig ovation.

Bikini. Quest’anno allo stabilimento balneare più snob della costiera vanno in scena i Big Chef. In attesa che si aprano le danze serali, ecco l’anticipo di mezzogiorno: Mezzi tufoli con sconcigli del golfo, salsa alle alghe e pomodoro fresco dello chef Domenico De Simone.

Bufala. Immancabile in qualsiasi manifestazione che si rispetti al pari delle alici di Cetara. Non viene a noia e se è quella di Barlotti, n° 4 della Top Five 2013, in versione treccia non puoi far finta di niente.

Pizza delle Stelle. Grazie al pusher di farina Antimo Caputo e a Dissapore e Scatti di Gusto, la pizza compete fianco a fianco con gli chef stellati. Sfornano senza soluzione di continuità i napoletani Ciro Salvo Enzo Coccia, Franco Pepe, Salvatore Salvo più Gino Sorbillo e Stefano Callegari (vincitori del Campionato della Pizza). A fare gli onori di casa, Raimondo Cinque della Pizza a Metro.

Pizza Margherita. La regina è sempre lei. Ciro Salvo la propone al pubblico che apprezza.

Gino Sorbillo. L’oscar della celebrità va al pizzaiolo napoletano di Via Tribunali che ha aperto anche sul lungomare Lievito Madre al Mare. C’è tempo per insegnare alla Stella del ristorante Sud, la chef Marianna Vitale.

Enzo Coccia. Il pioniere della pizza contemporanea offre il suo talento anche per la logistica e piazza i forni di Stefano Ferrara nella migliore posizione possibile. E dal suo banco arriva la pizza con il limone.

BBcube. La Serata delle Stelle al Bikini è stata punteggiata da tantissimi piatti tra il buono e il buonissimo. Scegliamo quello della chef pugliese poi americana e quindi romana Cristina Bowerman che ha “cubizzato” le tradizionali spuntature di maiale americane servendole con una salsa al chinotto di Savona.

Beneficenza. Il fine ultimo della Festa a Vico, oltre allo stare insieme e divertirsi, è quello di aiutare le associazioni O.N.L.U.S a raccogliere fondi per migliorare le dotazioni del Santobono, l’ospedale dei bambini di Napoli. La cifra raccolta raggiunge quest’anno circa 120 mila euro grazie all’allargamento della Festa a tutti (l’anno scorso si era arrivati a 43 mila euro). “Essere generosi, questo importa”, ricorda Vittoria Aiello de La Torre del Saracino quando le luci della festa si spengono.

[Immagini: Daniele Amato, Luciano Furia, Scatti di Gusto]

Avatar Vincenzo Pagano

10 Giugno 2013

commenti (4)

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  1. Il risotto “Cacio & Pepe” di Bottura, ho avuto modo di assaggiarlo ad una cena preparata dallo chef ad Eataly Roma. Di una delicatezza assoluta e a completare l’opera una spruzzata di acqua di pepe, frutto della distillazione di sei pepi diversi.

  2. Dopo la (bella) Festa a Vico ho modo di festeggiare ancora da Gennaro Esposito, un grazie sentito allo staff di Dissapore!

    La mia Festa a Vico é stata l’eccitazione nell’aggirarsi tra tutti i banchetti degli chef alla ricerca di piatti non ancora provati, il ragazzo spassosissimo adfianco a me che cercava di attaccare bottone con Scabin facendogli “complimenti” sulla sua fotogenicitá e sul fatto che in TV apparisse molto più “snello” (momento esilarante), Paolo Parisi che cucinava in una padella di dimensioni abnormi, il ricordo di un panino alla mortadella (mi mancava), i loschi figuri che andavano alla ricerca di calici Spigelau più o meno abbandonati (c’è chi se n’é portato a casa una decina), la superba brioche con gelato di Gabriele (anche per me ricotta e fichi caramellati con panna), le salamelle alla brace (semplici eppure cosí buone, perché?) e La Super di Baladin.

  3. a me pare ancora di sentire il profumo di tutti i meravigliosi piatti che ho degustato per non parlare del profumo della pizza di Gigino pizza a metro!!!! :))))