di Massimo Bernardi 22 Luglio 2010

I sottaceti, li odiavo che ero un bimbetto e li odio oggi. Non so se rallegrarmi o preoccuparmi, ma al super, nella corsia dei sottaceti, manco ci entro. Oleosi, unti, grassi, di colore indefinito, bleah e aribleah. Seguono a ruota i sottoli. Il sapore dei cavoli (verze, cavolfiori…) mi fa scattare la carogna, sanno di zolfo come il demonio, capace che ti impestano anche l’anima. Potrei prendere il muro a capocciate negli spigoli piuttosto che vedere un finocchio cotto. Odio i finocchi cotti con tutto me stesso, l’odore, la mollezza, il colore. Ho già detto che odio i finocchi cotti?

Mi piacerebbe sapere i motivi per cui ho sempre detestato questi cibi, forse sento un sapore diverso da quello degli altri, dev’essere il mio cervello, i recettori del gusto… come si chiamano. Da bambino odiavo un sacco di cose, molte verdure, i pomodori (i pomodori?), il vino, il fegato, la maionese, poi crescendo le cose sono cambiate. Al contrario alcuni disgusti resistono.

Forse abbiamo bisogno di un medico o di uno stregone non so, ma… quali cibi trovate repellenti che gli altri sembrano gradire? E invece, quali ribrezzi avete superato col tempo?