di Adriano Aiello 4 Maggio 2015

Tra tutte le battaglie enologiche con cui capita di mortificarsi l’apparato genitale, quella Italia vs Francia è la più svilente e fuori fuoco. A dire il vero è sostenuta quasi esclusivamente fuori dal ring enocentrico. Vive nei salotti, negli interventi ministeriali, nelle pieghe della retorica e dei comunicati stampa diversamente sobri.

Partiamo da un assioma: la grande varietà italiana, le numerose punte qualitative, la quantità infinita di vitigni autoctoni reggono benissimo il passo con i cugini transalpini, ma le grandi bevute parlano molto più spesso la lingua francese.

Non è un caso che quando riscopriamo un nostro vitigno lo nobilitiamo sempre attraverso il confronto: il Rossese e il Nerello mascalese che ricordano il Pinot nero di Borgogna, alcuni Fiano che sembrano Chablis, i metodo classico più caratteristici che dovrebbero reggere il paragone con lo Champagne. Varie ed eventuali.

Non è un caso nemmeno che un secolo di cinema americano ha raccontato il lusso attraverso vecchi rossi francesi e naturalmente innaffiando tutto con lo Champagne. Merito della grandezza dei vini e della capacità transalpina di sapere valorizzare i propri prodotti.

Il risultato è che bere in Francia può essere illuminante quanto dispersivo, entusiasmante quanto lucrativo.

Vediamo di trovare qualche bottiglia apripista a prezzi umani partendo dal luna park mondiale del vino: la Borgogna. Qui Pinot Noir e Chardonnay raggiungono vette incredibili, ma i più grandi conoscitori sostengono che dopo 20 anni di studio del territorio si fa ancora fatica a ritenersi esperti.

Visto che sono lontano anche dai 20 anni di studio e squattrinato, spostiamoci più a sud, verso Lione, nel Mâconnais, terra per il golf e le vacanze, dove e i prezzi si abbassano (specie se avete modo di comprarli in loco), le cooperative sociali regnano e il rosso non tiene il passo degli splendidi Chardonnay, al cui nome è dedicato anche un comune. E poi fa già caldo e noi beviamo bianco, appunto.

 

 

Macon Guillot-Broux 2013

Scoperto da Remigio a Roma, è stata infatuazione immediata. Perfettamente in linea con la mia idea di vino bianco: aromaticità intensa ma non invadente, bocca scattante, grande pulizia, bell’allungo, beva memorabile. Lo trovate intorno ai 20 euro.

Secondo me potresti parlare dei su citati Bret. Non solo perché lo importo io ma perché sono trai i bianchisti migliori della regione. Castagno è frocio per i loro vini e Rvf gli ha fatto 2 copertine negli ultimi sei mesi

Borgogna del Sud | I Bret Brothers, La Soufrandière e gli chardonnay di terroir

Ecco, se poi volete proprio bere rosso prendete la macchina e fate qualche decina di chilometri. A sud, a nord, o a ovest. Non potete sbagliare.

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