Grom comprato da Unilever: è la fine di un sogno?

L’antefatto lo conoscete, il Codacons diffida Grom costringendo il marchio del gelato fondato da Guido Martinetti e Federico Grom nel 2003 a Torino a levare dal sito la dicitura “gelato artigianale“. Ma se permettete, da qui a dire che Grom appartiene a Unilever ce ne passa. Invece è proprio così. Al termine di una traiettoria che lo ha visto progressivamente allontanarsi dal mondo dell’artigianato alimentare, Grom, con i suoi 67 negozi disseminati in Italia e nel mondo, è stato comprato da Unilever, multinazionale da 50 miliardi di fatturato.

E così Grom finisce nell’ampio portfolio del gigante olandese, che alla voce gelati, per dire, snocciola nomi come Algida, Carte D’or, Cornetto, Ben & Jerry’s e Magnum. Tutti rispettabili ci mancherebbe, ma cosa ci fa mestamente confuso tra loro il marchio per cui era stato inventato uno slogan semplice e geniale: il gelato come una volta?

Nella comunicazione ipocrita di questi momenti Unilever e Grom dicono più o meno le stesse cose.

— Che condividono la stessa passione per il gelato e per l’approvvigionamento delle materie prime.
— Che così sarà più facile per il marchio italiano conquistare nuovi mercati.

E aggiungono che i consumatori non devono assolutamente preoccuparsi, perché i gelati di Martinetti e Grom si faranno ancora con i migliori ingredienti di Mura Mura, l’azienda agricola bio di loro proprietà, perché la produzione resterà a Torino, perché continueranno a trovare ancora e sempre il gelato che tanto amano (e se fosse proprio questo il problema?).

Ma per quanto rassicuranti provino a essere è una brutta notizia per gli appassionati di gelato. Non tanto perché l’ennesimo marchio alimentare italiano passa in mani straniere, quanto per il percorso tristanzuolo che ha modificato nella sostanza il Dna di Grom, ormai emblema della catena industriale.

Già oggi Grom funziona così: la produzione delle miscele liquide (pastorizzate o meno) avviene a Mappano, vicino a Torino. Le miscele vengono imbustate, gusto per gusto, e poi surgelate. Da qui partono e vengono distribuite in tutti i punti vendita, dove i bravi commessi (ché “gelatieri” è un po’ troppo) le scongelano, le mantecano e le trasformano in gelato.

E adesso?

Per quanto ricchi li avrà fatti diventare Unilever (al momento non circolano cifre sull’operazione), Martinetti e Grom hanno fatto bene a vendere? Hanno fatto bene a consegnare il sogno iniziato 12 anni fa in un piccolo negozio nel centro di Torino a una multinazionale che non vede l’ora di lucidare il nuovo trofeo Grom, per sistemarlo accanto a Ben & Jerry’s?

[Crediti | Link: La Stampa, Dissapore]

Avatar Prisca Sacchetti

1 Ottobre 2015

commenti (68)

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  1. Avatar gianlù63 ha detto:

    non hanno fatto bene, hanno fatto benissimo, passata la novità, Punti vendita di gelato pseudo artigianale destinati a scomparire…

    vedrete che tra qualche mese si troveranno le confezioni di gelato GROM nella GDO

    1. Avatar Carla ha detto:

      MA QUALE PSEUDO E PSEUDO… GROM è ARTIGIANALE!! SPERIAMO DI VEDERLO PRESTO NEI NEGOZI ALLA PORTATA DI TUTTI!!!

    2. Avatar gianlù63 ha detto:

      ola signora grom,
      bentornata tra noi

    3. Avatar Riflessione ha detto:

      e, che dire…ci sei andato molto molto vicino

  2. Avatar Digiovanni ha detto:

    “Per quanto ricchi li avrà fatti diventare Unilever (al momento non circolano cifre sull’operazione), Martinetti e Grom hanno fatto bene a vendere?”

    Non ha alcun senso questa domanda se non si sa per appunto a quanto è stata venduta.

  3. Avatar Paolo ha detto:

    Fa sorridere la chiusa “un sogno iniziato dodici anni fa…”
    Dodici anni fa è iniziata un’attività imprenditoriale, che come ogni attività imprenditoriale si fonda e persegue il profitto. Qualunque sia il settore di attività: gelato, carrozzeria, intermediazione immobiliare.
    Quando l’attività ha successo, si può ingrandire per linee interne, per acquisizioni (se le banche sono disposte a finanziartele), o semplicemente capitalizzando i profitti attesi tramite vendita a qualcuno interessato al business in questione.
    Nulla di originale, né nuovo nel campo degli affari. Perché stiamo parlando di affari, nevvero? Mica di buoni sentimenti e di nonne che girano a mano la gelatiera per i nipotini.
    Per quanto riguarda la continuità aziendale e il mantenimento delal gestione, valgono le medesime considerazioni: in questi casi regge per 12-24 mesi, non di più. Poi diventarà uno dei zilioni di marchi della nultinazionale, gestito come tutti gli altri da management interno.

    1. Avatar MAurizio ha detto:

      Appunto. Un classico delle storie USA di imprenditoria di successo è quella dei giovani geni che sviluppano l’idea, la fanno crescere e poi la vendono a una megamultinazionale “ritirandosi” da miliardari a meno di 30 anni. In genere in ambito informatico. Farlo in Italia, nel mondo reale mi sembra un gran bel sogno con degno coronamento.
      Quale poi possa essere l’evoluzione del marchio (e della relativa produzione “di qualità”) è da vedersi.
      Ma viste le modalità di produzione “a catena di montaggio” non vedrei come oltraggio “una gelateria per centro commerciale” 🙂

  4. Avatar sguida ha detto:

    piccola rivincita personale: 4 anni fa avevo scritto in un mio commento su questo sito che Grom ha fatto nient’altro che copiare in toto quello che ha fatto Haagen Dazs anni prima e sono stato molto criticato per questo. Avevo anche scritto che prima o poi andrà a finire nella GDO…adesso ho la quasi conferma che non mi sbagliavo. Per me a breve andrà nella GDO all’estero, non penso in Italia, sarebbe controproducente per i punti vendita che hanno già

    1. Avatar MAurizio ha detto:

      Al di la della “preveggenza” mi sembra un commento un po’ snob.
      Fatto salvo il mantenimento degli standard attuali (che dovrebbe essere “garantito” dal fatto che i fondatori non escono di scena per andarsi a godere i quattrini ai Caraibi …) che differenza c’è tra un un “prelavorato” che si finisce di lavorare in una gelateria in centro rispetto a una analoga gelateria nell’ambito di un centro commerciale/ipermercato ?
      Che poi Unilever voglia creare un “marchio” Grom in confezioni monodose o in barattolini “da bar” dovrebbe essere improbabile (per non dire suicida per l’investimento fatto)

    2. Avatar andrea soban ha detto:

      in giappone al barattolo grom ci stanno pensando da un po’

      in Italia in realtà quella fascia di mercato, più fighetta e dal prezzo più alto, unilever la copre con Ben & Jerry

    3. Avatar Paolo ha detto:

      Giusta citazione: Ben&Jerry è il marchio che spiega la logica di acquisizione del nostro Vrom.
      Curiosità: i creatori ed ex titolari, oggi fanno gelati per Unilever o si abbronzato ‘laggiù nel paese dei tropici, dove il sole è più sole che qua’?

    4. Avatar Graziano ha detto:

      Mi piacerebbe sapere cosa c’è di fighetto in un gelato fatto con olio di cocco e olio di soia…

    5. Avatar andrea soban ha detto:

      non mi risulta Ben & Jerry usi ingredienti così
      Vanilla
      CREAM, SKIM MILK, LIQUID SUGAR (SUGAR, WATER), WATER, EGG YOLKS, SUGAR, GUAR GUM, VANILLA EXTRACT, VANILLA BEANS, CARRAGEENAN.

      che io sappia Ben & Jerry non sono partecipi delle scelte aziendali, nè fanno parte di consigli di amministrazione, fanno i testimonial insomma 😉

    6. Avatar Andrea61 ha detto:

      Ne riparliamo tra un anno. Il CEO di una societá quotata in Borsa ha un solo compito: massimizzare il valore per gli azionisti.
      Comunque i miei complimenti a chi ha avuto un’idea e ci ha costruito sopra una storia imprenditoriale di successo.
      Per il resto posso solo dire R.I.P.

    7. Avatar Paolo ha detto:

      Ecco, grazie per la conferma. Più o meno il destino di tutte queste acquisizioni: incorporazione del marchio, poi il vecchio titolare al più testimonial; cmq non in posizione decisionale.

    8. Avatar sguida ha detto:

      giusto per completare il mio commento snob….una dichiarazione di oggi: i fondatori resteranno amministratori delegati dell’azienda e annunciano: “Presto faremo anche gelati confezionati” e ”continueremo a esportare la qualità italiana nel mondo”.

    9. Avatar exno ha detto:

      Ma se tu sai già tutto come mai non sei diventato tu milionario al posto loro?

    10. Avatar sguida ha detto:

      1. ho solo riportato delle loro dichiarazioni
      2. purtroppo mio padre non facceva l’enologo di casa Agnelli e perciò non potevo chiedere alla banca di casa Agnelli di farmi il mutuo e alla stampa di casa Agnelli di farmi pubblicità. E non potevo neanche farmi dare Mura Mura di casa Agnelli.

    11. Avatar Davide ha detto:

      Trovo il commento tutt’altro che snob, ha visto giusto, la Unilever può avere bisogno di un gelato da vendere al doppio dei suoi prodotti, il consumatore ricerca il prodotto genuino ma comodamente al supermercato, magari già confezionato e a qualche euro meno al kg rispetto ad un punto vendita Grom. Direi che si presta alle monoporzioni, mini barattolini e simili, non mi meraviglierei che entreranno anche da Eataly un giorno. In ogni caso, un nuovo prodotto premium, il quale può potenzialmente ridurre di molto alle gelaterie la vendita di gelato da asporto.
      P.S.: interessante la parte sugli Agnelli, qualche riferimento da poter addurre?

  5. Avatar Nome ha detto:

    “il gelato come una volta”

    E’ tutto lì l’ inghippo: come una volta…quando? 10 anni fa? 15? 20? 50?…e oltre non vado.

  6. Avatar Nome ha detto:

    C’è solo da sperare che l’ occupazione sia salvaguardata

  7. Avatar msimone ha detto:

    Hanno fatto bene perché il mercato del gelato soprattutto in italia é iperinflazionato mentre all’ estero c’é una densitá di gelaterie marginale. Quindi aspettiamoci chiusure in italia ed aperture all’ estero. E una multinazionale questo lo può fare.

  8. Avatar mari ha detto:

    Personalmente se anche si portassero il marchio e tutti i negozi non ne sentirò certo la mancanza! hanno fatto bene a capitalizzare se hanno avuto questa possibilità. Pecunia non olet! per quanto riguarda “il gelato come una volta” non hanno la più pallida idea di come si faceva.

  9. Avatar msimone ha detto:

    Senza dimenticare che erano in perdita perché hanno aperto i negozi a debito e gli oneri superavano gli utili.

  10. Avatar mario ha detto:

    Fare i complimenti a Marchetti e Grom sembra brutto ?
    A me no, quindi: complimenti !