di Francesca Romana Mezzadri 7 Aprile 2014
Lista della spesa

Il mondo si divide tra chi la fa e chi no. Io personalmente ho il terrore di ritrovarmi con il frigo vuoto e la dispensa spoglia. Il solo modo che conosco per evitare che questo accada è annotare sulla lista della spesa cosa sta finendo, prima che finisca. In più la lista sembra mettermi al riparo da incauti acquisti, sempre di seguire la regola di non prendere nulla che non sia presente nell’elenco.

 

Perché lo sapete, vero, che i supermercati sono trappole per clienti. La strategia adottata dalla GDO è quella dello shelf marketing, il marketing dello scaffale, che posiziona ad altezza occhi i prodotti che si vogliono spingere, in alto quelli che si vendono da sé o quelli di nicchia, in basso i primi prezzi, nella speranza che passino inosservati. Fanno eccezione i prodotti con sorprese, giochini, pupazzetti destinati ai bambini che sono, furbescamente, disposti dove manine paffute possano facilmente afferrarli.

Ora, non c’è la certezza matematica che basti non segnare “patatine sea salt & vinegar” per non cadere in tentazione. Ma vale comunque la pena provarci.

Come e dove si fa la grocery list è un capitolo a parte che, probabilmente, meriterebbe un piccolo trattato di psicologia.

Scarabocchiata.
Si butta giù sul primo pezzo di carta a portata di mano: un tovagliolino, il retro di uno scontrino, un lembo strappato dalla scatola dei cereali (comprare cereali). Scritta di getto in preda all’urgenza dell’ispirazione, riporta poche cose ma essenziali e per questo, a dispetto del metodo frettoloso, è abbastanza efficace. A meno che, soprapensiero, non si accartocci e si getti via il tovagliolino, lo scontrino, il lembo di cartoncino.

Ragionata.
Segue l’ordine di comparizione dei prodotti nei reparti del supermercato. Comincia con la verdura e la frutta, prosegue con il pesce e la carne, passa per igiene e pulizia della casa, termina con surgelati, acqua e zucchero. Se poi per un motivo qualunque all’ultimo momento si cambia supermercato, è una rovina.

Mentale.
È tutta nella nostra testa. Dopo un rapido sguardo a dispensa e frigo, non ci serve scrivere nulla perché siamo sicuri che non dimenticheremo mai che servono latte, tonno, cereali, carta igienica, alluminio, grana, trita, uova, carote, yogurt, sapone per i piatti, mele, piselli surgelati, polpa di pomodoro, cracker, zucchero, spaghetti, dentifricio, burro e birra. Non ce ne dimenticheremo proprio mai.

Tecnologica.
Nelle note dello smartphone o con una app dedicata, fa subito sentire molto organizzati. Gli articoli sono elencati in ordine alfabetico o raggruppati per categoria e, man mano che finiscono nel carrello, basta un tap per cancellarli dalla lista, che si può anche condividere con conviventi e coinquilini vari. Naturalmente, se si scarica il cellulare a cena pasta col tonno.

Stenografica.
Scritta su un semplice pezzo di carta bianco, procede per abbreviazioni, sigle, acronimi. Lt. scr. (questa è facile, latte scremato), H2OF (acqua frizzante), 2hCD (due etti di crudo dolce), sal. aff. (questa è difficile: salmone affumicato o salame affettato?): la capisce solo (e non sempre) chi la fa. Vietato darla a mariti e fidanzati. Piuttosto che interpretarla, scapperanno con la cassiera.

Didascalica.
Compilata su un foglietto a righe o a quadretti, in bell’ordine e in bella calligrafia. Mezzo chilo di riso parboiled per il pilaf, barattolino di curry in polvere per il pollo, 6 etti di petto di pollo, mezzo chilo di farina per fare la torta di mele, 6 mele gialle non quelle rosse che sono farinose, 6 uova biologiche con la confezione di cartoncino non di plastica, 6 panini per hamburger. Questa sì che è perfetta da dare a un marito o un fidanzato con la certezza che porterà a casa esattamente quello che volevamo. Prima però passerà mezz’ora ad arrovellarsi se debba comprare o meno anche 6 hamburger.

Corale.
La lavagnetta è lì, in bella vista in cucina. Tutta la famiglia è invitata (obbligata) a partecipare segnando dal lunedì al venerdì cosa manca, cosa viene finito e cosa si desidera. Il rischio è di non comprare i croccantini per il gatto.

Indovinate quale faccio io e dite: voi che lista fate, se la fate?

[Crediti | Link: Dissapore, immagine. eCoop]