Le Michelangelo: quell’analogia tra cani e bambini al ristorante

Le Michelangelo: quell’analogia tra cani e bambini al ristorante

Ci sono in Germania gli alberghi e i caffè “kinder verboten”. In Spagna, la catena Sandals accetta ospiti a partire dai 18 anni. La compagnia inglese Thomas Cook vola per le isole europee solo con adulti. Turismo no-kid o esaltazione della sterilità, non si capisce.

Si torna a parlare di bambinofobia dopo che al ristorante Le Michelangelo di Antibes –Costa Azzurra più esclusiva, cucina italiana, conto gagliardo e sterminata galleria di foto con vip–  il gestore nonno ha proibito l’ingresso a una famigliola con lattante al seguito.

Io non proibisco il ristorante ai neonati, è coi passeggini che non sono d’accordo. Disturbano la tranquillità dei clienti e pongono problemi alla sicurezza“.

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Non è la prima volta che gli infanti vengono assimilati ai cani, qualche anno fa in un’avventata intervista al proprietario dell’hotel Scalinatella di Capri, appena insignito del titolo “best of the world” dai lettori del mensile statunitense Condé Nast Traveller”, un quotidiano scriveva:

Segno di enorme civiltà, i bambini non sono bene accetti tanto quanto gli animali e i telefonini accesi“. Analogie virtuose.

Magari a mezza bocca, ma pure altri alberghi celebri tipo Alpin Garden in Val Gardena o Palazzo Hedone a Scicli prediligono i turisti esigenti delle classi sociali medio-alte senza figli. Divieto peraltro fuorilegge, gli albergatori sono tenuti a respingere i clienti soltanto se sforniti di documento di identità.

George Clooney a Le Michelangelo

Jude Law a Le Michelangelo

Quentin Tarantino a Le Michelangelo

Le michelangelo, vietati i passeggini

Non ho figli, eppure la mia idea di civiltà non corrisponde a una casa di riposo per vecchi milionari, artificialmente ravvivata da una galleria di faccione vip. Allo stesso tempo, lo riconosco, mi è capitato di indirizzare occhiatacce e rimbrotti ai genitori di bambini rumorosi, perché è chiaro che il problema sono i genitori che si comportano come fossero a casa loro.

Da qui a volerli rinchiuderli in una stanza insonorizzata ce ne passa, però.

[Crediti | Link: La Stampa, Corriere.it]