Gelato artigianale: chi sale e chi scende a Torino

Quando si dice gelato artigianale, non esistono solo Roma, Firenze o Milano. Anche Torino è una delle capitali, e proprio dal capoluogo piemontese parte la renaissance del gelato italico, con l’avvento di Grom.

Se ve lo state chiedendo, no, nemmeno stavolta ne parleremo, e non per partito preso  (macché!), ma perché dopo Bologna e Roma continuiamo il nostro tour d’Italia attraverso le città del gelato artigianale con la A maiuscola, per fare 2 nomi tra le gelaterie sopravvalutate (quelle dove ci sono code chilometriche per gusti ormai arcaici e che vivono del passaparola del passato), 2 tra le emergenti (quelle che si affacciano nel panorama della new wave del gelato con qualcosa da dire) e per individuarne anche 2 “al top“.

Che vi piaccia o no, la fortunata avventura imprenditoriale partita da Piazza Paelocapa, a pochi passi dalla stazione di Porta Nuova, Grom appunto, ha rimescolato le carte sul mercato di coni e coppette. E, da leggersi con enfasi da film epico, “nulla sarà più come prima”.

Ah, non troverete nemmeno la storica Fiorio, già nella nostra classifica delle gelaterie più sopravvalutate d’Italia.

2 GELATERIE AL TOP

Gelateria Popolare, Torino

GELATERIA POPOLARE

Chi vuole la vera e unica declinazione POP-olare del gelato in Italia non avrà altro indirizzo, se non quello del Balon da Maurizio Vecchi. In un locale “alternativo” (essì, si può ancora dire parlando di gelato) dominato da un bancone con alle spalle le macchine per la produzione del gelato, un po’ come la cucina a vista tanto di moda nei ristoranti, potrete gustarvi una coppetta fatta a regola d’arte, senza fronzoli e a un prezzo accessibile  (era 1,50€ lo scorso anno, ora parte da 2€).

Maniacale attenzione per le materie prime buone e genuine, con gusti classici e onesti come la filosofia che sta dietro a questa gelateria. Il locale non è adatto a chi cerca divagazioni gastronomiche sul tema gourmet, o preferisce la forma alla sostanza.

Da non perdere il classico mela&cannella o lo zabajone, che qui a torino è un must se fatto bene.

Gelateria PopolareVia Borgo Dora 3

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AGRIGELATERIA SAN PE’

Diciamolo subito: l’agrigelateria originaria vive e prospera con le sue mucche e le orde barbariche in gita che ivi si calano nel weekend dalla città a Poirino, comune bucolico alla periferia sud-est di Torino. Qui parliamo della sua famosa dépendance in Eataly al Lingotto, quella dove tutto ebbe inizio (per ribadire il tono epico).

Divenuta subito famosa perché un gastrofighetto che si rispetti, Salone del Gusto o meno, un salto in questo food-market una volta arrivato a Torino lo deve fare cascasse il mondo, negli anni ha mantenuto molto alta la qualità, ma soprattutto l’affidabilità.

Impressionante come i gusti cambino di stagione, ma anche “pescandoli” un po’ random di volta in volta si va sempre sul sicuro non commettendo azzardi. Da provare i classici bunet o gianduja,  oppure il pralinato o lo strudel.

Agrigelateria San PèCascina San Pietro 29/A Poirino (TO)

2 GELATERIE SOPRAVVALUTATE

Pepino, Torino

PEPINO

Pepino (dal lontano 1884) è uno dei nomi davvero storici della gelateria torinese. Per chi non lo conoscesse fu quello che inventò il pinguino con tanto di marchio registrato, il classico gelato ricoperto al cioccolato su stecco antesignano autarchico del famigerato Magnum.

Negli anni la primigenia gelateria/caffè si ampliò sempre più cominciando a produrre gelati confezionati distribiuiti urbi et orbi a scapito della qualità. Oggi c’è stato un rilancio del marchio con nuovi gusti e occasioni di consumo date dall’apertura della prima pinguineria d’Italia che si affianca alla storica sede di piazza Carignano.

Da Pepino il plus è sedersi ai tavolini disposti nella splendida piazza: bellissimo quanto caro, con sovraprezzo necessario quanto ormai anacronistico. Ma il costo non è al livello del gelato, che sebben rinomato risente del precedente confezionamento (quando si parla di pinguni). Anche la qualità del gelato sfuso non raggiunge più i livelli, ahimè per loro, alti del panorama torinese.

Pepino, Piazza Carignano 8 

Più di un gelato, Torino

+ di un gelato, Torino

PIU’ DI UN GELATO

In città vanta ben due aperture:  la prima nel quadrilatero di via San Tommaso, e la seconda, più recente, nei pressi di una delle entrate della prestigiosa e centrale Galleria Subalpina.

Eccoci al dunque: provata ripetutamente, alla fine non ci ha convinto soprattutto per la consistenza dei gelati ordinati.

Gusti classici con poca personalità e proposte alla frutta poco convincenti per una gelateria che esce dal gruppo delle top torinesi e retrocede nella zona Cesarini del gruppo dei locali “medi”. Saremo stati sfortunati noi?

Più di un gelato, Galleria Subalpina 32

2 GELATERIE EMERGENTI

MARA DEI BOSCHI

Gelateria del quartiere frizzante di San Salvario, aperta da pochi anni in un locale comunicante con il vicino Orso Caffè. Marco Serra (figlio d’arte, qui in team con la compagna Marina e l’imprenditore Edoardo Patrone) si è fatto conoscere vincendo la tappa locale del Gelato Festival e poi si è lanciato in collaborazioni di livello come quella con lo chef Marcello Trentini di Magorabin che ha portato a inedite dolci creazioni.

Da qui nascono le intriganti e sfiziose proposte di aperitivi e cene a base di gelato (su prenotazione) per pochissimi intimi nel retrobottega. Mara dei Boschi è un progetto di ampio respiro che prende il nome da una varietà (cultivar) di fragola utilizzata per il gelato (mara de bois) ma che punta in alto, tanto da aver appena figliato un secondo locale in quel di Alba.

Il rialzo dei prezzi di questa stagione (si parte da 2,50€) non ha frenato l’affezionata clientela, smaniosa di scegliere dall’enorme lavagna/muro alle spalle del bancone creazioni come  yogurt e sesamo, zenzero, crema e limone o il classico della casa: il marotto, gelato al gusto di gianduiotto vegano (senza latte).

Mara dei Boschi, Via Berthollet 30

L'essenza del Gelato, Torino

L'essenza del gelato, Torino

L’ESSENZA DEL GELATO

Classica gelateria a pozzetti del centro cittadino che dal 2011 (senza troppo clamore) sta facendo breccia nel cuore degli appassionati.

Tutto grazie a un mix decisamente riuscito di classicità e nuove proposte più particolari che dalla cheesecake ai frutti di bosco, passando per la meringata al limone e la capretta nel bosco (ricotta di capra con pinoli e  miele di castagno) arrivano fino all’iconico Principe Amedeo, gelato con nocciole, cremoso al cioccolato fondente e un pizzico di sale.

Oltre al gelato qui viene riproposta la classica vetrina di pasticceria fredda a base di semifreddi e torte gelato.

L’essenza del gelato, Via Principe Amedeo 21

Carlotta Girola Carlotta Girola

9 Giugno 2015

commenti (13)

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  1. Avatar luca63 ha detto:

    Perche’ famigerato Magnum ?Devo dire che spesso e volentieri i gelati industriali sono meglio di quelli artigianali . Ammetto pero’ di non essere assolutamente un passionista del gelato,che considero un surrogato del dessert.L’unico gelato artigianale degno di nota che ho trovato quello di Vivoli a Firenze e di una gelateria della mia citta’ ,chiusa da anni.

    1. Avatar Paolo ha detto:

      Personalmente trovo l’aggettivo abbastanza corretto; quel gelato, rispetto ad altri (dalla Coppa Rica in avanti) ha una caratteristica che lo rende “famigerato” al mio palato: è dolce in maniera insopportabile. Mai sentito un gelato più dolce.
      Intendo dire che quando arrivi alla fine dello stecco hai più sete di un atleta della Desert Marathon; però non riesci a dissetarti perché la lingua è diventata spessa e gonfia, della consistenza di un topomorto mummificato.
      Insomma, Coppa del Nonno tutta la vita! 🙂

    2. Avatar francesco ha detto:

      bravo luca mi hai tolto le parole di bocca,da vecchio commerciante di prodotti alimentari devo ricordare che il gusto e la bonta’ della panna del cornetto algida superano molti pseudo gelati artigianali

  2. Avatar Francesca ha detto:

    io aggiungerei “Le conferme”: “Vanilla Creams&Fruits, via Palazzo di Città n. 7”. Il migliore

  3. Avatar Matt ha detto:

    Il costo della coppetta/cone base è di poca utilità.. sarebbe molto più interessante riportare il prezzo/kg come esposto in gelateria…

  4. Avatar luca63 ha detto:

    Buoni coppa del nonno e cornetto.Pero’ la copertura di cioccolato con le mandorle del magnum non e’ male.

  5. Avatar Mundus ha detto:

    Gravissima la dimenticanza di Alberto Marchetti mastro gelataio. Gravissima

  6. Avatar Lotho ha detto:

    Sottolineo anche io la grave mancanza di Alberto Marchetti. I suoi affogati e le sue granite sono ottime quasi al pari di Torre. Del gelato di Marchetti non parlo perché per me è uno dei migliori in circolazione.

  7. Avatar Magic Luke ha detto:

    D’accordo con Francesca, vanilla ormai è da tempo al top e merita una prova per chi non lo conosce.
    Mara dei boschi è eccellente, provate a comprarlo con quello tanto osannato e sopravvalutato de la romana e capirete la differenza…andando da Mara vi consiglio poi un caffè da Orso con degli straordinari monorigine.
    Marchetti mah, meglio di grom ma non al livello dei migliori. Chi vive col solo nome e anche Fiorio

  8. Avatar Rasputin ha detto:

    Se ormai parlar male di pepino e di grom è un po’come sparare sulla croce rossa, non capisco il successo da la romana. Se proprio devo scegliere un gelato, preferisco la gelateria popolare per l’idea che c’è eppoi oltre il gelato si può anche acquistare una bella bottiglia di vino no tav.

    1. Avatar msimone ha detto:

      Soprattutto non si capisce perché abbia inserito pepino che non é artigianale in questa classifica. Ha uno stabilimento in val di Susa dove produce per i negozi retail e le vaschette per Horeca. E un prodotto premium come Grom ma non artigianale.