di Rossella Neri 20 Ottobre 2014
Tetraedro anni 70

Il vero colore del latte l’ho visto cinque anni fa, quando per la prima volta sono andata al distributore della Coldiretti. Il colore non era bianco, ma io non lo sapevo. Come non sapevo che fosse un alimento anche da solo sino a quando, rischiando la vita, secondo alcuni, non l’ho sorseggiato da una bottiglia di latte crudo (si fa presto a dire bottiglia, per trovarne una che si infilasse nel distributore ci sono voluti tre tentativi).

Quella dei contenitori del latte è una storia di vita e di design. Provate a googlare “contenitore del latte” e troverete bottiglie trasformate in lampadari e lattine in portaombrelli, così capirete che, volenti o nolenti, siamo sempre stati immersi nel latte.

Ho uno zio con la passione per la cultura contadina che mi ha fatto fare qualche foto alla sua collezione, il resto l’ho cercato fuori, ma sempre a colpi di memoria famigliare. Mi sono anche impegnata a rinfrescare la conoscenza delle latterie, negozi popolari in Italia sino all’inizio degli anni 70.

Latteria anni 60latteria di Milano anni 50latteria di Roma anni 50Latteria di Pescara anni 40

L’età dell’alluminio
Prima dell’avvento della bottiglia di vetro il latte era affare da alluminio. I negozianti al dettaglio avevano il latte nelle grandi latte arci-note. Ma per prelevare il latte usavano dei misurini certificati dall’autorità a contenere un quarto di litro o mezzo litro di latte.

L’acquirente invece si presentava all’acquisto con un contenitore in alluminio anch’esso, con il tappo ermetico e un manico abbastanza lungo: c’era così da fare che immagino che nel frattempo si sparlasse dell’intero quartiere.

latteria al dettagliomisurini di alluminiocontenitore in alluminio

Ma c’era una pratica infantile più divertente: quando la mamma ti mandava a prendere il latte era usanza tra i più avventurosi tentare il giro della morte, far roteare il bricco molto velocemente sperando che la forza centrifuga tenesse incollato il coperchio al bricco. Se il giro della morte falliva il giorno dopo niente colazione.

Latte in vetro

bottiglia di latte con stagnola

Dopo il contentitore di stagnola fu l’avvento della bottiglia di latte, l’oggetto di design più abusato da esseri incomprensibili quali i gastroarchitetti e i food pornographer. La bottiglia teneva un litro, e da lì non si scappava, così almeno i commercianti smisero di fare il doppio fondo ai misurini e razionare le porzioni.

La bottiglia, che il più volte veniva riportata sporca e lavata direttamente in negozio, veniva riempita e poi chiusa con un tappo di stagnola, l’unico elemento a perdere dell’intera transazione.

Tetraedro

tetrapacktetrapack da bere

Il marchio Tetra Pak fu registrato nel 1950, e il suo nome lo deve al fatto che fu per la prima volta un latte a forma di tetraedro; il primo tetra pak fu realizzato a Stoccolma nel 1953 su idea di un certo Erik Wallemberg.

In Italia arrivò sul finire degli anni Sessanta, al Nord prima che al Sud visto che lo stabilimento di Tetra Pak Italia è a Rubiera (RE). Il tetraedro era da litro, mezzo litro e anche da 200 ml, per una sorsata e via. Negli anni Settanta nacque Tetra Brick, che tuttavia continuiamo a chiamare Tetra Pak, più conosciuto da chi oggi ha meno di 40 anni.

Cartone del latte

latte a lunga conservazione
Il cartone del latte a lunga conservazione ha riempito l’infanzia (e gli spuntini notturni) di chi come me è nato tra la fine degli anni Settanta e i primi anno Ottanta.

Dovevi sollevare l’angolo e tagliarne via un pezzetto che era sempre: o troppo largo e il latte usciva immediatamente sul tavolo e sul pavimento, o troppo stretto e per farlo uscire dovevi esercitare una pressione tanto forte che il latte usciva con una gittata da competizione.

A volte dalla cucina riuscivi a riempire la tazza di un famigliare in salotto.

Bottiglia di plastica

richiudibile
Quando arrivammo alla bottiglia di plastica che imitava la vecchia bottiglia di vetro abbiamo avuto tutti il sentore che un ciclo si fosse chiuso. La forma è la stessa, la sostanza no.

Ormai il latte latte è da sfigati, meglio quello alleggerito in lattosio, arricchito in omegatre e che dura 30 mesi fuori dal frigo e ti prepara il cappuccino da solo.

Distributore

distributore di latte

La chiusura del cerchio doveva ancora arrivare davvero: il distributore del latte, che funziona come la vecchietta della latteria anni Cinquanta ma non ti racconta la storia di tutte le altre massaie del quartiere, è affar dei giorni nostri.

In fondo vi ho raccontato una storia a lieto fine: il latte è tornato buono.

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