di Giulia Caligiuri 22 Ottobre 2013
Davide Oldani

È uno chef famoso, prossimo ai 10 anni di attività. Ha una chioma rivedibile e grande carisma. Ha capito, in tempi non sospetti, che per avere successo l’alta qualità va garantita a prezzi abbordabili. Per mangiare al suo D’O a Milano, infatti, bisogna prenotare con mesi di anticipo.

Lui, ovviamente, è Davide Oldani.

Ma non penserete mica che il suo impegno si limiti al ristorante poco fuori Milano, una stella Michelin! Lo vediamo anche in Tv con The Chef, scrive libri, fa consulenza, si occupa anche di design per la tavola. E avrà anche una vita sociale, giustamente.

Scattano le domande: quante vite ha Oldani? Come diavolo fa a organizzare tutto? È l’incarnazione italiana di Ramsay? No, quella è Carlo Cracco.

Oggi Repubblica Milano ha pensato bene di informarsi in un’intervista (non online) titolata Histoire D’O: i primi 10 anni.

C’è la famigerata gestione delle prenotazioni: almeno 4 mesi prima si telefona, tutti devono lasciare un recapito altrimenti il tavolo va a qualcun altro. La settimana prima della data prenotata devono confermare; se non lo fanno si passa alle liste d’attesa: ci sono quelle della settimana, del giorno e anche i last minute.

“Il 1° dicembre aprirò le prenotazioni per il periodo aprile-luglio. Ai primi di settembre era già tutto esaurito fino a marzo”.

Intervista a Davide Oldani
Ma il motto ottimista-motivazionale è “siamo una squadra fortissima”. Ovviamente Oldani è il Mister, quello che supervisiona, monitora e poi sta a bordo campo durante la partita.

Tradotto: in cucina più di lui c’è Alessandro Procopio, affiancato da Wladimiro Nava. Due ottimi chef, che vantano esperienze con Troisgros, Ducasse, Martin. A gestire la sala sono invece il sommelier Manuele Pirovano e il direttore Davide Novati.

“Due conducono la cucina, due la sala, e io mi sento tranquillo. Posso fare altre cose”.

Così vanno le cose oggi. E voi, clienti trogloditi, che pensavate andando al ristorante di provare la cucina dello chef! Siete vecchi, inadeguati a cogliere lo spirito del tempo. Ci siete stati? Vi è piaciuta? La ricetta è ben eseguita? Non avete nulla da lamentarvi allora.

Del resto Oldani non è il primo e nemmeno l’unico. Sappiatelo, voi cuochi che abitate la vostra cucina a tutte le ore come ai tempi delle caverne. Non siate ridicoli, organizzatevi, su!

[Crediti | Repubblica Milano, immagine: Radio Deejay]