di Martina Liverani 22 Gennaio 2014
Come mangia un uomo

Uno dei passatempi preferiti delle ragazze è quello di trascorrere ore intere a parlare di uomini. Cercare di interpretare i loro messaggi, montare e smontare bizzarre teorie sul perché “non mi ha richiamato”, o su cosa esattamente voleva dire con quella faccetta mandata su WhatsApp!

La cosa divertente è che applichiamo a questi comportamenti delle elucubrazioni completamente estranee alla volontà del maschio, contorcendo la realtà aldilà di ogni immaginazione. Se, in effetti, dopo trentanove giorni dal momento in cui gli hai lasciato il tuo numero di cellulare lui non ti ha ancora cercata, probabilmente non è:

“molto impegnato al lavoro”.

Il tutto si risolverebbe con la regola delle regole: se ti vuole, ti cerca; se non ti cerca, evidentemente non ti vuole.

Ma alle ragazze piace pensare che probabilmente, se non ti cerca, ci dev’essere dell’altro sotto. In fondo, l’altro giorno aveva messo un like alla foto del maialino domestico che avevate postato su Facebook, no? Qualcosa vorrà pur significare….

Tutto questo preambolo per dire che, se le ragazze volessero davvero capire gli uomini (ma poi, di cosa parleremmo con le nostre amiche?), dovrebbero leggere il blog  Eat Like a Man, di Ryan D’Agostino, penna gastronomica dell’Esquire.

Se è vero che il rapporto che abbiamo con il cibo dice di noi più di quanto possiamo immaginare, la chiave per entrare nell’imperscrutabile galassia maschile passa da un foodblog. Basterà leggere questa raccolta di post maschio-centrici per capire che interpretare gli uomini è decisamente più facile di quello che pensiamo.

D’Agostino scrive un repertorio di ricette perfette, saggi sul rapporto tra le icone maschili e il cibo (esilarante il post su Sinatra), e tutte le informazioni che un uomo in cucina ha bisogno di sapere. Dal perfetto brunch in famiglia della domenica mattina, alla cena galante del sabato sera; dal cibo per accompagnare una notte di partite a poker, il campeggio, la partita di basket davanti alla tv. O anche, semplicemente, cosa cucinare quando si è da soli e si ha fame.

Non devo essere l’unica fan di D’Agostino, dal momento che Eat Like a Man è diventato persino un bellissimo libro.

E a proposito dell’incomunicabilità tra uomo e donna (mai siamo state tanto innamorate come di chi non lo ha mai saputo, no?) e dei presunti oceani di distanza tra i due sessi, Ryan D’Agostino (che a questo punto, per quanto mi riguarda, potrebbe tranquillamente sceneggiare un nuovo Sex and The City) ha anche la risposta alla domanda più importante che sorge leggendo il titolo del suo blog: cosa significa mangiare come un uomo?

Non certo avere una cucina assemblata con una panchina di metallo, una padella molto pesante e una fiamma ossidrica.

Per Ryan, e per i suoi tanti lettori, mangiare come un uomo vuol dire: vincere la paura di non farcela, superare la fatica, fare a meno di stupidi attrezzi di cucina, fregarsene dei pregiudizi, e godersi la soddisfazione che c’è dietro un piatto ben cucinato.

Che sono le stesse cose che significa mangiare come una donna.

[Crediti | Link: Esquire | Immagini: homefoodsafety.org]