di Riccardo Campaci 8 Giugno 2015
space cake

Chi meglio di noi fissati per il cibo sa che alle pietanze più amate si può tranquillamente applicare la parola “dipendenza”. Altro discorso ancora sono i cibi stupefacenti, che prevedono cioè l’uso di sostanze allucinogene in grado di provocare effetti psicotropi nell’ignaro (o temerario) consumatore. Di come si combina con il cibo –burro, olio, biscotti, muesli– ne abbiamo parlato quando la marijuana è stata liberalizzata in Colorado. Personalmente, conservo un ricordo nitido del primo incontro con una Space Cake in un coffeeshop di Amsterdam.

Dietro alle paciose fattezze di un muffin al cioccolato si celava un dolce preparato con gli ingredienti consueti più l’aggiunta di marijuana sciolta a caldo in una soluzione di rhum.

Ma quali sono i cibi, le bevande, le ricette altrettanto o anche più stupefacenti? Vediamole insieme.

1. SEMI DI PAPAVERO

Se siete abituati a tempestare dolci o prodotti da forno con i semi di papavero, sappiate che appartengono alla specie Papaver somniferum, il papavero da cui si ricava l’oppio, una delle droghe più antiche.

Ora, non fate piazza pulita dei semi che sino a ieri sgranocchiavate placidi nella crosta del pane: sebbene alcuni sostengano il contrario, i semi di papavero veduti nei negozi e nei supermercati non contengono gli alcaloidi tipici dell’oppio (come la morfina).

Come da apposita legge della Commissione Europea, nei semi di papavero per uso alimentare il contenuto di alcaloidi dev’essere ridotto per limitare i rischi. Limitare, non eliminare: la malsana idea di preparare infusi con una concentrazione spropositata di semi di papavero ha causato alcuni decessi.

2. ASSENZIO

Chiamato confidenzialmente Fata Verde, l’assenzio è un distillato ricavato da un miscuglio di erbe diverse. L’ingrediente principale è la Artemisia Absinthium, l’erba da cui la bevanda prende il nome.

Inventato a fine 1700 da Pierre Ordinaire, nel secolo successivo l’assenzio si è fatto la reputazione di bevanda maledetta: era diffusa la credenza che la bevanda causasse obnubilamento mentale e dipendenza. Per questo fu frettolosamente ritirato dal commercio, per tornare in alcuni stati soltanto qualche anno fa.

Tutta colpa del tujone, un composto che favorirebbe effetti psicotropi, in realtà mai scientificamente provati.

Affinché il tujone abbia effetto bisognerebbe scolare svariati litri di assenzio, in questo caso i guai inizierebbero prima, con gli effetti dell’alcol: il distillato è tra i superalcolici più potenti raggiungendo in alcuni casi i 75 gradi alcolici.

3. MATE DE COCA

Il mate dei coca è una bevanda consumata nel Sud America, in particolare (ma non solo) nei paesi andini. E’ un infuso realizzato con le foglie di coca, le stesse foglie da cui si estraggono gli alcaloidi della cocaina. I residenti masticano le foglie di coca per beneficiare dei blandi effetti stimolanti: la presenza di alcaloidi nelle foglie è molto bassa, sebbene consumando mate de coca sia concreto il rischio di risultare positivi alla cocaina nel test delle urine.

Durante un viaggio in Perù mi è capitato di bere mate de coca, venduto in foglie intere, nelle bustine da infusione o usato nelle caramelle. Il sapore amarognolo lo ha reso ostico al mio palato, e non ho avuto effetti collaterali. Forse, come dicono i peruviani, sarà servito a combattere il mal di montagna.

4. AYAHUASCA

Restiamo sulle Ande con la ayahuasca, un decotto realizzato dalle popolazioni amazzoniche e andine con diverse piante per essere consumato durante riti religiosi o spirituali. Gli effetti allucinogeni sono riconosciuti e a oggi la ayahuasca è illegale in molti Paesi, Italia inclusa.

L’ingrediente fondamentale, responsabile degli effetti lisergici è una pianta rampicante chiamata Banisteriopsis caapi.

Se state pensando di prendere il primo aereo per Lima, sappiate che non potrete ordinarla al ristorante a fine pasto, dopo il caffè; dovrete avvicinarvi alle popolazioni indigene che la usano nei loro riti.

5. KRATOM

Pianta tipica dell’Asia Sudorientale nota ai botanici come Mitragyna speciosa. Usata nel tempo sia come erba curativa che come stupefacente, del kratom si masticano le foglie o, in alternativa, le si polverizza per appositi infusi.

Proprio nelle foglie si concentrano numerose sostanze alcaloidi che favoriscono effetti stimolanti oppure sedativi se assunte in dosi superiori. La sostanza si è diffusa rapidamente in Europa e in Italia dove non è illegale e anzi, si trova con facilità in alcuni shop online.

6. CANNABUTTER O BURRO DI CANNABIS

Nomen omen: il cannabutter è un burro fatto usando cannabis essiccata o resina di cannabis. La ricetta è semplice, il procedimento è lo stesso utilizzato per il burro aromatizzato: si fonde un panetto di burro insieme alla cannabis, si raccoglie il grasso sciolto e imbevuto di cannabinoidi, lo si fa solidificare di nuovo nel frigorifero.

Guide online alla ricetta del burro di cannabis se ne trovano tante, ed è possibile, in effetti, che il pane con il burro e la marmellata abbia tutto un altro gusto.

7. ROSPO DEL COLORADO

Il povero rospo del Colorado, detto anche Incilius alvarius, è tra i pochi esempi di droghe provenienti da animali. Vive soltanto nel deserto del Sonora, al confine fra Stati Uniti e Messico, se minacciato secerne dalla pelle sostanze tossiche che riescono a essere letali, soprattutto se ingerite.

Eppure, isolate dalla pelle del rospo e opportunamente trattate possono essere inalate e fumate con potenti effetti allucinogeni. Negli Stati Uniti sono stati documentati casi di persone che cacciavano i rospi del Colorado per procurarsi originali trip animali. 

Non adatto ai vegani.

8. TARTUFI MAGICI

Si chiamano “Magic Truffles”, tartufi allucinogeni venduti soprattutto in Olanda dopo che i classici funghi psicoattivi hanno dovuto andare in pensione per illegalità a partire dal 2009.

Una volta masticati i tartufi magici restituiscono esperienze psichedeliche assimilabili alla LSD.

Per la legge italiana sono equiparabili alle altre droghe e quindi illegali, mentre in Olanda si comprano negli smart shop dedicati, o anche online, sotto forma di spore.

9. SALVIA DIVIORUM

Originaria del Messico, la Salvia Divinorum è nota per le vigorose proprietà allucinogene. Merito della salvinorina A, sostanza presente nella foglie e considerata dal 2002 la più potente sostanza psicoattiva naturale, nonché illegale dal 2005 in Italia.

L’apparenza è simile alla salvia comune, a parte alcune differernze nella forma e nel colore delle foglie. Si assume attraverso inalazione, fumata con il tabacco, oppure masticandone le foglie. Le esperienze di chi l’ha provata descrivono effetti molto vividi. Sconsigliato combinarla con il cannabutter negli agnolotti burro e salvia.

10. SPACE CAKE

Da ultima la popolare Space Cake.  Si tratta di piccoli muffin o torte più grandi, nel cui impasto è stata aggiunta la cannabis.

Tempo fa, spinto dalla curiosità e dall’entusiasmo tipico di chi visita Amsterdam per la prima volta, ho comprato una Space Cake in un coffee shop. Mangiata con un po’ di scetticismo, e paragonata a un muffin di McDonald’s per l’assenza di qualunque effetto immediato, più tardi ha rivelato la natura di “falsa amica”.

Un’ora dopo averla mangiata allo scetticismo è subentrata l’euforia: ho riso per 15 interminabili minuti senza motivo e senza riuscire a smettere, pervaso da una sensazione di stupore autogeno mentre sdraiato sul letto osservavo il soffitto in preda alla confusione prima e al torpore poi. Svanito l’effetto, ci sono volute ore per riguadagnare distensione.

L’effetto della Space Cake è lento, l’organismo deve digerire la cannabis per poterla assimilare, ma l’intensità è più elevata e duratura rispetto a una semplice canna. A parte questa, le controindicazioni finiscono qui: non disturberete nessuno con il fumo passivo e anche i vostri polmoni ringrazieranno.

[Crediti: Foto: Siciliafan, BBC, Flickr, Magic-Truffles-Shop, Weheartit]