di Adriano Aiello 16 Dicembre 2013
Mascotte Expo 2015

Piccolo esperimento: prendete aglio, anguria, arancia, banana, fico, mais blu, mango, mela, melograno, pera e ravanelli e unite il tutto. No, non avrete un’opulenta macedonia con un paio di ingredienti fuori contesto, ma l’irricevibile Mascotte di Expo 2015, disegnata da Disney Italia, solitamente più attenta al risultato estetico.

È chiaro che chi sta dietro all’importante Fiera che Milano ospiterà tra poco più di un anno vuole complicarsi la vita. E dopo i problemi (veri) legati alla partenza dei lavori, alle questioni economiche, burocratiche e politiche, il comparto comunicazione non fa esattamente i miracoli.

La centralità etica del progetto però sbaraglia le questioni estetiche. Infatti leggiamo:

«la Famiglia di Frutti riunita in un volto unico rappresenta l’ideale sinergia tra i Paesi del modo chiamati, anche attraverso Expo Milano 2015, a rispondere con energia e positività alle sfide del nostro Pianeta sulla alimentazione, presentandosi come una vera Famiglia unica, simpatica e dinamica. Il Frutto, infine, porta con sé l’importante valore simbolico che gli è ovunque riconosciuto: Energia, Risultato (frutto del lavoro, dell’impegno, della collaborazione), Diversità e Universalità, Nutrimento, Generosità, Fecondità e Nascita, Condivisione.»

Ma siccome noi siamo individui cinici e senza cuore, sempre pronti ad armarci di sarcasmo, ma anche di sana sincerità, eccovi le nostre reazioni in ordine sparso di fronte alla creazione a #bagarozzobio (sì, gli hanno trovato il nome). E all’eccesso di maiuscole nel virgolettato.

— Minchia che bbbbbbrutta!

— Coerente con la congiuntura economica dell’Italia: siamo alla frutta.

— Evidenti i tagli alla creatività, comunque.

— “È così brutta che pare un capolavoro d’arte moderna (cit.)”.

— E se marcisce prima dell’inaugurazione?

— Ma me lo state chiedendo sul serio?

— Per curiosità: quanto è costata? Più di una spesa al mercato agricolo?

— Okay, ma dove stanno la pera e il ravanello?

— Mi piacerebbe sentire le spiegazioni del trust di cervelli del marketing che l’ha inventata. Per poi complimentarmi con le mogli che li tradiscono.

— Vietata ai maggiori di 7 anni!

— A me non pare che sto pupazzo risponda alle “sfide del nostro Pianeta sulla alimentazione”. Ma poi non ci va l’apostrofo a “sull’alimentazione”.

Ora non diteci che a voi la Mascotte piace. Tanto non ci crediamo.

[Crediti | Link: Il Post, Expo 2015]