di Lorenza Fumelli 15 Aprile 2013
Anna Maschio

Siete mai stati al Vinitaly? Ma sì dai, scommetto che molti di voi ci sono stati. Al rientro dall’ennesima esperienza alla mega fiera del vino a Verona, mi sento di aver imparato qualcosa in più e guarda un po’, chi lo avrebbe mai detto, voglio condividerlo con voi.

La prima cosa che ho imparato è che girare un video (quello qui sopra) al Vinitaly è un’impresa complicata ma può essere estremamente divertente. Per merito e colpa del caos, degli ettolitri di vino e della gente un po’ brilla, presenti inclusi. Vedere per credere.

Poi ho appreso finalmente la differenza tra grappa e acquavite d’uva , questo grazie al nostro sponsor, la Distilleria Bonaventura Maschio, che produce entrambe le bevande e si impegna da anni per far chiarezza sulla diversa natura dei due distillati, cosa come vedrete nel video poco nota ai più.

Insomma, per sintetizzare, ho imparato che:

– Il porno divo Rocco Siffredi è molto più alto dal vivo che nei suoi video. Non che ne abbia mai visti, figuriamoci.
– Il giudice di Mastechef e produttore di vino Joe Bastianich è più basso dal vivo che nelle puntante del programma, e quelle le ho viste tutte.
– L’acquavite d’uva è un distillato del mosto.
– Mentre la grappa è un distillato delle vinacce.
– La moglie di Rocco Siffredi è una donna gentile e bellissima.
– Ah, per vinacce si intende quel mappazzone che puzza di cantina formato da graspi, bucce e vinaccioli.

Ho anche imparato che:

– se fossi stata al posto di uno dei malcapitati signori del video qui sopra, avrei fatto un pessima figura.
– Degustare grappa e acquavite prima di pranzo ha un ché di spericolato
– Adoro i vini austriaci, soprattutto se raccontati da chi se ne intende.
– Entrare al Vinitaly gratuitamente è facile solo se sei uno dei 2.496 giornalisti, un blogger straniero di successo o un caro amico di qualche espositore.
– Che la superficie della fiera è di 94.862 mq.
– I 140.655 visitatori, camminando chilometri e chilometri ogni giorno, non riescono ad assaggiare che una minuscola percentuale dei vini esposti dagli oltre 4000 produttori presenti in fiera.
– Che il vino naturale non si deve chiamare “naturale” per legge, ma tanto, comunque, lo chiamano tutti così.
– I capperi di Pantelleria prodotti da Gabrio Bini sono meglio delle caramelle.
– Alcune persone quando bevono molto o molto male diventano sgradevoli, maleducate, volgari, inopportune, scomposte, pacchiane, sguaiate, rozze, becere, e tutti i peggiori aggettivi che vi vengono in mente.

Ho anche imparato che:

– Verona è un gioiello.
– Ma non riesce a far fronte alla massa di gente che si riversa lì per il Vinitaly. E questa condizione non migliora, anzi, casomai peggiora di anno in anno.
– Che i 3 ristoranti più gettonati durante l’edizione 2013 sono stati: I 4 Cuochi del pasticcere Giancarlo Perbellini a Verona, la pizzeria I Tigli di Simone Padoan a San Bonifacio, L’Antica bottega del Vino al centro della città.
– Che a I 4 Cuochi la particolarità è che gli chef servono ai tavoli. Quando ci sono stata io però era pieno di camerieri.
– E comunque è la piccola enoteca Sottoriva la più cool per le feste fino a tarda.
– Potete anche non crederci, ma il distributore di benzina subito dopo l’uscita San Zeno è meta ambita per il fine giornata con cocktail, birre, champagne e produttori abbracciati a visitatori abbracciati a signore taccate e minigonnate abbracciate a tavolini, in attesa che il traffico si plachi. Mai prima di due ore.
– Ho imparato che per dormire a Verona durante la fiera devi prenotare l’anno prima.
– Che se non hai prenotato un tavolo nei ristoranti interni al Vinitaly è meglio che ti organizzi da casa con il pranzo al sacco.
– Oppure, ma questo è un segreto, puoi sempre pedinare un cuoco incontrato per caso fino allo stand dove sta per cucinare. Io ho pedinato Alessandro Frassica (‘Ino) e Pasquale Torrente (il Convento di Cetara). M’è andata bene.

Ho anche imparato che:

– tra gli spumanti italiani, preferisco i Trento doc.
– Qualcuno chiama Prosecco qualsiasi vino con le bolle, che è peggio di non sapere la differenza tra grappa e acquavite d’uva.
– I ragazzini ubriachi che vomitano negli angoli sono uno spettacolo davvero poco edificante.
– Non si possono portare bottiglie fuori dal Vinitaly neanche se preghi, piangi, strisci, singhiozzi, urli, contesti, sbatti, ammicchi, occhieggi, inventi, dribli.

E mi pare sia tutto. No?

[Crediti | Video: Lorenza Fumelli]