Settimana della Moda di Milano: 9 perfidi voti agli outfit degli chef

Imbucarsi selvaggiamente ai party: a Milano questo sarà lo sport ufficiale dei prossimi giorni, perché quando arriva la Fashion Week impazziscono tutti. Testosterone alle stelle in metropolitana all’incontro ravvicinato con modelle imbarazzantemente giraffiche, isteria collettiva per aggiudicarsi pass stampa, appostamenti di studenti di design della moda all’angolo delle strade per strappare selfie all’aiutante del portaborse del segretario di “Mr Gucci”.

Chi è sano di mente gira al largo dalla città in questa settimana, soprattutto chi capisce qualcosa di cibo. Il rischio (per le donne) è quello di acutizzare il disagio da brutto anatroccolo, oppure scegliere di mischiarsi tra la folla e poi dover a forza ingurgitare qualche elaboratissimo finger food che non sa di niente.

Non ci vado a Milano in questi giorni. Non mi ci caccio un’altra volta in questa situazione, preferisco starmene in provincia e osservare da distanza di sicurezza quello che succede.

Solo che poi mi manca, allora gioco al “Gira la moda” dello chef e compilo la pagella dei meglio-peggio vestiti.

Carlo Cracco a Good Food Good Fashion

State per assistere a un’imbarazzante galleria a metà tra cucina e passerella, vi prego non cambiate canale. Facciamoci un’idea delle tendenze moda-food per la prossima stagione, gossippiamo q.b. e godiamoci gli ultimi scorci d’estate, prima che l’autunno/inverno ci costringa a rimettere le calze.

Bruno BarbieriBruno Barbieri

1. Barbieri: bianco latte e ciuffo emo (VOTO: 4).
Bruno Barbieri si presenta così: occhialetto da hipster vintage, camice rigoroso e tradizionale, ciuffo malandrino da giovane leva. Per la prossima stagione ci aspettiamo anche delle bretelle e una rasatura più marcata sul lato destro della chioma.

Carlo CraccoGiudici masterchef

2. Cracco, new romantic barbuto sempre piaciuto (VOTO: 7).
Di recente il craccone nazionale ha dato una svolta più modaiola alla pettinatura, sacrificando un po’ di riccioli in favore di una barba più folta e di un taglio di capelli più glam. A noi piace ricordarlo anche in versione total black e con riccio piastrato per lo shooting di Masterchef.

Niko RomitoNiko Romito

3. Romito e la merinos (VOTO: 6).
Lo chef abruzzese guarda all’autunno-inverno presentando la sua nuova linea di maglieria in pura lana da sposare con un formaggio di pecora. Peccato per la scelta delle scarpe, un modello alla “This is England” che non ne fa risaltare il collo del piede.

Ciccio SultanoCiccio SultanoCiccio Sultano con una cliente

4. Ciccio Sultano e la nuova collezione (VOTO: 7 1/2).
Ciccio Sultano diventa testimonial della sua collezione di grembiuli d’autore. Il must resta il blu magenta, ma c’è anche qualche capo più coraggioso (e più chiaro) che non teme la patacca di sugo. L’attenzione al dettaglio riesce sempre a fare la differenza. L’accessorio sciarpa impreziosisce il grembiule e lo trasforma in un capo per tutte le stagioni.

Annie Feolde con due clientiAnnie Feolde e altri chef

5. Pinchiorri per il giorno e per la sera (VOTO: 5-).
Annie Feolde è nel giro che conta da diverso tempo ormai. Più versatile del solito Lagerfeld sempre riconoscibile, lei ha affinato la camaleontica dote di scegliere rigore e tradizione per il giorno e un certo gusto da TBNE per la sera (ricordate la tv che trasmette pastori cattolici che gridano ai miracoli, vero?)

Enrico Crippa con una clienteEnrico Crippa, Piazza Duomo

6. Ad Alba tira il gessato (VOTO 6+).
Enrico Crippa sfoggia per questa stagione un grembiule gessato adatto a tutte le occasioni, un vecchio classico che non tramonta mai. Acclamato dalla stampa di settore, eccolo mentre chiama sulla passerella tutti i suoi modelli e ringrazia gli ospiti della sfilata.

Heinz BeckHeinz Beck

7. Heinz Beck, ritorno all’oriente (VOTO 4)
Per un giro informale al mercato, lo chef de La Pergola opta per il casual con un jeans basico e una camicia. Come abito da cocktail, invece, Heinz sceglie il lungo. Colori pastello, nessun copricapo per esaltare la scelta minimal. Quando si dice Nippon-victim, in puro stile lezione di judo.

Gabriele BonciGabriele Bonci

8. Bonci, coppola “gangsta” (VOTO 7).
Gabriele Bonci, invece, sceglie colori pastello-nature con un camice azzurro e un grembiule ecrù che ricordano le nuance della primavera/estate. Bella l’idea della versione diurna in stile “gangsta” con coppola, ma avremmo scelto un altro colore per far risaltare meglio il suo biondo cenere.

Antonino CannavacciuoloAntonino Cannavacciuolo

9. Cannavacciuolo, quasi sufficiente (VOTO 5 1/2)
Sbarazzino in versione “moda-mare Posillipo” soffre della sovraesposizione da logo, come tutti gli ex paninari. Per la stagione più fredda privilegia i colori caldi della terra, come il marrone. La sciarpa color fungo porcino non lo slancia.

[Fotocrediti | Giornale Metropolitano, Maurizio Ghini, Altissimo Ceto, Armadillo, Reporter Gourmet, Facebook]

Carlotta Girola Carlotta Girola

18 Settembre 2014

commenti (12)

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  1. Alberto M ha detto:

    Menomale che vivo in un isola e che fortunatamente almeno in questo caso la condizione di insularità ha i suoi vantaggi, il primo è quello di restare lontani da febbrili deliri come “La settimana della Moda a Milano” ( poi mi dovete spiegare il nesso fra moda e cibo), il secondo è quello di potersi tranquillamente permettere un pasto da Roberto Petza a Siddi o da Pomata a Cagliari !! Il tutto gustando alimenti non stoffa delle modelle !!!

    1. claudia ha detto:

      “poi mi dovete spiegare il nesso fra moda e cibo”
      Il cibo è diventato moda

  2. Laura Vassallo ha detto:

    Quest’articolo mi ricorda quello dell’anno scorso sulle polo di Oldani.
    In fondo è un articolo divertente su cui possiamo farci una risata, poi subito dopo vien da pensare queste legame sempre più stretto tra moda e mondo degli chef e questo è un po’ svilente pensando all’alta cucina e quel senso di vera bellezza, eleganza, ricerca, creatività, tecnica che è ciò che contraddistingue la VERA ALTA CUCINA. Questa cucina ha bisogno solo di se stessa.

    1. Gillo ha detto:

      L’Alta Cucina ha subito(sta subendo) le stesse Trasformazioni che prima il Cinema, poi la Musica, poi il Calcio hanno già da tempo sperimentato: il fenomeno del Divismo e, in concomitanza, l’essere entrati nel mondo del Business(il cd. Show business).

      Tra i Caduti di Superga della Grande Torino e il calcio di oggi c’è un abisso.
      ( come c’è un abisso tra Adriano Olivetti e gli Affaristi-Spuculatori-Amici del potere che qualcuno, maldestramente, cerca di collegare a lui).
      Come tra Peppino e Mirella Cantarelli e gli Chef di Moda Ultramiliardari c’è un abisso.

      Alcuni Chef Stellati sono entrati nello Show business con la stessa disinvoltura con cui hanno lasciato le cucine.

      Laura, carissimi saluti.

  3. Durante la settimana della moda Milanese mi ritiro in Via Mecenate presso la pizzeria S.Michele vicino all’edicola lato verso Milano arrivando dalla tangenziale Pizza e birra euro cinque,lo chef capisce poco l’Italiano ma fa una pizza croccante e buona. Attendo li che la tempesta passi.Se si vuole pensare alla moda basta osservare gli operai che li pranzano a mezzogiorno,se li vedono Dolce e Gabbana sicuramente si impadroniscono subito del loro Work style,in abbinata il prezioso profumo Eau d’Ascelle.

    1. Gillo ha detto:

      Ricordo le stesse parole al post di Dissapore sul Fuori Salone di Milano.
      Un anticonformismo carico d’ironia e di autoironia.
      Mi rincuorano le tue parole e quelle di altri ed altre.
      Siamo, sicuramente, in minoranza… ma non siamo soli.
      Ciao, Massimo

  4. generalmente tendo a non ripetermi.Il concetto forse e’ lo stesso,ma la pizzeria e’ nuova la frequento da poco piu’ di un mese. E l’ascelle non era ancora stato lanciato : )

    1. Gillo ha detto:

      Scusami, è il concetto, è il modo di vivere i due eventi milanesi.
      In più facevo riferimento ad altri tuoi interventi su altri temi sul Blog che condivido.
      PS
      Con la sottile e croccante vai sul facile(si fa per dire).Più difficile è trovare una buona napoletana classica.Tutti aspettano Sorbillo.Nessuno ha spiegato il lungo ritardo.Il flop di Pepe-Princi ha influito secondo me: l’attesa e le aspettative sono notevoli.Milano è piena anche d’intenditori.
      Massimo, stai sicuro che non basteranno gli euro che hai speso per la croccante
      dell’immigrato.Ciao

  5. af ha detto:

    leggendo st’articolo, quasi rimpiango la moda dei reality show

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