di Francesca Romana Mezzadri 21 Maggio 2014
happy, mcdonald's

Duro lavoro, a volte, quello dei creativi. Hanno un Cliente, se sono fortunati un grosso Cliente, magari persino una Multinazionale, che va da loro e chiede di studiare una Mascotte per la prossima campagna. Il Cliente, si sa, ha sempre ragione ma raramente ha le idee chiare. In genere, fornisce indicazioni nebulose. Vuole qualcosa “che colpisca la fantasia e l’imaginazione”, “che resti impresso”, “che catturi l’attenzione dei bambini”, addirittura “che diventi un trend topic”, e via generalizzando.

Ora, i poveri creativi già lo sanno: resteranno settimane e settimane chiusi in ufficio, a fare le ore piccole davanti ai pc, staccandosene solo per riunioni fiume con grafici, disegnatori, copy e, soprattutto, con Quelli del Marketing.

Affronteranno discussioni interminabili sul concept e sul messaggio, ma anche sullo spessore di un tratto, sulla scelta di un carattere, su un Pantone o su una palette di colori. Si nutriranno di panini e snack del distributore automatico, berranno litri di caffè scadente, dormiranno quattro ore per notte ma, appena chiuderanno gli occhi, apparirà lei, la loro nemesi: la Mascotte.

Poi, come per magia, un bel giorno tutti i nodi verranno al pettine, si daranno gli ultimi ritocchi, e finalmente la Mascotte, dopo aver passato la severa disamina di qualche centinaio di persone, dal Presidente della Società al fattorino delle pizze, vedrà la luce.

Ecco l’esempio di cosa mesi di duro lavoro corale hanno saputo produrre. 

Carletto, Findus

5. Carletto di Sofficini Findus.

Chissà perché, poi, i pupazzi delle pubblicità devono sempre avere delle voci così stridule e sgradevoli. Non fa eccezione il camaleonte Carletto dei Sofficini Findus, che a dispetto dello scarso appeal mostra una longevità invidiabile. Sul suo profilo Facebook si dichiara niente meno che “Attore, intrattenitore, sex symbol, artista completo, una mente superiore in un corpo perfetto”.

Nella sua carriera quasi decennale è stato immortalato in figurine, statuine, videoclip, è andato a Sanremo, ha recitato nei panni di capo indiano e di snowboarder, di ginnasta e di ladro. Cosa non si fa per vedere i panzerotti col sorriso.

Famiglia Lete

4. Famiglia Lete.

La simpatica particella di sodio? Se l’è bevuta mamma Letizia. Che con papà Olimpo e il piccolo Leo forma una delle famiglie borghesi più fastidiose della pubblicità, la famiglia dell’acqua Lete. Lei, “casalinga, scrittrice e aspirante cuoca”, sta chiusa a casa, probabilmente ha un blog di cucina ed è apparentemente in lite col suo fisico per via di quella silhouette fatalmente a bottiglia. Lui soprattutto la ignora, preso com’è dalla lettura della Gazzetta e dalla sua vita piena di interessi di “idrogeologo, aspirante supereroe e sport dipendente” (chissà se fuori campo gioca anche al videopoker).

Il cucciolo di casa, “studente e aspirante rockstar”, sogna forse di fracassare la sua chitarra elettrica sui mobili di casa. Tutti aspirano a qualcosa, insomma. Noi vorremmo solo un sorso d’acqua per inghiottire tanti luoghi comuni e rimpiangiamo la famiglia felice del Mulino Bianco.

Famelik, Danone

3. Famelik di Danone.

Sono tempi in cui, per usare un’espressione cara ai colleghi che si occupano di cronaca, le molestie alle donne sono di drammatica attualità. Incuranti di ciò, quelli di Danone hanno pensato bene di creare Famelik, testimonial di uno snack di yogurt. L’osceno stalker di dubbio gusto si presenta a un’avvenente signorina con movenze così volgari che neanche il più becero degli spogliarellisti di periferia l’8 marzo.

La sequenza mi sembra essere stata tagliata dagli spot in onda, ma ancora appare per una frazione di secondo sullo sfondo del video reloaded su YouTube. Al claim: “Arrivo all’improvviso e più cerchi di ignorarmi più divento molesto” (cit.), il mostriciattolo ha imperversato per settimane anche su Twitter cercando invano di attirare la mia attenzione. Mi sono comportata come con il muratore che lancia apprezzamenti pesanti mentre passo a fianco della sua impalcatura: ho tirato dritto ignorandolo.

Foody, Expo 2015

2. Foody di Expo 2015.

Anche da noi i più piccoli, specialmente meneghini, non è che possano dormire sonni tranquilli. Ad affollare i loro sogni il popolo arcimbold-disneyano dei vegetali di Foody, la mascotte di Expo 2015, l’evento di cui Milano sembra non essere (ancora? mai?) sazia.

Già il concetto è complicato e ci si domanda chi possa aver pensato a un personaggio composto da personaggi, una faccia che racchiude altre facce, un minestrone di frutti e ortaggi animati dai nomi improbabili: l’aglio Guagliò, “ficcanaso ed egocentrico” (cit.) che ha indispettito nientedimenoche Roberto Maroni; il fico ribattezzato Rodolfo (Valentino? oh, che sottigliezza!); Josephine, la banana il cui nome richiama qualcosa solo a chi è nato intorno agli anni Dieci del secolo scorso e ha fatto in tempo a veder danzare Joséphine Baker col suo celebre gonnellino.

Anche i pochi minihipster che, alla mensa del loro esclusivo asilo bilingue, mangiavano felici il contorno di rape stufate, si rifiutano di farlo da quando immaginano di addentare uno dei Rap Brothers.

Happy, McDonald's

1. Happy di McDonald’s.

Con buona pace di Pharrel Walliams, autore dell’omonimo tormentone canoro del momento, Happy è il nome dato da McDonald’s al nuovo personaggio ideato per suscitare immediata simpatia nei più piccini e insegnare loro il valore di una sana alimentazione “incoraggiandoli a consumare frutta, verdura, latticini a basso contenuto di grassi e bevande salutari, come l’acqua o i succhi di frutta” (cit.).

Resta un mistero come possa riuscirci questo lunch box antropomorfo, braccia e gambe filiformi, una bocca così larga e dentata che pare volerti inghiottire in un sol boccone. Il complimento più carino che gira sui media americani in questi giorni è “terrificante”. E i bambini, impauriti, scappano a gambe levate.

Fuori categoria

Lemonhead

Ma la nuova mascotte delle caramelle Lemonhead vince tutto.

Questo è solo un piccolo campionario, si capisce. Esistono per caso nel mondo del food personaggi di fantasia (astenersi antifan di Antonio Banderas, Kevin Costner e compagnia) più detestabili di questi?

[Crediti | Link: Facebook, YouTube, Mulino Bianco, Expo, Wikipedia, McDonald’s, Business Insider]

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