Il gelato di Grom non è artigianale (non vorrei dire l’avevamo detto, ma ecco, l’avevamo detto)

Correva l’anno 2012, Obama veniva rieletto negli Stati Uniti e intanto in Italia ci si infervorava su Grom e sul fatto che fosse o meno una gelateria artigianale.

Ne è passato di caramello salato sotto i ponti, e oggi il Codacons rispolvera l’antica polemica e sferra l’affondo finale a Grom, che da oggi non potrà più dirsi “gelateria artigianale”.

All’epoca, lo sdegno di Guido Martinetti e Federico Grom (fondatori della catena nonché volti plastici e sorridenti nati per le campagne promozionali) era stata analizzata dal nostro Andrea Soban, che aveva messo qualche puntino sulle i.

Sì, perché la questione del gelato “artigianale” è aperta da sempre, e da sempre irrisolta anche se siamo la patria del gelato. Anzi del gelato artigianale, qualsiasi cosa significhi. Non a caso Guido Martinetti aveva risposto piccato.

E’ proprio nelle sfumature che va cercata la verità perché dire “artigianale” significa tutto e il contrario di tutto. Chi FA il gelato artigianale con le sue manine sante può essere il virtuoso gelatiere che compra le fragole e le lavora con ingredienti freschi nel suo laboratorio, ma anche quello che nella sua bottega apre i famigerati semilavorati e li mette nel mantecatore.

La legge non è chiara, il consumatore guarda piuttosto a cosa c’è nel gelato e non a come viene fatto, mentre i meno professionali aggiungono una fogliolina di menta sulla montagna di gelato e quindi ci mettono il loro tocco “artigianale” (si esagera, su, ma accade, eccome se accade).

Grom, roma, Stazione Termini

E in tutto questo, Grom che fa? E come lo fa? E dove lo fa?

Urge ricapitolare: la produzione delle miscele liquide (pastorizzate o meno) avviene a Mappano, vicino a Torino. Le miscele vengono imbustate, gusto per gusto, e poi surgelate. Da qui partono e vengono distribuite in tutti i punti vendita, dove i bravi commessi (perché forse “gelatieri” è un po’ troppo) le scongelano, le mantecano e le trasformano in gelato.

Ho il sospetto che il Codacons abbia le sue ragioni: il gelato non è fatto in loco, quindi non è artigianale. E poi il tribunale dice che ha ragione il Codacons dall’origine: Grom è una Spa (dentro c’è pure il signor Illy e anche un socio nipponico), quindi non è un’azienda artigianale, e infine il prodotto arriva anche dall’altro capo del pianeta (New York, Tokyo, Parigi, Osaka).

Nel frattempo, in qualche laboratorio artigianale (per davvero) un gelatiere soccombe allo strapotere delle catene “illuminate”. Ne restano comunque alcuni, in via d’estinzione come i Panda, che dicono no alle basi in polvere e alle buste uht e FANNO il gelato.

Anche se Grom non si è mai definita “gelateria artigianale”, ha comunque usato questo termine nella propria comunicazione e ora è stata costretta a rivedere i testi facendo fare gli straordinari ai copy.

La leggenda narra che non siano tanto i consumatori quelli col dente avvelenato, piuttosto i colleghi di categoria che soffrono dello strapotere gromiano e rosicano per il successo di Martinetti & Co.

Gelato Grom

Insomma, una vecchia storia che arriva al capolinea (forse), e di cui i tanti fan osannanti del gelato di Grom dovranno farsi una ragione.

Nel frattempo, però, artigianale o no, Grom ha allungato i suoi tentacoli ghiacciati un po’ ovunque: ha appena aperto un nuovo punto vendita a Roma Termini, qualche tempo fa è partito alla conquista di Dubai, anche se sembra che dal Giappone stia scappando per un imprevisto salasso finanziario.

Comunque, che siate Grom-addicted o no, sappiate che questi ci vedono lungo: ultimamente hanno inserito i coni senza olio di palma e (udite udite) senza glutine.

Va beh, cosa volete dirgli? Non saranno artigiani, ma sono sempre sul pezzo!

[Crediti | AdnKronos, Dissapore, Milano Finanza]

Carlotta Girola Carlotta Girola

14 Luglio 2015

commenti (86)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Paula ha detto:

    E vogliamo parlare del gusto cocco? Artigianale o no, è il miglior gusto sul pianeta.

    1. gianlù63 ha detto:

      il gelato al cocco un se pò magnà, sa di doposole.

    1. Scorpion ha detto:

      Ma pensa, e io che credevo ai vocabolari:

      artigianale agg. [der. di artigiano]. – Di o degli artigiani, fatto da un artigiano o da artigiani. Lavoro a. contrapposto ad industriale. ◆ Avv. artigianalménte, con metodo, tecnica, procedimento artigianale: mobili fabbricati artigianalmente; tappeti tessuti artigianalmente.

      Mi pare abbastanza chiaro.

  2. Clo ha detto:

    Penso che il gelato di Grom sia comunque fatto con buoni ingredienti, e indubbiamente meglio della maggior parte dei gelati confenzionati e anche di molti gelati così detti “artigianali”, che, come giustamente evidenziato nell’articolo, sono fatti con semilavorati (e aggiungo, non sempre di buona qualità).

    Sul fatto che a lamentarsi non siano i consumatori ma i concorrenti “invidiosi”, posso crederci, e infatti fuori da grom c’è sempre la fila.

    Personalmente preferisco comprare il gelato in altre gelaterie dove so che partono da ottime materie prime, frutta fresca, prodotti di qualità, e sono capaci di lavorarli con un risultato ottimo.

    Però sicuramente preferisco Grom alle gelaterie pseudo-artigianali che usano semilavorati o ai gelati industriali quasi insapore.

    Infine, sono veramente contenta che finalmente all’estero ci siano gelaterie italiane, oltre ai soliti hagen e ben & jerry!

    1. Pino ha detto:

      Già – anche in chiesa c’è tanta gente, saranno tutti rimbecilliti? – diceva mia nonna. E tanta gente guarda la tv. Io lavoro per Illy purtroppo, pure in una bella “posizione” e so quello che dico bah. Finché ci credete voi, a me va bene… adotto una foca monaca e mi pulisco la coscienza.
      Saluti, e mi raccomando forza Grommell Jawohl???

  3. Andrea ha detto:

    E’ buono? Si. Alla fine non conta altro. (c’è anche di meglio, ma è molto raro)

    1. Andrea, questo però è un tema dibattuto e delicato e, se da un lato alla fine ciò che conta è il gusto, dall’altro ancora continuo a non capire perché in altri casi (hamburger, merendine, tanto per citarne alcuni) si fanno analisi e dissertazioni degne di CSI per capire gli ingredienti che ci sono dentro, mentre per il gelato, prassi comune, “quello che conta è il gusto”.

    2. PaoloP ha detto:

      Sei la prova vivente che “i gusti sono gusti”.
      ( Come disse il gatto mentre si leccava il c*** )

    3. roberto ha detto:

      nono, conta altro. è come dire: ‘le banane Del Monte sono buone? e allora tanto basta’. no, non basta, almeno se uno si fa due domande

    4. Scorpion ha detto:

      anche i bastoncini Findus sono “buoni”. Possiamo ordinarli al posto di una bella Ombrina? Certo! Alla fine non conta altro.

  4. Albe ha detto:

    un po’ come la menata della birra artigianale… Insomma, a me interessa che sia buono (e lo è) e che non abbia dentro porcate nocive.

    1. Roberto ha detto:

      Poi pago io le tue spese mediche.

  5. Manuela ha detto:

    No. Non è raroun gelato più buono di quello di grom, basta cercarlo.

  6. Francesco ha detto:

    Una domanda per far riflettere un Po tutti, ma se fanno le basi a torino le congelano poi le scongelano e le mantecano, per la carica batterica che aumenta in maniera vertiginosa ,quindi rischio per il consumatore ,come fanno? E le varie Asl perché nn dicono nulla? Allora si può congelare ,scongelare,e ricongelare un alimento delicato come il latte? NN credo , mi piacerebbe avere una risposta seria!

  7. grace ha detto:

    Poco tempo fa ho chiesto ad un’amica diportarmi ad assaggiare il famoso gelato di Grom. Ho preso crema e cioccolato. E’ stata la prima volta, da che sono nata, che ho buttato un gelato appena assaggiato. Pessimo e caro. Il suo insppiegabile successo diventa per me il 4° mistero di Fatima.

  8. Cristiano ha detto:

    Grom sicuramente almeno è un gelato composto da materie prime certificate, selezionate e controllate, è un gelato leggero e delicato adatto ad ogni tipo di palato per assaporare il vero gusto senza aggiunta di additivi chimici, coloranti e soprattutto emulsionanti che sono quelli che gonfiano il gelato e lo rendono più vistoso agli occhi dei clienti! La mantecazione viene fatta giornalmente in ogni punto vendita per avere il gelato fresco. In più ha una caratteristica super fondamentale, il totale Gluten Free di ogni singolo prodotto che vendono che al giorno d’oggi è fondamentale per la sana vita alimentare di un celiaco!
    Ottimo 🙂

    1. Scorpion ha detto:

      Ci mancava la pubblicità.
      La mantecatura giornaliera la sanno fare anche i sassi.(ed infatti vedi La Romana, Caruso, San Crispino, La palma e tutte le catene di gelaterie sparse per il globo), tanto la fa la macchina.
      E’ il gelato che va fatto giornalmente o giù di lì, insieme alla mantecatura.

    2. NomeSilvio ha detto:

      Insomma! Ho buone informazioni e prove che ciò non sia corretto! e se qualcuno dissente può querelarmi, che il Pistacchio è dell’Iran o israeliano al massimo Greco quando va bene. Il Cioccolato Ecuador in realtà è tracciato e si evidenzia, aromi tipici del Ghana ( potrei azzardarne anche il fornitore se volete) e pertanto direi che anche in questo caso possiamo sfatare, per la Nocciola non si possono dire cose precise. Sono certo che comunque sono capaci a fare Business, e le code (se ci sono ancora) ad expo mi pareva di no! sono la prova del business che funziona. Ma come le persone in chiesa anche le mosche non sono un cattivo indicatore, e loro non sentono i gusti e non vedono i colori ma soprattutto non si fanno condizionare e in ultimo non commentano su internet!

  9. Michelle ha detto:

    Mi sembra che alla persona che ha scritto l’articolo stia un po’ sui mar*** GROM ma a parte questa sensazione scaturita dalla lettura penso ci sia una soluzione per “i colleghi di categoria che soffrono dello strapotere gromiano” e cioè fare un gelato buono come o più di quello che fa GROM che come detto nell’articolo “non si è mai definita “gelateria artigianale” ma, magari, a differenza di quelli veramente artigianali usa prodotti di ottima qualità (Azienda Agricola Mura Mura) ed è sensibile alle tematiche ambientali, cosa da non sottovalutare per niente.

    1. Maddalena ha detto:

      Adesso comparirà la signora Carla, quella che urla la sua passione per Grom.

    2. marco ha detto:

      Il problema, se hai letto bene l’articolo ma ne dubito, è che ci sono altre gelaterie, vere artigianali, che fanno un gelato più buono di quello di Grom, ma sono schiacciate dallo strapotere delle multinazionali (come Grom) o delle tasse italiane per cui, alla fine, devono chiudere bottega. E non mi venite a dire che basta fare un prodotto buono per sfondare sul mercato perchè la storia ha spesso insegnato il contrario.

    3. Scorpion ha detto:

      Di gente che fa un gelato migliore è pieno il globo. A Roma Grom fa a malapena qualche soldo nei centri commerciali per quanti la superano in qualità e rapporto qualità/prezzo sia a livello di catena che a livello di singole attività.
      Senza contare i veri artigiani del gelato che neanche lo vedono Grom e che fortunatamente sono conosciuti da molti.
      E’ l’autodefinirsi “artigianali” e il “miglior gelato del mondo” il problema, visto che non è così.