di Prisca Sacchetti 27 Novembre 2014
Caterina Balivo, il più grande pasticcere

E parliamo di Il più grande pasticcere. Facciamolo come se Aldo Grasso, oggi sul Corriere, non avesse usato per il “baking talent show” di Rai2 la sua arma più affilata: una critica dura, netta, sferzante. Probabilmente le parole meno accomodanti che il celebre critico televisivo abbia mai usato per bollare un programma di cucina.

Spicca subito quel nickname affilato: “Il Grande Pasticcione”. Che va equamente diviso tra programma vero e proprio e la Rai. La Rai del canone, la Rai del servizio pubblico:

“Ma se Rai2 si mette a fare (male) il verso a Real Time dov’è che sbagliamo parlando di missione dell’azienda?”.

Per chi non sapesse di cosa si ciancia, ipotesi credibile visti i risibili ascolti della prima puntata (5,64 % di share con 1 milione e 400mila spettatori), Il più Grande Pasticcere è una gara tra aspiranti pasticceri presentata da Caterina Balivo (vabbè). Su Rai2 in prima serata il martedì, è un adattamento del format francese “Qui sera le prochain grand pâtissier” che prevede la presenza di 3 giudici, pasticceri rinomati, e un venerato maestro che cambia ogni puntata.

Il più grande pasticcere, Roberto Rinaldini

La preparazione di Luigi Biasetto, Leonardo Di Carlo e Roberto Rinaldini è fuori discussione, come confermato da tante classifiche di Dissapore. Il maestro era addirittura Iginio Massari, forse il migliore pasticcere italiano. I concorrenti non ci hanno risparmiato nessuno dei tossici cliché del talent show di cucina, emotivi, sboccati, spontanei come automi in una canzone dei Kraftwerk.   

Il più grande pasticcere, caterina balivo

Ma è la confezione del programma che non funziona, senza personalità e senza ritmo (non un peccato veniale per programmi che vivono di montaggio). I giudici fanno i cattivi per contratto con scopiazzature di Cracco e Bastianich a tratti imbarazzanti, specie da parte di Rinaldini. 

Il più grande pasticcere, concorrenti

Stonano sei (6!) autori per un risultato tanto modesto, bocciato senza appello da Grasso come “brutta copia di Bake Off Italia (con Benedetta Parodi) e Masterchef. Anche un po’ di Il Boss delle torte”.

Va bene che l’indigestione dei programmi di cucina in tv ci rende dipendenti, ma c’è un limite anche al copiaincolla. Specie se in ritardo cane.

[Crediti | Link: Caorriere, TvBlog, Dissapore. Immagini: Cinque Quotidiano, TvBlog]

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