di Martina Liverani 14 Giugno 2012
lievito, madre

Peggio delle neo-mamme che parlano solo di pannolini, latte in polvere e malattie della prima infanzia, ci sono quelle che sfoggiano le proprie attitudini materne sui panetti di pasta madre.

Sia chiaro, non ho nulla contro i panetti di pasta madre, anche io ne ho un paio in frigo, ma lo si può semplicemente considerare lievito, senza necessariamente dargli un nome, trattarlo come un figlio e vivere in sua funzione?

Il paradosso è che nel Paese della nascita-zero, le pasta-madri sono in aumento vertiginoso. E capita spesso di ascoltare simili conversazioni:

—   Io ne ho due, Ettore e Agata, ma so già che ne vorrò un terzo, così almeno si fanno compagnia;

—   Il mio cresce tantissimo,  in una settimana è praticamente raddoppiato, ha preso tutto da suo padre!

—   Vieni al cinema stasera?  No, oggi è giovedì, non posso. Devo rinfrescare il mio panetto …

— Quest’estate noi andremo in Basilicata un paio di settimane, ti unisci a noi? Ma che scherzi? E come faccio con il panetto… mica lo posso abbandonare due settimane di fila, no?

—   No, tesoro, non possiamo farlo qui sul tavolo della cucina. Il panetto ci potrebbe vedere…

—   Ti odio! Me ne vado! E sia chiaro: il panetto resta con me! Lo potrai vedere solo nei finesettimana.

— E se questo weekend ce ne andassimo al mare? Non se ne parla. Venerdì rinfresco il panetto, poi impasto, faccio una prima lievitazione di 12 ore, poi una seconda di 24 ma senza olio, reimpasto aggiungendo olio e sale. Così domenica sera ci mangiamo una pizza veloce. Non è meraviglioso?

Per non parlare dei pasta-padre sempre assenti, i pasta-nonni che poi “lo viziano”, la difficoltà di trovare pasta-madre-sitter madrelingua inglese, e poi dove li metto durante l’estate?

Dicevo, anche io ho i panetti, ma più che una mamma modello, mi sento una specie di Juno  (No sentite io vado ancora al liceo, non sono pronta per fare la madre. Cit.) nonostante abbia doppio dei suoi anni. Oppure mi sento come Renèe Michel, la portinaia de L’Eleganza del Riccio che dice “non ho figli, (non ho panetti di pasta madre ndr) non guardo la televisione e non credo in dio, tutti sentieri che gli uomini calpestano per rendere la loro vita più semplice.”

Insomma, ditemi voi, che di certo siete più esperti di me, si può essere pasta-madri, ma con un certo equilibrio?

Si può avere un panetto in frigo, ma anche una vita propria?

Altri?

[Crediti | Immagine: Flickr/Nicola since 1972]