di Massimo Bernardi 1 Agosto 2013
intervista, francesco de gregori

E’ probabile che Aldo Cazzullo, il giornalista del Corriere che ieri ha intervistato Francesco De Gregori sulle sorti del PD, oggi ci riprovi con Guccini. Visto com’è andata, dico.

In poco tempo le bacchettate di #DeGregori hanno invaso il web, diviso politici (beh, con quelli del Pd ha avuto buon gioco) giornalisti e famosi a vario titolo, diventando repentinamente trend topic su Twitter.

Ma cos’ha detto De Gregori? Frasi che si sono notate, perché diverse in mezzo a quelle tutte uguali e tutte vecchie.

Sì, ma cos’ha detto De Gregori di interessante per i lettori di Dissapore?

“La sinistra passa dall’idolatria per le piste ciclabili a un sindacalismo vecchio stampo. Che agita in continuazione i feticci del ‘politicamente corretto’, una moda americana di trent’anni fa. Che si commuove per lo slow food e poi magari, en passant, strizza l’occhio ai No Tav”.

Una doccia fredda per chi, sto parlando di voi, schiocchini, pensava che i problemi del PD si risolvessero andando in bicicletta e mangiando più scalogno ruspante. Tornando seri: personalmente ai cari fan di De Gregori sento irruento il bisogno di dire che tra Suv e cibodicacca ci stessero pure, se credono.

Però colpisce questo Viva L’Italia rovesciato, soprattutto per Slow Food.

Chi ci legge, chi si interessa di cibo & affini, sa cos’è Slow Food, sa cos’ha fatto per la divulgazione e il piacere del cibo. Scoprire su Twitter che oggi è praticamente sinonimo di “fighetto” intristisce.

Nadia Terranova: Questa cosa per cui il contrario di Slow Food è Mac Donald e non “mi rifiuto di pagare un fagiolo trentasette euro” io non la capirò mai.

Mario Adinolfi: La sinistra che funziona al contrario fa costare di più le cose basilari: Carlin Petrini e il cibo povero, Ignazio Marino e i parcheggi.

Simone Maccaferri. Interessante. Di tutte le critiche fatte al PD da De Gregori, fra le più contestate vi è quella su Slow Food. Quando si dice le lobby.

TittiTi. E dell’intervista a De Gregori condivido pure la parte sull’intrippamento sinistroide per Slow Food, giusto per fare i fighetti radical chic.

Ora, al netto del dibbbattitone a sinistra, chiedo a voi: è dunque questo il più aggiornato comune sentire intorno a Slow Food?

Fighetti?

Ps. E comunque, se oggi la destra avesse un Francesco De Gregori…