di Carlotta Girola 6 Agosto 2014
Trattoria romana

Non basta leggere una guida, scaricare la app di turno, farsi consigliare dagli amici più esperti. Quando ci si trova nella condizione iperuranica di turista si perdono i classici riferimenti, non si hanno certezze assolute, ci si trova nella situazione svantaggiosa di non sapere bene dove mettersi, perché non si conoscono davvero le abitudini locali.

Il rischio è sempre quello di fare la scelta sbagliata, di chiedere qualcosa fuori luogo, di sentirsi (ed essere) spaesati e potenzialmente inopportuni.

Questa regola vale soprattutto quando si è all’estero, dove già l’abitudine della mancia mette in seria difficoltà persino l’italico più spavaldo, ma vale anche se si gioca in casa e si visita una città diversa dalla nostra, quella dove ci sentiamo a nostro agio e le figuracce sono più difficili.

Per tutti quelli che per l’estate (e non solo) hanno progettato una visita alla capitale, ecco 16 verità gastronomiche assolute che bisogna conoscere per confondersi coi locali e non apparire pulcini bagnati con evidenti imbarazzi da turista medio.

Fritti pizzeria Life

1. FRITTI PRIMA DELLA PIZZA.

Se volete fare il romano de Roma e vivervi da dentro l’esperienza media della capitale da mangiare, allora sappiate che dovrete ordinare qualche fritto prima della pizza. Si usa così. In media, per confondervi nella folla della pizzeria, non meno di 8 e non più di 15 fritti da antipasto, ed è solo l’inizio.

Roscioli a Roma

2. IL CLICHE’ DELLA PUNTUALITA’.

Sì, è vero: se vi dicono che avrete un tavolo tra un’ora è del tutto inutile che aspettiate come cagnolini davanti alla ciotola vuota. Fatevi un giro per Roma nel frattempo: il vostro tavolo si libererà dopo un’ora e mezza. Almeno.

Coda alla vaccinara

3. PORZIONI ABBONDANTI.

Ricordate che non siete a Milano. Le mezze porzioni non sono concepite, nemmeno per il dolce. Non ordinate oltre le vostre capacità di stoccaggio nello stomaco. É nota (e veritiera) la predilezione dei romani per le porzioni abbondanti. Quindi non fate i temerari, che poi vi tocca avanzare il secondo dopo la secchiata di carbonara. Rilassatevi e… magnate!

Crema caffè Sant'Eustachio

4. CAFFE’ DI SANT’EUSTACHIO.

Ci sono caffè e caffè anche a Roma, come dappertutto. Uno diverso, da assaggiare per forza, è quello di Sant’Eustachio, ma le guide non dicono cosa fare una volta entrati al micro-bar: si fa prima lo scontrino in cassa chiedendo un gran caffè, non un espresso. Conosco qualcuno che ha ordinato un caffè e ne è rimasto deluso dopo aver letto meraviglie. GRAN CAFFÉ, capito?

cacio e pepe

5. LA QUATERNA: AMATRICIANA, CARBONARA, CACIO E PEPE E GRICIA.

A come Amatriciana, capito? Con la A! C come carbonara e CP come cacio e pepe. Il quartetto di primi piatti romanissimi si completa con la gricia (la c viene strascicata e si trasforma in ‘na grisgia), che i turisti a volte tendono a snobbare perché non gode della fama internazionale degli altri tre piatti.

Ve la semplificheranno in una amatriciana senza pomodoro, ma sappiate che è una spiegazione riduttiva a favore del turista spaesato. Non partite da Roma senza averla assaggiata.

banco della pizza, Bonci

6. PIZZA AR TAJO.

Se volete un trancio di pizza, vedete di assumere un tono sicuro e chiedete pizza ar tajo.

Carbonara Roscioli

7. VERA CARBONARA.

Non cercate una carbonara a caso. Diffidate dai formati alternativi: la carbonara vera è solo con gli spaghetti. Punto (in realtà sono più che tollerati i rigatoni).

Trattorie romane

8. IN TRATTORIA DOPO LE 22.

Le trattorie di Trastevere si riempiono prestissimo di turisti provenienti dai Paesi che mangiano presto. Se non volete fare quelli che vengono additati dai romani per le abitudini orarie da ospedale, mescolatevi con gli autoctoni dopo le 22.

Guanciale soffritto

9. PANCETTA O GUANCIALE?

Non chiedete mai al cameriere se in cucina hanno usato la pancetta o il guanciale. Lo dico per la vostra incolumità.

Trattoria Sora Lella

10. PER IL GASTROFIGHETTO VINTAGE.

Se siete gastrofighetti col fascino del vintage, sappiate che potete fare una foto ricordo davanti all’insegna del ristorante Sora Lella sull’Isola Tiberina. L’insegna si accende tutte le sere della settimana.

Minestra di broccoli e arzilla

11. ARZILLA.

Quando leggete “arzilla” non crediate di avere a che fare con una zuppa anziana eppure ancora in gamba. L’arzilla è la razza, tanto per capirsi.

Osteria Roma

12. LA PAROLACCIA.

Andateci piano. I film raccontano di trattorie dove ti prendono a parolacce e insulti (compresi nel coperto). No, non sono tutti così, e lo scoprirete prestissimo se, convinti di entrare in sintonia col cameriere, lo appellerete non troppo elegantemente. Non fatelo, per carità!

Minestra di cicorie

13. CICORIA.

Per schiarirvi subito le idee ed evitarvi una ricerca googliana in extremis sappiate che al nord la chiamiamo catalogna, ma a Roma per tutti è la cicoria. Qui usano soprattutto quella selvatica, quella con cui le nonne del Nord facevano le minestre (ricordate l’insalata matta?).

Pizza alla carbonara

14. PIZZA SOTTILE E SCROCCHIARELLA.

Prima di sedervi al tavolo di una pizzeria siate coscienti che, a parte casi eccezionali, state ordinando una pizza sottile e scrocchiarella, come si usa nella capitale. Perciò non é conveniente che assumiate lo sguardo perplesso alla ricerca del cornicione.

trapizzino

15. A PRANZO STREET FOOD.

Il turista a volte si tratta male a pranzo per recuperare con stile a cena. A Roma non vi andrà tanto male nemmeno col pranzo cheap e lo street food: pizza bianca e mortazza su tutti, ma anche supplì, trapizzino e tramezzini vari. Di gastronomie non ne mancano.

Ristorante Assunta Madre

16. RISTORANTI VIPPAI.

Se leggete sempre Oggi, se le vite dei VIP vi suscitano brividi caldi, e se sperate di tornare dalle vostre vacanze romane con un autografo da incorniciare, potete appostarvi davanti all’ingresso del chiacchierato Assunta Madre. Forse meglio Armando al Pantheon: prima o poi qualcuno di conosciuto passerà.

Porchetta di Ariccia

17. LI CASTELLI.

Vige l’obbligo di spezzare la vacanza metropolitana con una visitina ai castelli: qui di rito, tra porchetta, pane casereccio e salumi si assaggia il nettare di Bacco locale. No, non è buono, qualunque cosa rispondiate a “secco o mosso”: ma Frascati, Ariccia, Genzano e compagnia meritano. Nonostante il vino.

il gelato di claudio torce

18. GELATO.

La calura romana vi uccide? Qui casca l’asino del turista! Non vi andate a cacciare in gineprai che potremmo nominare “coppa di gelato seduti al tavolino”. Scegliete una gelateria e continuate a godervi la città in compagnia del vostro cono.

Quagliaro a Roma

19. L’INEVITABILE KITSCH.

Non potete partire senza un’esperienza kitsch tutta romana. No, non parliamo della foto col gladiatore con l’orologio digitale, ma di una cenetta verace in un posto dove il tempo si è fermato e dove il design gastro-chic non è arrivato. Un esempio? Il quagliaro di Centocelle Quaticciolo.

Piazza di Spagna pedonalizzata

20. VIABILITA’.

Prima di partire, aggiornate il vostro navigatore. In questi giorni a Piazza di Spagna non si arriva più in macchina (temerari voi che solo ci avete pensato, la sfacciataggine del turista impavido!), quindi se la vostra fame vi porta verso qualche locale iperpanoramico e centralissimo, verificate di poterci arrivare per davvero.

[Crediti | Link: Repubblica, immagini: Scatti di Gusto, Repubblica, Just-Dog, la foto del Quagliaro è di Gazzetta Gastronomica].

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