Me lo ha fatto notare per la prima volta Amélie Nothomb. Non che manca poco a Halloween e serve un menu a tema. No, la scrittrice dark-emo che abita in Belgio ma è nata in Giappone dice spesso che i francesi mangiano un sacco di roba imputridita. In mezzo minuto e sette parole ha alleggerito di un centinaio di quintali la grandeur gastronomica della nazione di Savarin e di Ducasse.
Ma all’inevitabile sorriso beffardo che ci increspa gli angoli della bocca segue un breve esame di coscienza: e noi, quanta roba imputridita mangiamo?
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Ci siamo mai accorti che esiste la categoria del marciume gourmet? E non parlo solo di muffe, è facile con quelle, ma anche di cadaveri di animali lasciati sfaldarsi, e di vegetali lasciati appassire.
Fame? Dicevamo di Halloween: perché non tentare gli amici con il menu putrido?
1. Aperitivo: un pezzetto di formaggio blu
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Si parte da Gorgonzola e Roquefort e si continua con Brie e Camambert.
Tutte muffe, ovvio, e per fortuna che ci sono. Per gli ipocondriaci sarà utile sapere che sono muffe di tipo penicillium: mai provato a ingurgitare una forma di Gorgonzola contro la febbre alta?
2. Spaghetti con la colatura di alici
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Una volta ho sentito dire che una tribù africana lascia i cadaveri dei propri cari sciogliersi al sole, e ne beve la colatura come segno di rispetto.
Ci penso sempre quando compro un vasetto di colatura di alici per insaporire gli spaghetti.
3. Salame
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No, non quello del banco frigo del supermercato inserito in un budello plastico asettico che non dico, per pudore, a cosa assomiglia.
Il salame vero, quello il cui impasto è inserito in un pezzo di intestino retto di maiale, fa una muffetta bianca in superficie che si appiccica sulle mani e che a me piace annusare, sporcandomi un po’ la radice del naso come una cocainomane del grasso insaturo.
4. Pane con la pasta madre
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Orgoglio del foodblogger contemporaneo, la pasta madre fa capolino dai frigoriferi di mezza Italia. Ma evidentemente si tratta di un impasto fermentato, che non ha nemmeno un ottimo odore.
Provate a dimenticarvi per troppo tempo di fare il cosiddetto rinfresco, e vedrete di che colore diventa.
5. E per contorno i crauti
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La tecnica di macerazione dei crauti prevede proprio che appassiscano: si butta l’acqua che sa di marciume e si tiene il resto (che non ha un odore migliore).
Immagino che non lo accompagnereste i würstel con l’insalata dimenticata sul fondo dell’insalatiera, ma in fondo sarebbe un valido surrogato.
6. Fetta di foie gras
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Ammetto, questo lo mangiano solo i francofili, e tutti quelli privi di una coscienza più grande dello stomaco. Ma avete mai pensato che il foie gras non è altro che un fegato malato?
Da crudo è di un bel giallo itterizia.
7. E per finire un bel passito
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L’accademia della muffa nobile è lì a ricordarcelo: il vino passito è appassito, e pure un po’ ammuffito.
E la muffa si fa pagare: dall’Amarone al Sauternes, che non a caso si sposa a meraviglia col fegato grasso di cui sopra.
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