di Carlotta Girola 18 Agosto 2015
the manor, londra

Ce l’avete anche voi un cugino a Londra, vero? E nel caso non ce l’abbiate, di certo avrete un amico o il figlio dei vicini che a Londra ci si è trasferito per imparare meglio l’inglese e che poi è finito a friggere fish & chips e non è più tornato.

Ecco, è il momento di rispolverare l’indirizzo dell’emigrante e andarlo a trovare. Non tanto perché a Londra ci sia un mare da cartolina, ma con scopi vacanziero-gastronomici che so che abbiamo in comune. 

E’ uscita di recente la Top 100 dei ristoranti londinesi di TimeOut, tripudio di etnico, contemporaneo, rivisitato e ammennicoli vari.

Se fino a qualche anno fa la massima ambizione culinaria dell’italiano nella capitale inglese era una gita sociale da Burger King, oggi le cose sono decisamente cambiate, e se nel resto del Regno Unito sono ancora fermi al mappazzone del porridge, Londra ha molto da dire a tutti noi food-addicted.

E quindi, prima che il vostro conoscente in loco decida di mettere su famiglia e di occupare anche il divano-letto, correte a prenotare il vostro volo low cost, e soprattutto prenotate in questi 10 nuovi ristoranti della Top 100.

Questa è una classifica di salivazione crescente, roba da non farsene scappare nemmeno uno:

Naughty Piglets Londra

#10 NAUGHTY PIGLETS

Una coppia nella vita che si divide tra sala e cucina, come nelle migliori tradizioni della ristorazione. A volte, da clienti, ci siamo augurati il divorzio, ma altre volte (come in questo caso) sembra che le rose e i fiori arrivino pure nel piatto.

Qui potete provare una crema di burrata su piselli e fave fresche, ma anche una cappasanta dell’isola di Mull servita con burro all’aglio e un pizzico di aceto di sambuco fatto in casa dall’oste. Non vi ho già fatto venire la voglia?

Shoe Shop Londra

#9 SHOE SHOP

Prendete uno chef che delle cucine italiana e francese è riuscito a cogliere l’essenza. Poi metteteci un posticino con pochi tavoli, dei prezzi decisamente abbordabili e un’insegna che rende onore al vecchio negozio di scarpe che abitava qui.

Cervella, french toast, anatra all’arancia e persino una provocazione per puristi: le penne carbonara. Attenzione: per cena chiude molto presto.

The Manor, Londra

#8 THE MANOR

Rimescolare le carte in cucina in favore di cibo d’avanguardia: a Chapam Clapham si può, grazie a The Manor, dove una cucina dagli abbinamenti insoliti fa strabuzzare gli occhi e (pare) anche il palato. Un esempio? Cavolfiori, granella di cacao, datteri Medjoul e kefir.

Non so voi, ma io in bocca questi sapori non riesco bene ad immaginarmeli. Il che, ovviamente, mi scatena una curiosità al limite del sopportabile.

Metteteci poi che c’è un dessert bar dove potrete assistere live allo chef che gioca al piccolo chimico con l’azoto e, prima di servirvi il dessert, vi inonda di fumi e stranezze varie.

Pidgin, Londra

#7 PIDGIN

Il menu cambia tutte le sacrosante settimane, ma la filosofia in cucina resta sempre uguale: piatti creativi, ma mai troppo artificiali.

Ad esempio, questa settimana c’è in lista il te di ossa di maiale (un brodo? ah no, siamo pur sempre in Inghilterra) con germogli e pepe bianco. E poi c’è anche un toast fatto con jamon iberico, e infine un gelato alle fecce di sake. Alla faccia dei piatti creativi.

Oldroyd, Londra

#6 OLDROYD

Spin off dei vari Polpo, disseminati in città, questo ristorantino minuscolo è il regno di Tom Oldrini, che per anni è stato dietro le quinte della piccola catena.

Ora si diletta in una cucina mediterranea con tante strizzate d’occhio alla nostra italiana, arrivando persino a mettere in lista un intraducibile (perchè perderebbe di vigore) Heritage tomate con insalata di fagiolini e riduzione di salsa bernese.

Infine, udite udite, a Londra potrete assaggiare la sua versione della panzanella con pesche, fave, menta e cagliata di vacca.

Portland, Londra

#5 PORTLAND 

Due compagni di scuola, meticolosi come i primi della classe nello scegliere i fornitori delle materie prime, hanno aperto questo elegante ristorante in una zona poco battuta di Londra, il che potrebbe regalarvi nuovi itinerari fuori dai classici circuiti turistici.

Secondo voi cosa potrebbe essere un sedano rapa cotto nel sale e servito con  burro di nocciola, nocciole e acetosa? Secondo voi non è il classico piatto che merita il viaggio? Ecco, nel mio caso la risposta è sì.

Kitty Fisher's, Londra

#4 KITTY FISHER’S

Amanti della carne, iniziate a prepararvi. Questo è il tempio per voi nel cuore di Londra. Ci potete trovare mucche da latte galiziane che hanno vissuto allegramente dai 10 ai 12 anni: certo non sono a prezzi da sciocchezzuola, ma sembra ne valga la pena.

E poi ci sono anatre, agnelli, manzi in tutte le salse: dalla tartare alla griglia, il tutto ovviamente condito con meraviglie come rabarbaro, cavolo nero e cerfoglio. Se riuscite, prenotate i soli due tavolini all’aperto: la vista è pittoresca.

Snaps & Rye, Londra

#3 SNAPS AND RYE

Cosa succede quando si incontrano un inglese e una danese? Accade che il pesce è sempre freschissimo, che potete fare finta di stare a Copenaghen e mangiucchiare uno Smørrebrød, e anche che uscirete di testa per questo nuovo locale multietnico con uno chef nato in Cornovaglia.

La rivisitazione di un classico danese, qui viene proposta con sgombro affumicato, tuorlo d’uovo marinato, barbabietola e ravanello. E per chi da Londra si aspetta anche l’Oriente c’è il pesce alla tailandese.

Taberna do mercado, Londra

#2 TABERNA DO MERCADO 

Voi andate, vi sedete e poi vi date alla pazza gioia in stile portoghese (e come fanno i trenini loro, insieme ai cugini do Brasil…).

Se ordinate il “pesce in scatola” sappiate che non arriverà il tonno Rio Mare nella lattina, ma un pesce cucinato per voi e poi servito “alla povera” dentro una latta.

Tutta la linea si basa sui piatti poveri della cucina portoghese, e vi regalerà amenità gastronomiche che spaziano dai sandwich al brodo di vongole, dalle seppie con piedino di maiale, alle tapas che non vi aspettate.

Bao, Londra

#1 BAO

Grado di salivazione massima per questo localino che non è tra i più belli, ma di certo è uno dei più strepitosi di Soho. Astenersi se perbenisti del piccante: qui lo street food di Taiwan non risparmia in gusto e in ogni sorta di peperoncino.

Esattamente quel giusto grado di occidentalizzazione del cibo asiatico che ha fatto scuola al mercato di Camden. Potete anche fare take away, l’importante è che non partiate da Londra senza averlo provato.

[Crediti | Link: TimeOut. Immagini: TimeOut]