di Giulia Caligiuri 29 Ottobre 2013

Non è un paese per donne dietro ai fornelli. O meglio per donne dietro ai fornelli stellati perchè in quelli casalinghi il rapporto tra i sessi è inverso. Vecchia storia, nuove conferme.

In vista dell’uscita della Guida Michelin 2014 (attesa per il 5 novembre), i giornalisti della rivista Wired hanno analizzato il rapporto tra le donne e i ristoranti stellati della guida 2013.

Quello che è emerso non è né sconcertante, né inatteso: la netta prevalenza dei pantaloni era prevedibile e forse anche scontata. Ringraziamo però per la certificazione numerica molto visual.

Prendiamo il significativo microcosmo televisivo: chi ha mai visto una donna chef in Tv? Intendo dire protagonista di qualche trasmissione, giudice in qualche reality, ispirazione del popolo?

Chi dice Viviana Varese, vince un premio: noi qui l’adoriamo! Ma dai, siamo onesti, a quanti di voi sarebbe venuta in mente?

Telechef è uguale: Cracco, Ramsay, Oliver, Cannavacciuolo. Donna in cucina uguale Nigella, Clerici, Parodi.

Maschilismo generale o del settore? Entrambi probabilmente e non serve fare la suffragetta della situazione per osservare la realtà o riportare il pensiero della storica Emanuela Scarpellini: gli uomini cucinano per lavoro, le donne per soddisfare i bisogni della famiglia. È un riflesso della nostra società.

Riassumendo: i ristoranti stellati in Italia sono 307, quelli in cui una donna gestisce la cucina sono solo 48 (il 15,6%), quelli in cui la cucina è gestita sia da un uomo che da una donna, spesso imparentati, sono solo 5.

Altro dato importante? Le poche chef donne italiane stellate, si trovano quasi esclusivamente nel Nord, prevalentemente in Lombardia, seguita da Toscana e Piemonte.


Ho recentemente letto della nuova classifica del World economic Forum: su 136 Paesi analizzati, noi italiani siamo al 124° posto nella parità di stipendi tra i sessi (c’è una classifica di questo tipo in cui non siamo in fondo?). In più, secondo il «Gender gap index», ci collochiamo al 71° posto.

Ora che anche Wired ha rimesso al centro il problema (chissà, magari per poi fare un confronto con l’edizione 2014 e sperare nel cambiamento…), presa dallo sconforto mi chiedo: quanti decenni serviranno per arrivare almeno a una spartizione al 50% ?

[Crediti | Link: Wired, Pianeta Donna, immagini: Wired]