Le cassiere della Coop: ride bene chi ride ultimo

C’era una volta il diritto di essere incavolati. E di esserlo malgrado un lavoro in pubblico. Certo, non maleducati e sempre efficienti con i clienti, ma sorrisi, uhm, pochini. Casomai tirati. Adesso, invece, quel diritto sembra essere a rischio. E la lettera aperta indirizzata qualche mese fa da un gruppo di cassiere Coop insoddisfatte per le condizioni […]

Luciana Littizzetto, Coop

C’era una volta il diritto di essere incavolati. E di esserlo malgrado un lavoro in pubblico. Certo, non maleducati e sempre efficienti con i clienti, ma sorrisi, uhm, pochini. Casomai tirati.

Adesso, invece, quel diritto sembra essere a rischio. E la lettera aperta indirizzata qualche mese fa da un gruppo di cassiere Coop insoddisfatte per le condizioni di lavoro alla testimonial Luciana Littizzetto, suona profetica quando accenna ai sorrisi:

“Cara Luciana, lo sai cosa si nasconde dietro il sorriso di una cassiera che ti chiede di quante buste hai bisogno? […] Siamo sorridenti alla cassa ma anche terribilmente incazzate”.

Chissà cosa direbbero oggi della nuova proposta di contratto per i dipendenti Coop Estense, una tra le società del marchio, che sta sollevando uno tsunami di polemiche.

Ogni dipendente avrà una scheda individuale con criteri di valutazione quali:
— pulizia del grembiule
— sobrietà del comportamento,
— modo di rapportarsi ai clienti
— e appunto, sorriso sempre presente sul volto.

Intendiamoci, i musoni non rischiano il licenziamento, dovranno semplicemente fare a meno degli extra in busta paga.

I sindacati sono praticamente insorti.

“La sobrietà dei comportamenti e i criteri di carattere estetico sono elementi troppo discrezionali”, si è lamentato Alessio Di Labio, responsabile Filcams Cgil.

Ma la condanna è stata bipartisan.

“Un passo decisivo verso la trasformazione dell’uomo in automa senza libere emozioni, una specie di invasione degli ultracorpi” ha tuonato ieri Libero, paragonando le cassiere della Coop a burattini e animali ammaestrati.

Mentre le cassiere annunciano l’unico sciopero possibile, date le circostanze: niente sorriso per un giorno, indiscriminatamente, a nessun cliente.

Ance se siamo stati colti da improvviso e irrefrenabile impulso di strozzare il cameriere scorbutico o la cassiera maleducata un numero imprecisabile di volte, l’idea che il sorriso venga imposto per contratto sembra in effetti un paradosso.

E secondo voi, questa rivendicazione della libertà di essere insopportabili va presa sul serio?

[Crediti | Link: Dissapore, Corriere, Libero. Immagine: Padova Donne]

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