di Carlotta Girola 13 Ottobre 2014
Antonio Banderas e la gallina Rosita

Da quando un paio d’anni fa quando Antonio Banderas aveva firmato un contratto per diventare testimonial bistrattatissimo del Mulino Bianco, con tanto di gallina, avevamo capito che la sua carriera da sex symbol era naufragata miseramente. Risultato: donne sull’orlo di una crisi di tarallucci.

Da allora è stata un’excalation di critiche da varie fasce sociali, all’unanimità convinte della poca credibilità del mugnaio ex Zorro, catapultato dai personaggi arcobaleno di Almodovar a quello del mugnaio con le mani in pasta intento a psicanalizzare una gallina con problemi di cuore.

La gallina, appunto. La Rosita nazionale che coi suoi sospiri da adolescente ha attratto l’attenzione sempre più morbosa del pubblico televisivo, ha poi finito per diventare oggetto di critica allargata. Sì, perché di recente il problema non é più l’atteggiamento zen del Banderas infarinato, né la sua trasformazione da macho a biscottaro.

Il problema é lei, Rosita, che dopo diversi episodi di strazi emotivi ha mostrato un lato troppo remissivo, troppo distaccato, quasi immobile e comunque poco naturale.

Qualcuno é arrivato a sospettare che i suoi non fossero problemi d’amore, ma di dipendenza dalle droghe.

Qui la vicenda si fa interessante. A lanciare l’allarme é stata l’AIDAA, Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, che legge nei movimenti innaturali e un po’ ingessati di Rosita un disagio comune a troppi adolescenti problematici e socialmente ai margini. Ma il sospetto degli animalisti è andato oltre: forse la gallina è stata drogata contro la sua volontà, per concedere a Banderas un colloquio poco movimentato dallo sbattito d’ali sincopato, tipico delle galline in odore di overdose.

Forse Banderas, da due anni, ci faceva credere di trafficare con la farina 00, ma gli attenti osservatori dell’AIDAA ci hanno insinuato il dubbio.

Antonio Banderas e la gallina pupazzo

Ma sempre di Mulino Bianco si tratta, quindi il lieto fine è d’obbligo: si scopre, infatti, che la mansuetudine un po’ sognante di Rosita non dipende da nessuna farina truccata. Rosita non è stata maltrattata né drogata, semplicemente perché si è scoperto che Rosita è un animatronic, un robot.

Da cosa si é capito? Ovviamente dai fili elettrici che escono dal fondoschiena della gallina, esattamente da dove uscirebbero le uova.

Gli animalisti fanno un passo indietro, ma non depongono le armi, proseguendo la battaglia contro Barilla, primo consumatore a livello industriale di uova in Italia.

Questa volta Banderas se la sfanga da buon amico di pollaio, ma l’ufficio comunicazione del Mulino Bianco mi ha deluso: ora faticherò a provare empatia per la gallina coi problemi sentimentali.

Tuttavia credo che di tutta questa storia me ne farò una ragione, e mi concentrerò sul divorzio di Banderas dalla Griffith, che mi pare più succulento delle merendine sopra citate.

[Crediti | Link: Dissapore, La Stampa, Aidaa. Foto: lastampa]