di Giovanni Puglisi 12 Marzo 2014
Book Club

Il segreto della creatività è saper nascondere le proprie fonti – ma anche saperle riarrangiare. Di seguito, 10 libri che hanno ispirato parole e atmosfere del poco che ho scritto: nutrimento per l’immaginario, per il vocabolario o per un bagaglio culturale da gastronomo fissato; dice Stephen King “per me hanno funzionato, magari funzioneranno anche per voi”.

11) John Steinbeck – The Grapes of Wrath (“Furore”).

Per sentire la terra che vibra, la rabbia dell’uomo che ne viene distaccato come dentro a un aborto violento dalle logiche del profitto nascente. Retrospettiva storica sulla prima germinazione della green revolution dalla desertica prosa di uno dei più grandi autori statunitensi.

E alla fine i delegati dei proprietari arrivavano al punto. La mezzadria non può più funzionare. Un uomo con un trattore può prendere il posto di dodici o quattordici famiglie. Gli si dà un salario e si prende tutto il raccolto. […] Ma così ucciderete la terra con tutto il cotone! Lo sappiamo. Dobbiamo sbrigarci a prendere il cotone prima che la terra muoia. Poi venderemo la terra. […] Gli uomini accoccolati alzavano gli occhi, allarmati. Ma cosa sarà di noi? Come faremo per mangiare? Dovrete lasciare la terra. Gli aratri verranno a spianare la vostra aia.”
Lucky Peach2) Momofuku’s Lucky Peach #1.

Perché tutta l’hipsteria culinaria che ci sbrindella e inselvatichisce oggi nasce a New York City almeno cinque anni fa. Perché street art e hamburgers gastro-bio-luxury, corredati da ramen fusion e musica di band che don’t even exist yet non sono cosa nuova, né superficiale come si potrebbe intendere. Qualità oltre la forma. Avanguardia oltre la moda.


La Francia a tavola3) Jean-Paul Aron – Le mangeur du XIX siècle (“La Francia a Tavola dall’Ottocento alla Belle Époque”).

Per assistere alla nascita della cucina che avrebbe riconnotato la ristorazione mondiale e coglierne, oltre ogni possibile cliché, le strutture regolatrici. Partecipa alle cene goliardiche a tema funebre di Grimod de la Reynière, annusa un potage de tortue dei Frères Provençaux, guarda il Cafè Anglais decorato di specchi, boiserie ed oro fine trabordare di fiumi di champagne e divenire bordello patinato…

La cucina italiana4) Alberto Capatti e Massimo Montanari – La cucina italiana. Storia di una cultura.

Perché se ami idolatrare la cucina di tua nonna o le specialità regionali, dovresti farlo con criterio. Dal Medioevo ai giorni nostri il testo esamina nascita, formazione ed evoluzione delle culture culinarie locali. Cento città e cento campanili diventano cento ricette che, intercalandosi a ricostruzioni filologiche e notazioni geopolitiche, tracciano un quadro identitario nazionale dettagliato fondato su un retroterra documentale straordinario, e gustosamente condito di sottile ironia.

Il crudo e il cotto5) Claude Lévi-Strauss – Le cru et le cuit (“Il crudo e il cotto”).

Per imparare a non abusare di termini come “natura” e “cultura”. Partendo dall’analisi di un mito indigeno del Brasile amazzonico, l’antropologo delinea un sistema di valori sensibili (crudo-cotto, fresco-putrido, bruciato-bagnato) trovando nel fuoco un elemento di mediazione sostanziale tra l’uomo e la natura; ritrovando nella cottura degli alimenti l’embrione della socialità.


Il Gattopardo6) Giuseppe Tomasi di Lampedusa – Il Gattopardo.

Irrinunciabile barocco, le parole del timballo, per un Siciliano innamorato del Sole caduto. Se non ti piace il romanzo storico, salta tutto, vai dritto alle pagine del banchetto – e goditi, tra i sorbetti e i tramezzi, il timballo:

L’oro brunito dell’involucro, la fragranza di zucchero e di cannella che ne emanava, non era che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall’interno quando il coltello squarciava la crosta: ne erompeva dapprima un fumo carico di aromi e si scorgevano poi i fegatini di pollo, le ovette dure, le sfilettature di prosciutto, di pollo e di tartufi nella massa untuosa, caldissima dei maccheroni corti, cui l’estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio.

La Cucina Futurista7) Filippo T. Marinetti e Fillìa – La Cucina Futurista.

Per capire un tratto fondamentale di certa alta cucina contemporanea: l’anelito a sganciarsi dalla necessaria nutrizione per diventare atto performativo completo. Preparazione Scelta Consumare Garofani alla luce verde Scoppioingola Carneplastico Sinestesia STUM! KLANG! TUMTUMTUMTUM


Roads and kingdoms8) Roads and Kingdoms.

Un magazine online di gastronomia resistente, d’inchiesta e di avanguardia autentica, slegata da dogmi, marchette e farfugliamenti. E di alto design, per giunta.


Il gusto come esperienza9) Nicola Perullo – Il gusto come esperienza.

Per non usare più il termine “estetica” completamente a caso. Partendo da Hume, un saggio che intende restituire all’esperienza percettiva, la degna collocazione negatale nel sistema filosofico dalla classica impostazione kantiana.


I segreti erotici dei grandi chef10) Irvine Welsh – The Bedroom Secrets Of The Master Chefs (“I segreti erotici dei grandi chef”).

Trainspotting in cucina incontra Dorian Gray: tra ispezioni igieniche e droghe assortite, una critica sociale aspra e intimista culmina in un fegato al whisky metafisico.