di Cristina Scateni 11 Febbraio 2014
Mangiare da soli sul divano

È San Valentino gente. È giunta l’ora di sfoderare tovaglie rosse, piatti cuore e amore, dolcezze di circostanza, peperoncini e ricette di cibi afrodisiaci. Ebbene, non è qui che le troverete. Qui vogliamo parlare del miglior cibo consumato in solitudine, delle abitudini da divano inconfessate. Che siate single a tempo indeterminato, cinici boicottatori della festa degli innamorati o goduriosi solisti, ecco la guida adatta a voi.

Consigli d’uso per una buona cena in assolo: eliminare regole e abitudini, deporre sensi di colpa, tabelle nutrizionali, materia prima ricercata, buone maniere. Per una sera mangiate quello che davvero vi fa godere, protetti dalle pareti di casa e diteci chi siete tra queste tipologie di mangiatori solisti, individuate dopo attenta ricerca di mercato.

Amarcord.
Celebra la sua regressione felice da solitudine. Mangia direttamente sul divano, spinto da un ricordo di gioventù o da ribellione per una solitudine mai avuta. Poco importa cosa, la soddisfazione vera è indipendente dal cibo. Sbriciola in libertà, si concede gesti e suoni inconsueti, le posate diventano addobbi. Non è per forza un uomo represso dal rutto facile, in ognuno di noi c’è una creatura da divano pronta a esibirsi non appena sola, bisognosa di interrompere la consuetudine da tovaglia.
Cibo preferito: panino auto farcito, pizza al taglio, take away vario, spaghetti aglio e olio.

Gastrofissato in incognita.
Ha una reputazione da salvare, è un foodie riconosciuto, ma anche tanta voglia di assaggiare il peggiore cibo da supermercato. Il mercato bio gli regala quotidianamente soddisfazioni, nell’autoproduzione trova se stesso, eppure il junk food lo tormenta di notte. Non appena solo tira fuori dalle provviste nascoste le peggiori infamie, l’importante è non avere testimoni.
Cibo preferito: pizza surgelata (se nato negli anni ’80 potrebbe agguantare dal banco frigo anche la Spidy Pizza da scaldare nel tostapane), mortadella mini confezionata, patatine in sacchetto al gusto di maiale brasato al caramello, pop corn ricoperti di cioccolato, 4 salti in padella, gelato Häagen-Dazs Cookies and Cream.

La grande abbuffata.
Passa dai suoi spacciatori di fiducia prima di tornare a casa, pronto a dedicarsi a se stesso e a non far caso per una sera alle quantità. Rinnega la palestra, dimentica la centrifuga e si uccide. Mangia ogni cosa che ha desiderato nell’ultimo mese e non ha potuto avere, qualsiasi delizia solo immaginata. È un amante in incognita dei grassi saturi, delle carni e degli zuccheri selvaggi.
Cibo preferito: mozzarella in carrozza o qualsiasi cosa fritta, pasta al forno, grigliata di salsicce, costine e pancetta, bistecca. Tiramisù per finire o Sacher torte. È quasi sempre multi portata.

Food-egoista o viziato.
Preferisce non dividere ciò che lo fa godere davvero. È furbo, apre la sua bottiglia in solitudine, certo che nessuno come lui potrà mai apprezzare tanta perfezione. Avaro e vizioso, quando è da solo si concede lussi sfrenati. Aspetta il momento giusto, è di fatto un calcolatore.
Cibi preferiti: foie gras, uova al tegamino con spolverata di tartufo bianco, insalata di ovoli, ostriche e frutti di mare consegnati a domicilio o qualsiasi cibo che reputi un lusso per il suo palato.

Piatto perfetto.
Attende la solitudine per esibirsi e per dare sfogo alla creatività repressa. È tendenzialmente un generoso, bisognoso di sfogo. Nella vita quotidiana ha imparato a non mangiare più quello che gli altri non apprezzano, non appena solo si devasta. Spesso si tratta di vittima da compagno/a salutista, vegetariano, bacchettone, abitudinario. O forse si tratta di uno chef creativo incompreso.
Cibo preferito: piatti creativi o lunghe ricette, pizza lievitata 48 ore, ma anche piatti semplici e nuovi. Se è vittima del vegetarianismo altrui, grande mattanza di carne.

Ritorno alle origini.
Vuole i sapori di quando era bambino. Ci ha messo un po’ per capirlo, ma quando ha assaggiato per sbaglio da un contadino qualsiasi, il pane al pomodoro come glielo preparava sua nonna, ha abbandonato ogni indugio, ha capito qual è la chiave della felicità per il suo palato. Nel momento di massima regressione potrebbe accadere di trovarlo con la tazza di quanto era bambino, a fare lo zuppotto nel latte con i suoi biscotti d’infanzia.
Cibi preferiti: pasta burro e parmigiano, pasta del giorno dopo riscaldata in padella, zabaione, pane e olio, pane e formaggio, pane e qualsiasi cosa.

Il saccheggiatore.
Cucinare per una persona sola corrisponde alla morte. Per lui o lei, la solitudine e la libertà vera equivalgono a non pulire forno e fornelli, lavare piatti o rassettare. Diventa quindi un saccheggiatore da frigo o un animale da asporto. Passa in rosticceria, dal cinese sotto casa, ha una pila di volantini pronti a soddisfare ogni sua voglia. Ingoia sushi e lo puccia con le mani nella salsa di soia perché non vuole sporcare le posate, si sente meglio da quando ha saputo che bisogna fare davvero così. Alla fine del pasto chiude la vaschetta monouso, la butta, si compiace del pulito e si crogiola soddisfatto.
Cibi preferiti: tutti purché non cucinati. Spesso mangia direttamente davanti al frigorifero, in piedi, impunito e contento.

Tocca a voi. Cosa vi piace mangiare quando siete soli e come? Identificatevi, oppure confidatevi. Qui siete tra amici che hanno abitudini più perverse delle vostre.