Gelato: quanto mi costi? Milano superstar

Le spiagge italiane sono interessantissime. Basta sdraiarsi sotto l’ombrellone, stendere il telo in spiaggia, e ci si sente come al cinema (in una commedia all’italiana, giustappunto). Discussioni familiari, dibattiti sui massimi sistemi, nonstop tra amici con dettagliate descrizioni di tradimenti, beghe ereditarie e problemi dei figli. Il resto dei dialoghi avviene via cellulare. Si origlia […]

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Le spiagge italiane sono interessantissime. Basta sdraiarsi sotto l’ombrellone, stendere il telo in spiaggia, e ci si sente come al cinema (in una commedia all’italiana, giustappunto).

Discussioni familiari, dibattiti sui massimi sistemi, nonstop tra amici con dettagliate descrizioni di tradimenti, beghe ereditarie e problemi dei figli. Il resto dei dialoghi avviene via cellulare.

Si origlia felici; si sente il polso del Paese.

Hai letto del gelato di Milano? Buono ma caro. Anzi. Il più caro d’Italia. Due palline di gelato costano più che nelle spiagge di Sorrento o sulla ricca costiera di Santa Margherita“.

Ieri, in effetti, venivamo assai stemperati nel nostro entusiasmo per coni e coppette dall’apprendere, via Altroconsumo –cui dobbiamo il controllo-confronto dei prezzi in 8 città e in 5 località di mare– che i prezzi sono schizzati alle stelle. In due anni l’incremento è stato dell’8,5 per cento.

Anche se è Roma la città dove i prezzi sono cresciuti di più: in 2 anni coni e coppette sono aumentati di quasi il 10%, a Milano un gelato sotto 2,50 euro non si trova. Primato invariato per la vaschetta: in media 20 euro contro i 13 di Palermo per dire. Chissà se al sindaco Pisapia fischiano le orecchie.

Impossibile dimenticare la puntuale investigazione di Valerio Visintin, critico del Corriere, sorpreso  dal costo del gelato “artigianale”: 30 euro al kilo per quello di Sant’Ambroeus in corso Matteotti, 25 alla Bottega del Gelato di via Pergolesi, 24 da Grom. Ed erano 3 anni fa

Grom, dicevamo.

Il prezzo al chilo della catena di Guido Martinetti e Federico Grom, quasi fosse l’indice del Big Mac inventato dall’Economist (il settimanale britannico confronta le valute mondiali in base al prezzo del panino più diffuso al mondo), è lo strumento ideale per capire l’eccezione di Milano.

In tutta Italia è uniformato intorno ai 22 euro al chilo, a Milano costa 25 euro (la panna si paga a parte).

Ora, come si spiega che il gelato, essenzialmente latte, uova e zucchero, abbia un costo al chilo superiore alle spigole o a un’invitante costata di manzo?

Sono gli stessi gelatieri che calcolano i costi di produzione: circa 6 euro al chilo. Tutto compreso un prezzo equo sarebbe intorno ai 14/15 euro.

Come si arriva dunque, e credetemi, non vi sto facendo una domanda retorica, ai 20, 29 euro di Milano ma anche ai 19,64 di Bologna o ai 18,20 di Roma?

Malgrado noi italiani si continui a poetare entusiasti per il gelato (la nostra classifica delle 50 migliori gelaterie artigianali è arrivata a 24mila letture in 3 giorni), e anche il prezzo del Magnum in qualunque bar non sia proprio uno scherzo, nessuno ha niente da ridire?

[Crediti | Link: Altroconsumo, Mangiare a Milano, Dissapore]

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