Rinvenute le Camille scadute ho messo in classifica 10 merendine archeologiche

Quando i Pan di Stelle erano solo un frollino al cioccolato e non ancora snack strampalati al profumo di conservanti. Quando il mugnaio del Mulino Bianco era un nanetto con i capelli rossi e il cappello da chef. Quando noi bambine giocavamo a Gira la Moda e arrostivamo le pizzette sulla lampadina a incandescenza del […]

merendine, camille, 1999

Quando i Pan di Stelle erano solo un frollino al cioccolato e non ancora snack strampalati al profumo di conservanti. Quando il mugnaio del Mulino Bianco era un nanetto con i capelli rossi e il cappello da chef. Quando noi bambine giocavamo a Gira la Moda e arrostivamo le pizzette sulla lampadina a incandescenza del Dolce Forno. Ecco sto parlando di quegli anni lì, dove ingozzarsi di merendine era più indolore perché la mania salutista non prosperava ancora.

Oggi quel clima gastronomico a base di Sofficini, Bastoncini, merendine e succhi di frutta con lo zucchero al 50% sembra un girone infernale della lussuria da multinazionale. Eppure una certa coscienza dell’alimentazione ce l’avevano anche i nostri genitori.

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Una mia amica due settimane fa ha ritrovato una confezione di Camille scaduta nel 1999 che i suoi genitori avevano nascosto nella libreria perché non le mangiasse. Le ha fotografate, e abbiamo tenuto la foto come un santino dei quegli anni voraci, in cui anche 5 centimetri quadrati di torta paradiso alla carota erano una conquista.

Ah, se vi interessa, dopo 15 anni le Camille sono ancora tali e quali. Certo non si può dire lo stesso di noi.

Non so precisamente quale sia il motivo, se gli ingredienti da centrale nuclerare o la moda, ma sta di fatto che oggi quasi tutte le merendine che ricordo io sono fuori commercio.

YO YO.

yo yo

Lo YoYo con il suo pan di spagna troppo zuccherato e quel cioccolato grumoso riaffiora nei miei ricordi come la madeleine di Proust: l’avevo messo da qualche parte, ma non ricordavo dove. Certi ricordi però stan meglio sepolti.

RAIDER.

raider

Alzi la mano chi si ricorda che il Twix si chiamava Raider. Del nome tuttavia ce ne fregava poco, questa non era una semplice merendina ma un premio, più costoso e quindi concesso raramente. Io lo mangiavo al cinema.

SOLDINO.

soldino

Inutile dire che la sua attrattiva maggiore era il soldino di cioccolato, che ricordava quelli che trovavi incartati in stagnola color oro nella calza della befana. Io lo staccavo, e lo mettevo da parte per mangiarlo una volta finita la merendina.

Certi sapori sublimi non accettano compromessi.

TEGOLINO.

tegolino

Qualcuno ha nominato il Tegolino? Un ibrido: troppo razionale per essere una Girella, troppo timido per raggiungere le vette del Soldino. Il Tegolino era la merenda che si comprava per cambiare gusto dalle solite, e non annoiarsi mai dei sapori migliori.

Solo il Trancino poteva dirsi peggio.

GIRELLA.

girella

Piccola. La cosa che mi ricordo meglio della Girella era che ne dovevo mangiare almeno due perché una finiva subito.

La seconda cosa che ricordo era il cellophane tutto sporco di cioccolato, perché la girella, più di ogni altra merendina, perdeva da tutte le parti.

KINDER COLAZIONE PIU’.

kinder colazione più

Ricordo solo che qualche mamma si meravigliava che la mia mi desse, a 6 anni, una merendina col caffè. Certo, quella sbadilata di grassi insaturi invece non faceva problema.

Per me Kinder colazione Più ha finito di esistere quando hanno inventato la versione yogurt e frutta, che si chiamava Yogo Brioss ma era una rivisitazione salutista della mia merenda preferita.

CIAMBELLA MR DAY.

ciambella mr day

Prima di Homer Simpson noi avevamo le ciambelle della Mr Day, quelle che ci dovevi bere assieme un litro di aranciata, altrimenti formavano una palla tra la gola e l’esofago impossibile da digerire.

Incommentabili.

FIESTA ORANGE.

fiesta

O la amavi o la odiavi. Io la odiavo per via che sulla confezione c’era scritto “orange” ma secondo me sapeva di whisky. Nella mia ingenuità mi domandavo come facessero a dare ai bambini qualcosa che avrebbe potutto farli ubriacare.

CAMILLA.

camille

Ed eccoci tornati a lei, la Camilla, nata sul limitare di un’epoca, in cui il presentimento che si sarebbe andati verso il marketing del cibo sano era già diventato reale. Quella mezza sfera giallognola a me starà sempre antipatica. Sarà mica perché c’era scritta dentro al fine della mia infanzia?

Poi sono arrivati i Panecioc, i Pan Goccioli, la Yogo Brioss, e per finire è avvenuto l’ineluttabile: i Flauti con lievito madre e “tanta frutta”. Col tempo una cosa l’abbiamo imparata: quanto sia rassicurante credere a queste idiozie.

[foto crediti: freeforumzone, al femminile, flickr Davidehttps://www.flickr.com/photos/scribacchione/5077829528/, Kijiji, informazione, supergenio,dissaporel, godo col dolce]

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