di Rossella Neri 4 Luglio 2014
mercato contadino

Il mercato del contadino è un formato abbastanza recente della spesa consapevole, buon compromesso tra l’attitudine al mangio buono, giusto (e meglio di te) e la necessità di non accendere un mutuo ogni volta che si va dall’ortolano, come vorrebbe che facessimo Farinetti di Eataly. A Mestre, dove abito io, al farmer’s market ci sono quattro bancarelle il sabato, più generoso quello del giovedì che ne conta addirittura sette, ma io non riesco ad andarci perché bloccata al lavoro. Ecco, a parte questi, cresciuti come funghi in tutti i borghi, mercati del contadino di una certa consistenza in Italia ce ne sono diversi.

Certe vette da farmer’s market statunitense con cestini di vimini pieni di mele ammaccate ad arte e scatoline riciclate traboccanti di mirtilli non le raggiungeremmo mai. Certo, tra tutto quel ben di dio capita qualche pannocchia geneticamente modificata, ma non è che si può avere tutto dalla vita, no?

Insomma, i mercati del contadino in Italia sono un po’ bruttarelli, un po’ negletti anche, ma so che qualcuno apprezza quella ricercata atmosfera freak da casetta di legno semivuota e gazebo bianco simil-comizio leghista.

Per fare chiarezza va detto che i maggiori responsabili dello stato dell’arte del mercato contadino in Italia sono due: Coldiretti con la Fondazione Campagna Amica da cui deriva per lo più la nomenclatura “farmer’s market” e Slow Food che invece chiama i suoi avamposti di vendita “Mercati della Terra“. Se i mercati di Coldiretti in Italia sono oltre 1500, quelli di Slow Food sono sparsi per tutto il mondo: dal Mozambico agli USA, da Portorico all’India.

Convitato di pietra e dunque molto interessante in questo quadro istituzionale, qualche associazione eccentrica, per lo più centri occupati come quello del forte Prenestino a Roma e zone di militanza rubate all’avanzare della città, come la Cascina Cuccagna a Milano.

Da questa classifica mancano clamorosamente alcune zone: la Toscana, patria di tanto estremismo culinario, e nel Sud, la Campania e le isole in cui arriva solo Coldiretti, con la sua diffusione capillare, affiancando i mercati rionali, però mancano iniziative private e spazi particolari. O ci siamo persi qualcosa?

MILANO  – CASCINA CUCCAGNA 

cascina cuccagna

Avamposto agricolo riconquistato a due passi dalla Milano da bere, un progetto più ampio che vede un mercato contadino più intelligente degli altri, perché è aperto fino alle 20 così anche gli yuppie di ieri e gli hipster di oggi possono andarci, quando staccano dall’ufficio.

La Cascina Cuccagna è gestita da un insieme di associazioni e cooperative sociali indipendenti.

Prodotti: frutta, verdura, miele, confetture, vino, fiori e piante, pasta, farina, carne , formaggio, insaccati.
Orari: martedì 15.30-20.
Dove: Via Cuccagna.

TORINO – TETTOIA DELL’OROLOGIO

porta palazzo torino

Nucleo a sé rispetto al mercato di Porta Palazzo, si vendono prodotti tipici e presidi Slow Food come le ciliegie di Pecetto e i peperoni di Carmagnola o la menta di Pancalieri.

Accanto alla kasba torinese, è un luogo di frontiera tanto che nel 2013 Maite Vitoria Danerisvci ha ambientato il suo film documentario El Lugar de Las Fresas: protagonisti Lina, una contadina di 70 anni che fa il mercato da una vita e Hassan, un immigrato marocchino.

Orario: da lunedì a venerdì il mattino
Prodotti: frutta e verdura della campagna piemontese.
Dove: piazza della Repubblica

ROMA – FORTE PRENESTINO

csoa forte prenestino roma

Allure militante per il contadino che si sente proletario e per il proletariato consumatore. Il forte è autogestito, se così si può dire, dal lontano 1986. Nel tempo si è formata un’associazione e per partecipare alle attività è richiesta una tessera associativa.

Orario: ogni giovedì dalle 16:30 alle 20.
Prodotti: verdura, uova, pane, formaggi.
Dove: Via Delpino.

MILANO – FABBRICA DEL VAPORE

fabbrica del vapore milano

È un “Mercato della terra” che raccoglie soprattutto i produttori del Parco Agricolo Sud di Milano, che con oltre 47mila ettari è uno dei parchi agricoli intorno alla città più grandi d’Europa.

Anche qui si trovano prodotti tipici del territorio difficilmente rintracciabili nella proposta omologata di supermarket e affini (le verze di Casalpusterlengo, i fagioli di Vigevano e i fichi della Brianza ne sono alcuni esempi).

Orario: Al sabato dalle 9 alle 14. il lunedì dalle 18 alle 22:30 (solo a luglio).
Prodotti: ortaggi e frutta, pane, prodotti da forno, birra, pasta, formaggi.
Dove: Via Procaccini.

ROMA – CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA

citta altra economia

La città dell’altra economia a Roma è gestita da un consorzio a cui partecipano l’AIAB Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, la Cooperativa 29 giugno, la Cooperativa Agricoltura Nuova e la Cooperativa Sociale Integra. La domenica c’è un mercato biologico dal produttore al consumatore con laboratori e intrattenimento.

Negli anni il mercato ha subito alterne vicende e alterne location, tra il piazzale e la zona coperta all’interno dell’ex Macello. La scelta di fare il mercato la domenica richiama ovviamente un sacco di famiglie e alla fine la spesa viene derubricata a momento di pausa tra una degustazione e un concerto.

Prodotti: frutta e ortaggi bio e prodotti di artigianato.
Orario: tutte le domeniche dalle 9 al tramonto.
Dove: Piazzale della città dell’altra economia, Testaccio.

BOLOGNA – PIAZZETTA PASOLINI

mercato della terra bologna

Da fine maggio 2014 aperto anche la sera al mercoledì fino alle 21:30 con una serie di concertini che accompagnano la spesa.

Quello di Bologna è un mercato della terra non particolarmente bello, è nemmeno ricavato in un luogo recuperato e salvato alla sindrome del consumismo (quell’altro). Però è grande (oltre 40 produttori) e molto frequentato.

Orario: Ogni sabato mattina, dalle 9 alle 14 (tutto l’anno tranne luglio e agosto) e dal 28 maggio 2014 ogni mercoledì sera, dalle 17.30 alle 21.30.
Prodotti: Ortaggi e frutta di 40 diversi produttori.
Dove: Piazzetta Pasolini (cinema Lumière).

TARANTO – CORSO UMBERTO I

taranto corso umberto primo

Quello di Taranto è forse il più “vecchio” tra i farmer’s market d’Italia, è nato nel 2005 e si trova in uno spazio di 200 metri quadrati al piano  terra di un palazzo storico di corso Umberto I.

I prodotti sono quelli tipici del sud del tavoliere, con una particolare selezione di produttori attempati. In città ci sono altri tre mercati, il più giovane, da tutti i punti di vista, si trova in via Laicata.

Orario: tutti i giorni.
Prodotti: ortaggi, frutta, latte crudo.
Dove: Corso Umberto I, 121.

ROMA – MERCATO DEL CIRCO MASSIMO

mercato circo massimo

E’ il mercato di Coldiretti a Roma, tanto grande da prevedere anche l’intrattenimento per bambini come all’Ikea. Al coperto, consegna anche a domicilio e ha quell’atmosfera standard fatta di bandiere gialle e gazebo tutti uguali.

Orario: Sabato dalle 9 alle 18 e Domenica dalle 9 alle 16
Prodotti: ortaggi, frutta, olio, carne
Dove: Via San Teodoro, 74.

[foto crediti: nomadi stanziali, vincenzo reda, csoa, the rome digest, sapori d’italia]

1