di Giulia Caligiuri 9 Dicembre 2013
Matteo Renzi

Svolgiamo finalmente il ruolo di un grande media d’informazione e diamo una notizia poco nota ai più: ieri si sono svolte le votazioni per le primarie del PD. E ha vinto Matteo Renzi. Ah, lo sapevate!  Però potreste non sapere o ricordare che, gastrofanatici come siamo, avevamo braccato il poveretto un anno fa, alle scorse primarie, per discutere di un programma “gastronomico” attuabile in caso di vittoria. Non di sola rottamazione vive l’uomo no? Nemmeno Renzi!

Ecco, mio caro nuovo leader assoluto del centro-sinistra (posso ancora darti del tu, vero?), noi abbiamo il video. E quindi le prove di quello che tu dicesti, pronti ad impugnarle con crassa leziosità.

Meno ministeri, meno ministri. Ma soprattutto, attenzione centrale ai prodotti gastronomici. “Perché questo è uno dei pochi settori che continua a tirare e va aiutato di più. Bisogna essere più orgogliosi di ciò che l’Italia ha fatto in questo campo e di quello che hanno fatto i privati, poco sostenuti dalla politica”.

Ecco.

Ti facemmo anche un test, per valutare quanto di sinistra fosse il tuo palato. Vale ancora, sì? Vediamo di utilizzarlo per tracciare i trend della gastronomia nella penisola durante i prossimi mesi. Suona un po’ come “la cucina italiana all’epoca di Renzi”.

Cucina esotica o comfort food?

1) Tempi grami per la cucina esotica: ritorna la cucina di casa, che il nuovo leader del PD preferisce per la sua autenticità. Comfort food, perché dai, non scherziamo, la cucina di mamma è sempre la migliore.

Pizza e hamburger o alternative salutiste?

2) Pizza con mozzarella di bufala: impennata di prodotti tipici, di qualità, bontà e tradizione. E quindi, ancora una volta, un desiderio di riscoperta delle origini. L’esotismo non serve a noi italiani.

Vino o Coca Cola?

3) Vino, vino, vino. Macché Coca-Cola! Saremo pure meno lucidi dopo una bottiglia di “Barolo di un certo spessore”, ma felici e beati. Su questo, non ci piove.

Eataly sì o no?

4) Eataly Eataly Eataly. Il colosso di Farinetti non ha il minimo bisogno di pubblicità? Ma a Renzi piace tantissimo. Ce n’eravamo accorti.

Renzi gastrofanatico?

5) Condividere bei momenti a tavola, intorno a del buon cibo, diventare partigiani dello stare insieme. Il gastrofanatismo è dunque una caratteristica intrinseca del nostro Paese, perché “l’Italia (pausa) è gastrofanatica”. Ma Renzi ha mai tempo per mangiare?

Ora, quello che avete fatto e che farete nel buio del vostro seggio non lo voglio sapere. Ma voglio chiedervi: riuscirà il nostro gastrofighetto d’adozione a mantenere quel sano appetito che l’ha contraddistinto fino a ieri? Manterrà la promessa di restituire dignità al prodotto culinario italiano e al popolo stesso?

[Crediti | Link: Dissapore, intervista: Andrea Gori]