di Massimo Bernardi 26 Luglio 2012
Davide Oldani, Gordon Ramsay, Le Gavroche

Per la serie forse non tutti sanno che. Ieri (vent’anni fa) hanno lavorato insieme al Gavroche di Londra, monumento dell’alta cucina londinese. Oggi “uno è il mostro Ramsay, 13 stelle Michelin, 39 ristoranti, una ventina di libri e 38 milioni di dollari guadagnati nell’ultimo anno; esplosivo, amato, contestato. L’altro è il visionario Oldani, che 10 anni fa, quando nessuno ci pensava, ha inaugurato la filosofia della grande qualità a prezzi sensati; educato, riservato, meditativo.

Se le davano di santa ragione suggerisce Panorama che –Carramba!– questa settimana li ha fatti ritrovare per un’intervista doppia.

Ora, non è che potete scroccare la lettura senza pagare dazio. Che li valga o meno, per il settimanale abbiamo comunque pagato il prezzo di copertina. Ecco la richiesta. Immedesimatevi e prendete apertamente posizione: vi calate più volentieri nei panni di Ramsay o di Oldani? Per facilitarvi il compito, segue elenco delle persone e cose citate nell’intervista.

MASTERCHEF.
Ramsay: E’ un concentrato di quel che avviene ogni giorno in tutti i ristoranti da centinaia di coperti. Altrimenti si chiude.
Oldani: Io spiego e correggo l’errore. Se si ripete, ignoro il colpevole per una settimana.

FERRARI/CHEF NEI RISTORANTI.
Ramsay: Sono appena stato a Modena a comprarmene una: non ho domandato chi avvita i bulloni. Io sono la Ferrari della cucina. Quando non sono in cucina, ai fornelli si lavora come fossi presente.
Oldani: Al D’O io ci devo essere. Io sto alla bicicletta Colnago che mi sono appena comprato come Ramsay alla Ferrari. Non innesto la marcia, pedalo.

CRITICA GASTRONOMICA.
Ramsay: Non so che farmene. Il giudizio che mi interessa è quello dei clienti che tirano fuori fior di quattrini per un’esperienza Ramsay.
Oldani: Nessun critico dell’ultima ora, per favore. Oppure: dimostrino che dsanno cucinare almeno come me e mi aiutino a migliorare.

GIRO DELLA SALA PER SALUTARE I CLIENTI.
Ramsay: Sono scozzese, ossequiare i ricchi&famosi non è il mio genere. Casomoi vengono loro in cucina.
Oldani: Passo tra i tavoli.

CUOCHI VENTENNI E TATUATI CHE PREPARANO IL FUNERALE AGLI ULTRAQUARANTENNI.
Ramsay: Solo i vecchi tromboni restano fuori. La parola chiave non è innovare ma saper durare. Io sono uscito dalla crisi della mia holding nel 2008 semplificando i menu, usando prodotti locali, creando una lista di 100 vini al bicchiere.
Odani: Se pretendi di essere bravo solo perché esibisci i bicipiti tatuati non hai capito ninete. Non vedo un movimento.

COSA FARANNO TRA VENT’ANNI.
Ramsay: Forse mi dedicherò a insegnare.
Oldani: L’universo della tavola: design, etica, giusto profitto, e sono solo all’inizio.

COSA PENSANO L’UNO DELL’ALTRO.
Ramsay: L’ho raccomandato perché vorrei che fosse tra i protagonisti di una futura edizione di Masterchef: ha il fisico e la testa.
Oldani: Non dirigerei un ristorante di Ramsay, col D’O, un locale tutto mio, ho dimostrato che si può offrire un pasto di qualità a 11,50 euro.

[Crediti | Panorama, Dissapore, immagine: Panorama]