di Cristina Scateni 25 Febbraio 2014
clienti ristorante,

Di fronte al menù di un ristorante, la lavagnetta di un bistrò, anche solo all’uomo di sala che elenca religiosamente il menù del giorno, si possono riconoscere le patologie e le perversioni di ognuno di noi.

Modi diversi di ordinare corrispondono a diverse manie, riconoscibili, catalogabili e dure a morire.

Risoluto velociraptor.
Dà un’occhiata rapida e svelto chiude davanti a sé il menù. Non lo fa solo nei ristoranti che conosce, è un professionista della velocità. Nemmeno un dubbio gli attraversa la mente. Ovviamente mette in imbarazzo la quasi totalità degli altri commensali. Il menù chiuso davanti a lui impone il ritmo agli altri, che finiranno per ordinare il piatto sbagliato nel momento sbagliato.

Dubbioso con riserva.
Non sa cosa mangiare, né cosa preferire. I lunghi menù lo mandano nel panico, comincia a sfogliare avanti e indietro le pagine. Rimanda indietro il cameriere più volte, infastidito da tanta solerzia. Ed ecco che quando finalmente si decide, ordina un piatto diverso da quello faticosamente individuato. Nei casi estremi, vorrà cambiare ordinazione due minuti dopo avere dichiarato la propria scelta.

Condivisione tuo malgrado.
Ti chiede dopo un attimo “tu cosa prendi?”. Il suo unico obiettivo è assaggiare più piatti possibili, condividere è la normalità anche se il suo dirimpettaio è pronto a segare la sua mano forchetto munita che invade il territorio. Sceglierà quindi piatti diversi dai vostri e alla fine della cena, pentito, ammetterà che le sue scelte erano sbagliate rispetto a quelle dei suoi accompagnatori.

Bibliografia da menù.
Chiede e chiede, vuol sapere tutto dei piatti che vede elencati nel menù. È abile nella complicata arte della domanda trabocchetto, non si accontenta di risposte vaghe. Il cameriere impreparato sarà costretto a una spola interminabile tra sala e cucina. Ordinerà probabilmente l’unico piatto su cui non ha chiesto lumi.

TripAdvisor.
Ha studiato il menù sul web e si è scritto una nota su ciò che deve ordinare. Si perderà il fascino della scelta emotiva, perché dopo essersi preparato meticolosamente leggendo ogni recensione possibile, ignorerà lo spirito del momento o le sue voglie. Seguirà la sua idea iniziale, guai a sentirsi dire che qualcosa nel menù è cambiato o terminato.

Lo scrutatore.
Alza la testa come un tacchino isterico pur di cogliere il contenuto dei piatti che arrivano nei tavoli di fianco al suo. Chiede anche ai vicini, se in vena di confidenze, cosa hanno ordinato e cosa stanno mangiando. Se nessun piatto transita nella sua orbita, il suo ordine sarà fatalmente compromesso.

Quello che prendi tu.
Un grande classico che in media irrita gli accompagnatori. Disinteressato al menù, ma anche al cibo in genere, copia clamorosamente un componente a caso della tavola eletto provvisoriamente leader. Decide sull’onda di un ebbrezza temporanea, la sua parola preferita è “due” messa di seguito all’ordinazione di un altro, l’unica cosa che il cameriere lo sentirà proferire.

Ossessivo compulsivo.
Deve leggere tutto il menù, così da poter essere sicuro di fare la scelta giusta. Se il menù è di 2 o 14 pagine poco importa, lui non si fermerà fino alla fine. È la moderna evoluzione del maniaco da corsia di supermercato, anche se deve comprare solo il caffè non è ammesso nella sua mente ordinata, di poter saltare anche solo la corsi del bricolage o degli strumenti da giardinaggio.

Masterchef.
Qualsiasi cosa lui sappia cucinare, allora non è oggetto del suo interesse. Si mette in competizione diretta con il cuoco e se minimante il piatto rientra in quelli in cui crede di essere insuperabile, niente da fare. Non è disposto a mettersi in gioco, né a riconsiderare la sua idea di quel piatto. Ordina altro, tirando il mento in avanti in Rachidiana movenza.

Dipende da chi paga.
La scelta del piatto dipende strettamente da chi salderà il conto finale. Legge e compara prezzi, cerca di indirizzare gli altri in una scelta low profile elencando doti e benefici del piatto, se sarà lui a pagare. Se non paga lui, ovviamente diventerà il più curioso degli sperimentatori da ristorante. Va da sé, che riceverà sempre meno inviti a cena e sempre più conti alla romana da saldare. Va in panico solo quando non sa come andrà a finire, diventando persino indeciso.

Dipende da chi paga – ordine inverso.
Va da sé che un ospite particolarmente morigerato, si sentirà in imbarazzo a ordinare piatti troppo costosi se non si sente pienamente a suo agio. Agirà in ordine inverso, tentennerà nell’ordine fino a che il pagante avrà effettuato la sua scelta. È un tipo versatile pronto a sciorinare e cambiare in corsa le sue scelte, guidato dal buon senso.

Dove siete voi? Dite la verità, aggiungete nuove maniacali categorie o vi veniamo a spiare quando ordinate al ristorante.

[Crediti | Foto di copertina: elaborazione di un’immagine di Thrillist.com]