di 2 Maggio 2014
Placenta da cucinare

Una placida sera di inizio Maggio, la leggera brezza increspa le tende della finestra socchiusa e una flebile luce illumina la sala di una casa in periferia. Ecco Lui assorto nella partita Juventus-Benfica che soffre per la sua squadra e, di tanto in tanto, elucubra sul pittoresco nome di quella avversaria. Poi arriva Lei, gote rosee e forme addolcite dalla gravidanza, un po’ titubante gli si siede a fianco, sorride maliziosa, prende un bel respiro e chiede: «Teso, ma se una di queste sere ci mangiassimo una bella placentina?».

Lui, ignaro del destino cui stava andando incontro, senza staccare gli occhi dal televisore emette un impercettibile mugolio di assenso, porta l’indice alle labbra e la allontana con due colpi secchi del dorso delle mani. Era l’inizio della fine.

Caro mio, se ti riconosci nella descizione, mi duole dirtelo ma sei appena stato fregato.

Vuoi sapere cos’è successo? Semplice, il tuo trottolino amoroso ha deciso di cibarsi di quel pezzo di carne fibrosa e traballante dopo una frugale lettura, sotto il casco del parrucchiere, della rivista scientifica Donna Oggi, Fica Domani. Probabilmente le pagine patinate tuonavo in modo ipnotico qualcosa come: PLACENTOFAGIA IS THE NEW BLACK, promettendo effetti miracolosi che ci si scorderebbe perfino dopo un idromassaggio nell’acqua santa.

Ora che anche l’entomofagia ci ha stancati anche tu, mio improbabile metrosexual, dovrai adattarti alla moda del momento.

Presto o tardi anche i tuoi amici lo verrano a sapere e vi etichetteranno come una di quelle coppie per cui il massimo della trasgressione è rimanere il sabato sera sul divano a guardare il serale di Amici, in cui la noia è il Deus ex machina che porta loro a partorire queste idee malsane. Ora, però, non demoralizzarti e pensiamo a come risolvere il problema.

Ammettere che eri distratto dalla partita è fuori discussione. Sarebbe il principio di un’interminabile serie di litigi e siccome tu non vuoi rotture di zebedei devi rassegnarti all’idea della grande abbuffata.

Se può consolarti sappi che placenta in latino significa torta, ma prima di farti venire l’acquolina in bocca tieni anche bene a mente che si tratta di un organo temporaneo, deputato agli scambi metabolici tra la madre e il feto.

Per favore, butta giù quello che ti sta risalendo e vedi di non sporcare il tappeto.

La cosa grandiosa è che dopo aver provato questo delizioso manicaretto potrai vantarti con i tuoi amici del Bar Sport di essere un cazzuttismo “cannibal tasteclimber”. Inoltre, potrai finalmente prenderti gioco di quel tuo insopportabile amico che si vanta tanto di aver mangiato ragni fritti, ingurgitato macedonie di Durian e tracannato vino di serpente durante i suoi fantomatici viaggi esotici .

Amico mio, tu hai per le mani il non plus ultra degli ingredienti di produzione locale e a km 0, e questo senza nemmeno dover alzare le chiappe dal divano per uscire a fare la spesa.

Claudia Galanti beve un frullato di placenta

Se tutto ciò non ti sembra abbastanza fico e macho e se non ti ho ancora del tutto convinto, rilassati: se anche Claudia Galanti (sí, nemmeno io ho idea di chi sia) é riuscita a bere un frullato di placenta strizzata in una vestaglietta rosa puó farcela anche un campione di gare di rutti come te.

Cucinare la placenta

Non digerisci ancora l’idea? Allora consolati perchè sei in buona compagnia. Qualche giorno fa Nick Baines, giornalista del The Guardian ed ennesima  vittima dell’imbambolamento da partita, ha acconsentito a mangiare la placenta della sua adorata, realizzando un piatto irresistibile. Nick non si è lasciato intimorire dall’aspetto grumoso e ha fritto quel coagulo rossastro insaporendolo con aglio e paprika per poi, alla fine, riporlo in un taco. Delizioso!

Ma come, fino a qualche minuto fa stavi per far resuscitare il pranzo di oggi, e adesso non smetti piú di guardare il pancione della tua bella sognando placente impanate?Prova per un attimo a smettere di fantasticare sulla cena e pensa a quanto la tua scimmietta pucciosa sarà  felice di averti al suo fianco durante quest’esperienza.

Tu lasciale credere che grazie al mistico pasto non avrà problemi di depressione post partum, che il suo umore migliorerà e la sua pelle diventerà tonica e liscia.

Quando poi ti spiegherà che così facendo, allo stesso modo di tanti animali, potrà recuperare tutti i nutrienti persi durante lo sforzo del parto (poco importa se sia già qualche chiletto in sovrappeso), limitati ad annuire dolcemente. Per nessun motivo dovrai improvvisare una lezione di Super Quark in cui illustri che il vero motivo di questo comportamento animale é pura sopravvivenza e serve a nascondere le tracce del parto ai predatori.

Inutile dirlo, Lei avrà sempre ragione.

Tu devi solo chiudere gli occhi, ingoiare e pensare che fra poco la placenta potrebbe diventare un ingrediente per palati raffinati. Si sa mai  che qualche fantomatica associazione di medici ostetrici diventi il nuovo sponsor di qualche chef barbuto.

[Crediti | Link: Dissapore, Il Messaggero, Guardian. Immagini: Guardian, Coffee Machine Cuisine]