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A quanti matrimoni siete stati? Potete dire di aver mai mangiato bene? Se la risposta è sì, state pronti a dirmi dove e cosa.

Il cibo da matrimonio è uno strano compromesso tra ciò che è giusto, ciò che piace a tutti, ciò che vogliono gli sposi. Segue curve sinuose di gradimento che passando dalla nonna, transitano per amici e parenti, figlioli degli uni o degli altri, bambini e seggioloni, vegani, vegetariani, celiaci e arrivano fino a intolleranti al nichel o quelli a cui non piace il pesce.

La parola chiave è opulenza: mai si voglia che la festa venga presa come evento al risparmio o come pasto qualsiasi. La scelta dei vini è di solito banale, scontata e segue le mode del momento. Il cibo può essere anche lui banale o regionale, ma può anche presentarsi malauguratamente in tutta la sua voglia di stupire i presenti.

Quindi sì, in generale ai matrimoni si dà vita al peggiore spettacolo mangereccio di tutti i tempi: ben di dio di cibo male assortito, di cui non si riesce a distinguere più nulla dopo la terza portata, a stento si cerca di intravedere la strada della fine guidati dai consueti menù col nome degli sposi che addobbano i tavoli.

Di solito il giorno dopo ci si dimentica cosa esattamente abbiamo avuto l’ardire di mangiare, annebbiati dai brindisi ripetuti al suono di “viva gli sposi” e si giura che giammai andremo di nuovo ad un matrimonio. Gli sposini poi, per ovvie ragioni di ansia da clima, amano scegliere giornate il cui caldo suggerirebbe di mangiare grandi fette d’anguria e fare grandi tuffi in piscina, non di contare la portata numero 15 sperando che tutto finisca presto.

Ma passiamo in veloce rassegna le tipologie di matrimonio a cui mi è capitato di assistere.

Matrimonio tradizionale: sposi giovani fuori e vecchi dentro, si buttano sul ristorante famoso per i matrimoni, che non innova il menù da vent’anni, non conosce stagioni o eventi venuti meglio o peggio. Semplicemente è una macchina da guerra che si presenta in grandi tavolate disposte a ferro di cavallo. I contorni di qualsiasi cosa sono patate arrosto e insalata. Antipasto a buffet dove spesso si assiste a morti premature per raggiungere l’ultimo pezzettino di fritto misto, servizio al tavolo con camerieri universitari lontani dal sapere cosa stiano facendo, con relative imprecazioni degli ospiti da futura tintoria. Pancia gonfia per tre giorni.

Matrimonio all’avanguardia: l’importante è che sia strano. Non importa come o dove. Lo strano può essere la stagione, la data (per esempio il 31 gennaio), il luogo (ristorante disposto su tre livelli), ai bordi della piscina, finto sportivo, dress code richiesto total white, cibo tutto a mo’ di finger food. Ci si può divertire, ma anche avere la mascella penzolante per tutto il tempo. La sposa di solito è vestita di rosso o ha qualche altra strana mise. Le bomboniere, ormai in disuso, qui saranno le vere protagoniste: simpatici elfi della foresta o bottiglie di vino con l’etichetta addobbata con la foto degli sposi al mare.

Matrimonio magnificante: all’insegna del barocco negli allestimenti, di solito in un castello qualsiasi, con grandi centrotavola, candele, predominanza del color oro, color Tiffany o arancio Hermes. Portate che si susseguono in tutta la loro importanza e che prese singolarmente possono essere pregiate e di qualità, purtroppo fanno parte di un menù che supera del doppio quello degustazione e ti costringe costipato al tavolo per almeno 6 ore. Risultato finale: Alka Seltzer e voglia di dimenticare.

Matrimonio con lo chef: il gastrofighetto che si sposa non può deludere i suoi ospiti convinti che lui in quanto massimo esperto di cibo, sappia scegliere cosa far loro mangiare anche in questa importante occasione. Così finisce sempre col “vorrei ma non posso” del povero chef. Vorrei stupirvi col mio menu super stellato ma i matrimoni non sono adatti a questo, vorrei servire il piccione confit ma statisticamente non piace alla maggior parte delle persone, vorrei servire 1 antipasto, 1 primo e 1 secondo, ma si sa ai matrimoni le portate devono superare l’immaginazione. Lo chef finisce così per perdere 150 potenziali clienti in un colpo solo. Perché incapace o costretto a studiare un menù che accontenti tutte le richieste.

Ecco che allora mi chiedo: come ci si può salvare dallo scempio del cibo da matrimonio? Qual è il menù adatto? Ma soprattutto, avete mai mangiato bene a un matrimonio? Al vostro per esempio.

[Crediti | Immagine: Jezebel]

commenti (63)

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  1. Tra pochi giorni sarò a un matrimonio da Vittorio a Bergamo, il top, sono proprio curioso di assaggiare per capire se l’effetto-matrimonio manda in malora anche l’eccellenza…

    1. Sergio,non sarai deluso da Vittorio.
      Nel post sulla panzanella parlavi della spigola alle tre consistenze,accompagnata da una panzanella “fatta al momento”.
      Beh,la differenza ,forse,è che mangerai molte pietanze preparate « prima».
      Ma con le nuove tecniche e tecnologie,sous vide,abbattitore,e rigenerazione,
      ti sembrerà di mangiare a la minute.
      E’ siccome il manico(Vittorio) è buono,beato te.

    2. Sì, Vincenzo, da Vittorio ci ho sempre mangiato bene, però qualche mese fa ho partecipato a un loro corso di cucina ed è stata una delusione tremenda, ne ho parlato nel blog, e quindi mi è venuto il dubbio che il formato-matrimonio possa incidere sulla qualità. Poi, per carità, stiamo parlando di una delle ristorazioni più alte d’Italia, ci mancherebbe… Te faccio sape’…

  2. Io al mio mangiai non bene, ma benissimo!!!

    Scelsi di farlo nel ristorante di un albergo di cui avevo sentito parlare molto bene, e che avevamo provato. Mi piacque la Chef per i suoi modi e per le sue proposte. Ci andammo a cena e provammo i piatti, ci piacquero e fissammo tutto.

    Pochi invitati, circa 60 persone. Sala su due livelli, molto carina ma certo non “tipica da matrimonio”.
    L’aperitivo a buffet fu una piccola gioia prima del pranzo, la Chef mi aveva detto che ci avrebbe pensato lei e le diedi carta bianca, lo rifarei 😉

    Menù semplicissimo: risotto asparagi e taleggio, tortino di pappardelle con ragout di faraona al curry (strepitoso), filetto di manzo con verdure e salsa al vino rosso.
    Per la sposa pesce al posto della carne e niente formaggio, felicissima.
    Fotografo redarguito a modino per fare il suo lavoro senza dettare tempi.
    Noi che ci godemmo il pranzo come non avrei creduto.

    Niente torta nuziale e conseguenti pose, dessert al piatto con semifreddo di pinacolada e salsa di ananas (fatto da loro), torta di cioccolato e agrumi (su richiesta della sposa), millefoglie gelato (del Vivoli).

    Bevemmo Blanquette, Muller Thurgau di Termeno, Lagrein di Terlano, Moncalvina, Malvasia Passita di Hauner.

    Fu un pranzo che superò ogni mia aspettativa, conscio che di solito sulla carta è una cosa e nella realtà poi un altra, rimasi davvero colpito di come fosse ben riuscito.
    Spendemmo una cifra assolutamente in linea con il mercato, e pagammo i vini a parte a consumo (grande ed onesta possibilità).

    Il posto era il Borgo San Jacopo, la Chef Beatrice Segoni.
    Ci torniamo volentieri ad ogni occasione speciale.

    A riprova che ci si può anche divertire, spendendo il giusto e stando bene.
    Cosa però non comune, lo capisco 😉

  3. Mangiato benissimo. Ristorante una stella Michelin, prezzo onestissimo e menù abbastanza simile alla (peraltro ottima) scelta di uno dei loro menù degustazione (con qualche piccola differenza).

    Ho aggiunto giusto un antipasto e una torta nuziale assolutamente squisita. Eravamo in una cinquantina e nessuno è rimasto deluso.

  4. Del mio matrimonio parlano tutti benissimo ancora oggi e sono passati 8 anni.
    Tante bancarelle con piccole porzioni di street food (panelle, crocche’, milza, polipo bollito, ostriche, ecc.). Neanche a dirlo gli invitati non palermitani ci hanno amato alla follia!!!

    1. Io ho partecipato a un matrimonio così, la mia amica si servì di un catering che pensò a tutto. C’erano i vari “ambulanti” per le fritture e le frattaglie, divertente perché anche se in ghingheri magnavamo con le mani…

  5. Del proprio matrimonio ne parlano tutti stranamente bene.
    Quando partecipano o devono a quello di altri esce fuori il vero pensiero (che due balle). Difficile credere che tutti i vostri invitati abbiano pensato la stessa identica cosa del vostro eh? Come immagino sia difficile credere che mai nessuno dirà che si è fatto due zebedei grossi come cocomeri al tuo matrimonio.
    Le feste di matrimonio sono quanto di meno stimolante esista, ma è un comune pensiero che quello che faremo al nostro (hehe) quello si che sarà diverso, glielo facciamo vedere noi come si fa una festa!
    Se si vuole condividere una gioia con qualcuno pensate di farlo a un tavolo piccolo, molto piccolo, dove ci si parla veramente e non arriva ogni tanto qualcuno in un vestito molto scomodo per sapere se va tutto bene e ci stiamo divertendo.

    1. Vero Alessandro. Però cinquanta invitati non sono cinquecento e nemmeno centoventi. La cerimonia è durata dieci minuti, il pranzo -con aperitivo annesso- è durato tre ore.

      Alle quattro la gente era già praticamente andata via tutta e avevamo finito di mangiare da tempo.

      Rispetto a moltissimi matrimoni a cui ho partecipato, in cui ho passato tra le sei e le otto ore a tavola, ce ne passa.

    2. Avatar razmataz ha detto:

      alessandro, al mio matrimonio si era in 39 (compresa me e il mio ex marito).
      abbiamo scelto di invitare i parenti strettissimi (nella mia famiglia in ogni caso siamo in pochi) e gli amici veri, non il figlio del panettiere che abitava al piano di sotto del cognato di mio cognato, pertanto abbiamo potuto fare una cosa molto curata. abbiamo mangiato molto bene e il posto (un’abbazia sconsacrata) era fantastico. cerimonia in comune durata credo 20 minuti e pranzo veloce. chi si è voluto fermare a fine pranzo l’ha fatto per il piacere di stare con noi in un giardino meraviglioso. certo sei vuoi fare una cerimonia altrettanto curata per 200 persone o sei ricco di famiglia o accendi 4 mutui.

    3. Vedi Alessandro, io non ho la pretesa che sia piaciuto a tutti, ma la convinzione che di fatto lo sia stato (che poi qualcuno preferisse il filetto ben cotto invece che al sangue è scontato, come che ci fosse qualcuno a cui gli asparagi non piacessero).
      La maggior parte degli sposi spesso neanche si accorge di cosa ha nel piatto, complice l’emozione, complice che al loro tavolo si usi un “occhio di riguardo”…

      Io non ho mai fatto mistero del fatto che se fosse stato per me neanche invitavo nessuno… ma siamo tutti “prigionieri” di usi e costumi e preferisco “soffrire” io per alcune ore piuttosto che far star male i miei vecchi non facendolo.

      Detto questo ci si può stare male come bene… le variabili sono molte…

      Proprio sabato ero al matrimonio di mio cugino, dalle 15,30 della cerimonia alla mezzanotte che han servito il dolce (ma io sono andato solo al ristorante con la giusta scusante della bimba piccola)… abbiamo mangiato bene, cose casalinghe, e sen fosse stato per la musica troppo alta e il servizio un po’ troppo lungo mi sarei perfino divertito di più 😉

    4. Avatar Otto ha detto:

      Alessandro, esistono svariati modi per declinare un invito a un matrimonio, spero per te che li hai usati quando ne hai avuto l’occasione. Per il resto, sono di idee diametralmente opposte alle tue: secondo me le feste di matrimonio sono belle, in generale mi divertono, mi piace stare con tanti amici (al mio erano presenti 250 invitati, senza aver avuto bisogno di invitare il figlio del panettiere – ehm…), e ovviamente mi piace mangiare bene. Ci sono modi diversi per condividere una gioia, altrettanto validi: va bene se si vuole farlo con 20 persone, son sicuro che va benissimo se si vuole farlo con 300.

    5. Avatar jade ha detto:

      a me pare strano proprio nella vita conoscere e aver voglia di avere a fianco 250 persone
      non dico a te, Otto, è proprio una considerazione generale

    6. Avatar Otto ha detto:

      Capisco perfettamente, è pari alla mia sensazione opposta di avere a fianco poche persone, è questione di carattere, nè giusto nè sbagliato

  6. Imputante, molto importante la qualità degli alcolici utilizzati per gli shortini dell’aperitivo. Bevuti quelli in quantità, al cibo non farà caso nessuno.
    (Se non li puoi convincere, confondili)

    1. Avatar Marti ha detto:

      Quoto!
      Sono la salvezza, soprattutto per quelli di amici già vecchi dentro! =) =)

  7. Il menù ideale è quello che ti fa alzare da tavola in 90 minuti. E aboliamo questo kitchissimo buffet dei dolci

  8. Anni fa andai ad un matrimonio all’Hotel de Paris a Montecarlo. Pranzammo a Le Luis XV Alain Ducasse. Devo dire che il ricevimento e il pranzo furono sublimi (ed effettivamente nessuno s’aspettava il contrario..)
    Ho messo questa irripetibile esperienza nell’album dei ricordi visto che difficilmente pranzerò di nuovo da Alain Ducasse..

  9. Avatar Anna ha detto:

    Strano ma vero.
    Ai matrimoni di parenti/amici/conoscenti/antipatici ho sempre mangiato male,ai matrimoni di amici simpatici (solo amici) ho sempre mangiato bene.Probabilmente arrivavo alla cerimonia con lo stomaco già prevenuto di suo.
    Me lo ricordo bene il penultimo matrimonio di un mio cugino (particolarmente antipatico):villona ristrutturata con servizio catering.
    Il mangiare l’ho digerito il giorno dopo.In bagno.

  10. Ad un matrimonio in calabria, 4 anni fa’ (non troppi dunque), dopo 2 antipasti e 2 primi di pesce ci servirono un inspiegabile spaghettone al pomodoro; io stupita chiesi ” ma perchè” e i miei compagni di tavolo “se non ti piace il pesce…”. Per loro era così ovvio, ma io come avevo potuto non pensarci?
    Comunque il matrimonio comprese un pranzo di circa 6 ore, durante il quale tutti ballavano tarantelle come impazziti. Fu impegnativo, il cibo niente di che ma l’atmosfera decisamente divertente.

    Vicino a Milano, cosa secondo me assurda, è stato un pranzo in un “agriturismo”; virgoletto perchè fuori dalle cucine campeggiavano scatole di salumi parmacotto e bresaola rigamonti… I maiali dormivano in stalle extralusso, le mucche riposavano all’ombra di piccoli alberi. Servizio scandaloso, un’ora e mezza tra una portata e l’altra, tutto servito in vassoi da dividere con sconosciuti. Ben più orribile è stata l’assenza della torta nuziale o di qualcosa che le somigliasse: su un tavolo di legno 4 crostate con marmellata non ben identificabile… tutto per la modica cifra, scoprimmo poi, di 55 euro…

    Tutti gli altri qui si vede che son stati invitati fortunati, e sposi davvero oculati e saggi nella scelta dei ristoranti. Certo che per una cifra media, in genere ottieni servizio e cibo peggiori!

    Saluti,
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    1. Le crostate al posto della torta nuziale sono una implicita visione futura di dibattimento di divorzio in tribunale. Tempo entro 4-5 anni

    2. Molto prima. Il marito presto scoprirà l’amore fra uomini, e la moglie farà avances a qualsiasi corriere/idraulico/falegname/fruttivendolo/macellaio. Non sapranno esprimersi correttamente né saranno poliglotti come il marito, ma almeno la soddisferanno durante i dopocena. I matrimoni in Italia fanno schifo perché vi partecipano gli italiani, notoriamente cafoni, incolti, rozzi, analfabeti di sola andata; e perché i suddetti sono SEMPRE freddolosi, dunque amano sposarsi col caldo (che infliggono ai poveri -e pochi- invitati di livello cultural-sociale superiore).